Perché un cessate il fuoco in Ucraina è ora possibile

Roberto Vivaldelli

2 Gennaio 2024 - 11:32

Dopo aver sabotato i negoziati nell’aprile 2022, Washington e alleati hanno preso atto della realtà: pronti al dialogo con Mosca. Ma non sarà Zelensky a stare al tavolo dei negoziati.

Perché un cessate il fuoco in Ucraina è ora possibile

La narrazione dominante sulla guerra in Ucraina sta crollando, pezzo per pezzo, e si fa sempre più largo l’ipotesi di un negoziato o di un cessate il fuoco, che ora conviene a tutte e due le parti. Il primo segnale di questo cambio di rotta evidente arriva da Politico, secondo cui la strategia dell’amministrazione Biden e degli alleati europei è cambiata a fronte del fallimento della controffensiva autunnale delle truppe ucraine: l’attenzione dei diplomatici occidentali, riferisce la testata, si sta “silenziosamente spostando dal sostegno all’obiettivo della vittoria totale dell’Ucraina sulla Russia al miglioramento della sua posizione in un eventuale negoziato per porre fine alla guerra”.

Questo, naturalmente, è molto diverso da ciò che i funzionari degli Stati uniti e della Nato hanno dichiarato pubblicamente: la Casa Bianca e il Pentagono sostengono infatti che non vi è alcun cambiamento ufficiale nella strategia in Ucraina e che supportano l’obiettivo di Kiev di costringere l’esercito russo a lasciare completamente il Paese (Crimea compresa). È solo propaganda, perché i funzionari di Usa e dei Paesi sanno perfettamente che la realtà è ben diversa, e che un eventuale negoziato porterà alla cessione di territori da parte dell’Ucraina, come peraltro aveva largamente previsto l’ambasciatore Sergio Romano in un’intervista rilasciata a questa testata.

Cambio di rotta dopo aver fatto fallire i negoziati nel 2022

Sul fronte opposto, il New York Times ha pubblicato un’indiscrezione secondo la quale il presidente russo Vladimir Putin sarebbe pronto - almeno da settembre - a un cessate il fuoco. Il Segretario di Stato Antony Blinken aveva ripetutamente smentito quest’ipotesi. «Se vedessimo qualche prova che la Russia sia interessata ad avere colloqui di pace significativi, saremmo i primi a coglierli al volo”, ha detto Blinken all’Aspen Security Forum. “Purtroppo non vedo alcuna prova che la Russia sia interessata”. Nel corso del 2022, Blinken ha rimarcato il fatto che “non c’è nessun segnale che la Russia sia disposta a impegnarsi in una diplomazia significativa”. La verità è che non solo l’occidente non ha mai voluto negoziare seriamente con Mosca, ma ha addirittura sabotato i negoziati tra Russia e Ucraina nell’aprile 2022, quando le condizioni per Kiev sarebbero state più vantaggiose di quelle odierne.

Si sarebbero potute risparmiare migliaia di vite su entrambi i fronti. Come recentemente confermato dall’ambasciatore ucraino Oleksandr Chalyi, nell’aprile 2022, a Istanbul, si era infatti raggiunto un accordo tra Kiev e Mosca che Washington e Londra hanno volutamente sabotato per opportunismo e cinismo. Nel corso di un recente evento pubblico svoltosi a Ginevra, infatti, Chalyi ha ricordato che “eravamo molto vicini” a porre fine “alla nostra guerra con una soluzione pacifica». Putin, ha aggiunto, “ha cercato di fare tutto il possibile per concludere un accordo con l’Ucraina” e “voleva davvero raggiungere una soluzione pacifica”. E a Istanbul le due parti “sono riuscite a trovare un vero compromesso”. Come riportato da più fonti, tuttavia, in primis dal Washington Post, Stati Uniti e il Regno Unito si sono opposti all’accordo e si sono rifiutati di dare all’Ucraina le garanzie di sicurezza richieste.

Gli Stati Uniti e i loro alleati della Nato hanno riversato in Ucraina enormi quantità di attrezzature militari e munizioni, fornito supporto in ambito di intelligence, addestrato truppe e hanno inviato consiglieri sul campo. L’obiettivo di Stati Uniti, Regno Unito e Nato è sempre stato quello di dissanguare il più possibile la Russia contenendo il conflitto in Ucraina. Per questo motivo, si si sono opposti all’accordo nell’aprile 2022. Ora, il fallimento della controffensiva sta portando l’occidente a un cambio di rotta obbligato e a Kiev ad assumere una posizione difensiva, in vista di un futuro negoziato. Da raggiungere possibilmente prima delle elezioni presidenziali Usa del 2024, nelle quali l’impopolare Joe Biden si gioca la rielezione.

Cresce il malcontento verso Zelensky

Nel frattempo in Ucraina cresce il malcontento verso la leadership di Volodymyr Zelensky, a cominciare dal duello con il capo delle forze armate, Valery Zaluzhny, che ha apertamente criticato, nelle scorse settimane, la strategia di Zelensky a Bakhmut e ha ammesso che la situazione militare sul campo di battaglia è giunta a una situazione di sostanziale stallo, smentendo la narrazione ottimistica del presidente. Ora anche l’ex primo ministro Yulia Timoshenko, deputata del partito politico Batkivshchyna (Patria) - fervente sostenitrice dell’adesione dell’Ucraina all’Ue e alla Nato - ha recentemente ammesso che il Paese è in un vicolo cieco e rischia la sconfitta. Kiev sta attraversando una fase difficilissima nella quale cominciano a scarseggiare soldati al fronte dopo le battaglie dispendiose degli ultimi 20 mesi, che hanno portato alla morte - da una parte e dall’altra - di un numero impressionante di militari. Alla fine di agosto, secondo il New York Times, il numero di soldati morti nel conflitto ha superato quota 500 mila. Secondo un recente rapporto dell’intelligence Usa, sul fronte russo sarebbero almeno 300 mila i morti, ma poco si conosce di ciò che accade sul fronte opposto, anche perché sono numeri che Kiev non intende diffondere per evitare di incidere sul morale delle truppe.

Sta di fatto che ora l’esercito ucraino, più che di armi, ha bisogno di manodopera. Di soldati da impiegare al fronte. Come spiega l’esperto di Difesa ed ex sottosegretario dell’amministrazione Reagan Stephen D. Bryen, Kiev deve prelevare uomini dalla strada o dagli appartamenti, dalle auto, dai club, ai valichi di frontiera e in qualsiasi altro luogo in cui possano essere trovati. L’età della leva è ora compresa tra i 18 e i 60 anni, e un video di Natale delle truppe ucraine riunite per i pasti festivi mostra principalmente uomini di mezza età e anziani, pochissimi giovani. Il reclutamento forzato ha implicazioni negative anche fuori dal Paesi, perché molti uomini ucraini in età di leva ora si trovano in giro per l’Europa e non hanno alcuna intenzione di tornare a casa per combattere al fronte.

Inoltre, anche con una nuova mobilitazione - che si stima debba essere di 500 mila uomini - ci vorranno mesi per addestrare reclute per lo più riluttanti e inserirle sul campo di battaglia. Sul fronte opposto, anche la Russia affronta simili e una certa fiacchezza, ma può contare su una popolazione che è quattro volte quella del nemico e su un’industria bellica che funziona, mentre Kiev dipende in tutto e per tutto dagli aiuti esteri. C’è un ulteriore problema: difficilmente Zelensky potrà condurre i negoziati con i russi dopo aver vietato ogni tipo di dialogo con la Russia finché al potere ci sarà Vladimir Putin. È probabile a questo punto che il leader ucraino si trovi costretto a lasciare il posto a qualcun altro. Magari proprio al generale al suo acerrimo nemico, Valery Zaluzhny, che gode del sostegno delle forze armate ed è apprezzato dall’opinione pubblica.