Occhio alle opportunità di investimenti presenti a Piazza Affari, in un momento in cui il mercato toro è vivo e vegeto a Wall Street. Sono passati infatti solo pochi giorni dal 12 ottobre scorso, quando il bull market ha spento 4 candeline a Wall Street.
Questo mercato toro è tuttavia diverso rispetto a quelli del passato per ben due motivi precisi, che rendono il quadro ancora più complesso, in una fase in cui gli investitori, sia quelli che guardano alla Borsa USA che, in Italia, alla Borsa di Milano, si stanno chiedendo come muoversi.
Va ricordato che il mercato toro è iniziato il 12 ottobre 2022, quando lo S&P 500 ha chiuso a 3.577,03 punti, segnando il minimo del precedente mercato ribassista. Il 12 ottobre 2026 l’indice ha chiuso a 7.807,24 punti, segnando dunque un balzo del 118,3% in quattro anni, senza considerare i dividendi.
Mercato toro a Wall Street: “l’unico che ha riportato rialzi a doppia cifra in tutti e 4 anni gli anni”
A illustrare il motivo per cui il mercato toro attuale è diverso rispetto al passato è stato Sam Stovall, chief investment strategist presso CFRA che, stando a un articolo pubblicato dalla CNBC nella giornata di ieri, lunedì 19 ottobre 2026, ha fatto notare innanzitutto che “questo è l’unico bull market dalla Seconda Guerra Mondiale che ha riportato rialzi a doppia cifra in ognuno dei primi quattro anni”.
Si tratta di un elemento di buon auspicio: “La storia dà fiducia alla possibilità che questo mercato toro abbia ulteriore spazio per salire, in quanto, nel quinto anno dei mercati rialzisti iniziati dalla Seconda guerra mondiale, il guadagno è stato pari, in media, a quasi il 21%”. Stovall ha poi ricordato che, “tra i mercati rialzisti durati quattro anni, soltanto uno non è sopravvissuto fino al quinto anniversario”.
Ma questo mercato toro è anche il più costoso dalla Seconda Guerra Mondiale
C’è tuttavia un altro aspetto che rende questo mercato toro unico e che alimenta però qualche preoccupazione, contrariamente al primo motivo: l’attuale mercato rialzista, ha fatto notare ancora Stovall, è il più costoso dalla Seconda guerra mondiale.
A dimostrarlo è l’indice S&P 500, che è scambiato a un rapporto prezzo/utili forward pari a quasi 23 volte, come ha sottolineato l’esperto: valore elevato che potrebbe essere tuttavia spiegato con la forte crescita degli utili.
A tal proposito, il consensus di FactSet prevede utili in rialzo nel corso del terzo trimestre dell’anno in media del 29% su base annua.
Di conseguenza, “riteniamo che questo mercato rialzista, che ha recentemente festeggiato il suo quarto anniversario, abbia ancora spazio per salire”.
Commento confortante non solo per Wall Street ma anche per Piazza Affari che, così come nel caso degli altri principali indici azionari globali, si allinea di norma al sentiment di mercato che prevale nella Borsa USA. Vero però anche che un mercato toro che ha già registrato forti rialzi può diventare più vulnerabile a eventuali delusioni sugli utili o a una revisione delle aspettative sulla crescita.
Proprio per questo, accanto al quadro generale, vale la pena esaminare le valutazioni e i giudizi degli analisti sulle singole azioni quotate sul FTSE MIB, in aderenza a una strategia di stock picking, per individuare potenziali opportunità che alcuni strategist considerano interessanti.
Money.it ha raccolto le recenti promozioni annunciate dagli esperti su alcune azioni, ricordando anche i target price e i rating che emergono dalle previsioni che sono state stilate a ottobre dal consensus degli analisti.
Diversi giudizi molto probabilmente saranno soggetti a variazioni, sulla scia della pubblicazione delle trimestrali da parte delle Big quotate sulla Borsa di Milano.
Focus su target price su azioni STM, Prysmian, Leonardo, Poste Italiane
Occhio tra i titoli del Ftse Mib soprattutto alle azioni STMicroelectronics, con il consensus degli analisti che, in media, ha riconosciuto ai titoli del colosso dei chip un target price pari a €68,62, che va dal target price più basso, pari a €45,09, al target price più alto, di €86,81, rispetto al valore attuale del titolo, pari a 39,82 euro.
Attenzione anche alle azioni Prysmian, che beneficiano di un target price pari, in media, a 154,56 euro, con un target price massimo di ben 181 euro, rispetto ai 102,80 euro attuali.
3 sono i rating Strong Buy, 10 i Buy, 3 i giudizi Hold sui titoli Prysmian, anche se non mancano una valutazione Underperform e un’altra Sell.
Grandi potenzialità di rialzo sono state individuate anche per il titolo del colosso della difesa Leonardo.
Il target price medio è pari a 68,12 euro, rispetto al valore attuale di 49,36 euro, a fronte di 7 Strong Buy, 7 Buy, 5 Hold.
Inoltre, dopo l’acquisizione di TIM, da monitorare anche le potenzialità di rialzo individuate per le azioni Poste Italiane, che oscillano sul Ftse Mib attorno a quota 23,79, con target price medio di 29,35. Tra i rating del consensus, 3 sono Strong Buy, 9 sono Buy e 2 sono Hold.
Azioni Brunello Cucinelli appena premiate dopo pubblicazione ricavi
Sotto la lente anche le azioni di Brunello Cucinelli, che sono state appena premiate, a seguito della pubblicazione dei ricavi del terzo trimestre dell’anno.
I risultati migliori delle attese hanno portato diversi analisti a rivedere al rialzo le previsioni sul trend delle azioni.
Tra questi, quelli di Banca Akros, che hanno confermato il rating Accumulate, alzando il target price dai precedenti 95 a 100 euro e che hanno rivisto al rialzo anche le stime sull’EPS (utile per azione) del periodo 2026-2028 del 2% circa.
Kepler Cheuvreux, pur ribadendo il rating Hold, ha migliorato il target price sulle azioni Cucinelli da 90 a 92 euro. Il titolo viaggia attorno a 85,54 euro.
Azioni banche italiane: fiducia in potenzialità di rialzo per i titoli UniCredit e Intesa
Guardando agli altri titoli, in particolare a quelli delle banche italiane, coinvolti nelle varie partite di risiko, il consensus intero degli analisti rimane positivo soprattutto sulle azioni delle due Big Intesa Sanpaolo e UniCredit.
Per UniCredit, la banca guidata dal CEO Andrea Orcel, il consensus è di un target price, in media, pari a 94.48 euro, rispetto ai 73,16 euro di oggi.
Tra i 18 analisti che hanno avviato una copertura sulle azioni UCG si mettono inoltre in evidenza 7 rating Strong Buy, 5 rating Buy e 6 valutazioni Hold.
Nel caso di Intesa Sanpaolo, il target price medio per le azioni è di 7,29 euro, rispetto ai 5,901 circa di oggi.
Il ventaglio dei rating in questo caso è piàù variegato con 3 Strong Buy, 7 Buy, 2 Hold e 1 Sell.
C’è ottimismo anche per il trend delle azioni di MPS, con un target price medio di 11,77, rispetto agli attuali 10,802 euro. Il consensus indica inoltre 2 rating Strong Buy, 2 Buy e 2 Hold.
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A Piazza Affari riflettori sulle azioni del risparmio gestito FinecoBank e Banca Mediolanum
Tra le opportunità di acquisto a Piazza Affari menzionate, anche le azioni delle società del risparmio gestito, dopo i giudizi dell’ultimo periodo.
In particolare, Equita SIM ha scritto in un report recente, pur mantenendo il target price per le azioni FinecoBank a €28,5, che le azioni trattano a un Adj. P/E 2026/27E pari rispettivamente a 19 e a 16,7 volte, aggiungendo che “continuiamo a ritenere tali multipli molto attraenti considerando l’ottimo momentum e un Adj. EPS CAGR 2025/29E >10” .
Alla fine di settembre, JPMorgan aveva inoltre annunciato di avere riavviato la copertura sulle azioni Banca Mediolanum e FinecoBank con rating overweight, con target price pari rispettivamente a 29 e a 28 euro.
Le due società di gestione patrimoniale pubblicheranno i conti del terzo trimestre entrambe il prossimo 10 novembre.
Da segnalare che le azioni FinecoBank viaggiano attorno a quota 20,69 euro, mentre Banca Mediolanum è scambiata a 22,31 euro.
Non solo: i due titoli sono stati inseriti nella lista Positive Catalyst Watch in vista della pubblicazione dei risultati di bilancio, in quanto, ha spiegato JPMorgan, “ci aspettiamo revisioni positive per le stime del consensus grazie al margine netto di interesse più solido (NII)”.
Sulle due azioni Fineco e Banca Mediolanum, oltre che sui titoli Azimut, è arrivato di recente anche il giudizio della divisione di ricerca di Bank of America.
Il consensus degli analisti ha assegnato intanto ai titoli Fineco in media un target price pari a 27,37. Tra i 16 rating, in luce 4 Strong Buy, 10 Buy e 2 Hold. Il target price medio riconosciuto ai titoli Banca Mediolanum è pari a 25,56, a fronte di 3 rating Strong Buy, 5 Buy e 4 Hold.
Da monitorare anche azioni Technoprobe e Campari
Tra gli upgrade recenti anche quello di Equita SIM sulle azioni Technoprobe. Oltre a confermare la visione positiva, la SIM milanese ha alzato il target price del 10% a 44 euro, anticipando “un aumento della capacità più significativo nel 2027 e 2028, a fronte di una domanda in continua accelerazione”.
In media, il consensus ha assegnato un target price pari a 42,80 euro. Tra i rating, spiccano 2 Strong Buy, 7 Buy, 2 Hold. Il titolo oggi viaggia a quota 26,06 euro.
Equita ha parlato di valutazioni interessanti anche per le azioni Campari, ribadendo la visione positiva sul titolo e il target price pari a 7,60 euro, rispetto ai 6,654 euro a cui le azioni sono scambiate oggi, martedì 20 ottobre, sul Ftse Mib della Borsa di Milano.
Il target price medio del consensus degli analisti, invece, è di 7,17 euro. 4 sono i rating Strong Buy, 8 i Buy e 8 gli Hold. Compare tuttavia anche un rating Underperform.
Azioni ENI, cosa dicono gli analisti in attesa della trimestrale. I nuovi target price
Nel suo report mensile di ottobre, Equita ha annunciato di avere deciso di aumentare l’esposizione del portafoglio principale verso le azioni ENI di 50 punti base, “alla luce del buon andamento nel 3Q26 di oil, gas e margini di raffinazione, che dovrebbe sostenere una significativa revisione al rialzo delle stime di utile e CFFO (>20% a m-t-m)”.
La view è positiva, a fronte di un target price pari a 28 euro.
Sulle azioni ENI è arrivata anche la recente promozione di Bank of America (BofA), che ha rivisto al rialzo il target price a 24,5 euro per azione dai precedenti 24 euro, in vista della pubblicazione della trimestrale da parte del gigante petrolifero gestito dall’AD Claudio Descalzi, che avverrà il prossimo venerdì 23 ottobre.
Ancora prima, agli inizi di ottobre, Berenberg aveva alzato il target price a 26 euro per azione rispetto ai precedenti 25,5 euro, confermando la raccomandazione Hold sul titolo.
ENI supera tuttavia il target price medio stimato dal consensus, pari a 26,49 euro. I rialzi di oggi hanno portato infatti le azioni a salire a 26,495 euro.
A livello di rating, tra gli analisti del consensus si mettono in evidenza 2 Strong Buy, 8 Buy, 11 Hold e 1 giudizio Sell.
Mentre gli investitori si chiedono fino a che punto il mercato toro di Wall Street sia davvero sostenibile, a Piazza Affari non mancano le azioni da attenzionare, tra titoli che presentano un potenziale di rialzo significativo rispetto ai target price del consensus e società che hanno appena beneficiato di revisioni positive sui loro target price da parte degli analisti.
Dai semiconduttori alle infrastrutture, passando per banche, risparmio gestito ed energia, le opportunità, a Piazza Affari, non mancano.
Oltre al mercato toro di Wall Street, Piazza Affari beneficerà delle trimestrali? Le date
Per tutti i titoli su menzionati, la prova del nove per capire in che modo il mercato toro renderà possibile il raggiungimento dei target price più ambiziosi sarà rappresentata dalla pubblicazione imminente delle trimestrali.
Oltre alla data imminente del prossimo 23 ottobre per ENI, attesa per le prossime date chiave.
Il prossimo 29 ottobre 2026 saranno STM e Prysmian a pubblicare i conti, il 30 ottobre è il giorno in cui saranno resi noti i conti di Intesa Sanpaolo.
Il 4 novembre toccherà invece a Leonardo, mentre gli investitori conosceranno la trimestrale di UniCredit il 9 novembre. Poste Italiane alzerà il velo sui propri numeri il prossimo 12 novembre.
Commenti
2Mi permetto di osservare che il balzo percentuale dello S&P 500 del 118,3% in quattro anni è certamente impressionante e merita attenzione. Tuttavia, vorrei evidenziare che il termine «mercato toro» può spesso portare a interpretazioni diverse, specialmente se consideriamo i fattori economici e geopolitici attuali. Inoltre, sarebbe interessante capire come l’andamento dei dividendi possa influenzare realmente il rendimento aggregato degli investimenti, dato che non sono stati inclusi in questa analisi. Rimanere critici sui dati presentati è fondamentale per fare scelte informate.
Ecco, visto che parliamo di mercati, speriamo che non ci riservino sorprese come il tempo di questo autunno! Qui però i prezzi dei prodotti agricoli è che stanno a zero! Che ne dite?