Perché il prezzo del «metallo del diavolo» continuerà a salire nei prossimi mesi

Ilena D’Errico

25/12/2025

Continua a salire il prezzo del metallo del diavolo, tutti lo vogliono ma la produzione non può tenere il passo.

Perché il prezzo del «metallo del diavolo» continuerà a salire nei prossimi mesi

Quest’anno ci conferma che l’argento è davvero il “metallo del diavolo”. Viene chiamato così proprio per la sua alta volatilità, ma nonostante il record storico segnato vedrà il prezzo continuare a salire nei prossimi mesi. Il boom dell’argento è determinato da un vasto insieme di fattori che non è destinato a scemare presto, anche perché il mondo continua a consumare più metallo di quanto ne produca.

Come confermato dal World silver outlook 2025 del Silver institute, infatti, la produzione mondiale di argento è crollata sensibilmente negli ultimi 10 anni, proprio mentre la corsa al riarmo, l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie in generale accrescono sempre di più il fabbisogno del metallo. Inevitabile che in questo contesto il prezzo del metallo del diavolo continui a salire, ricadendo di conseguenza anche sul mercato tradizionale.

Tutti vogliono il metallo del diavolo

La produzione di argento è sempre più bassa, calata esponenzialmente soprattutto in America centrale e meridionale. Si parla di un ammontare complessivo di circa 820 milioni di once ogni anno, provenienti solo in minima parte dalle miniere di argento. Più della metà dell’argento mondiale è il sottoprodotto della produzione di altre miniere, ma a questi numeri bisogna comunque aggiungere l’argento proveniente dal riciclo, che ammonta circa a 195 milioni di once ogni anno. Poco più di 1 milione di once d’argento, contro una richiesta mondiale che supera il miliardo, impoverendo irreparabilmente le riserve.

I fattori che incidono sulla domanda mondiale di argento sono diversi e nell’ultimo anno sembrano essersi concentrati portando il prezzo del metallo alle stelle. Le guerre e le tensioni geopolitiche incidono anche in questo campo, per svariati motivi. Intanto, hanno indotto molti investitori a concentrarsi su beni rifugio come argento e oro. Allo stesso tempo, c’è la corsa al riarmo, visto che l’argento è un materiale essenziale e al momento non sostituibile dell’industria bellica.

Missili e sistemi satellitari sono soltanto due esempi in cui questo metallo si rivela essenziale nella difesa, ma l’argento è fondamentale anche nell’industria spaziale, nella transizione ecologica e nei nuovi sistemi tecnologici. Tutti settori strettamente correlati l’uno con l’altro, basti pensare ai pannelli fotovoltaici, ai veicoli elettrici e ai sistemi di intelligenza artificiale.

Di conseguenza, bisogna rapidamente trovare materiali e nuovi metodi che sostituiscano l’argento, visto che non si tratta di una risorsa illimitata. Nel frattempo, infatti, il prezzo del metallo continua a salire e rende tutti i beni che lo utilizzano nella produzione (che oltre a non essere pochi sono anche altamente strategici) sempre più costosi. Ciò non significa che si può prevedere con sicurezza la crescita del prezzo dell’argento nel futuro, che comunque è piuttosto instabile, anche se l’insieme creato da domanda finanziaria, militare e industriale non sembra pronto a ridursi.

Senza dubbio, però, gli esperti concordano sull’aumento di prezzo che interesserà il metallo del diavolo nei prossimi mesi. La necessità di un’alternativa è a dir poco urgente, anche perché molti Paesi stanno vedendo una rovinosa diminuzione dei propri stock.

Il prezzo dell’argento salirà ancora

Quest’anno l’argento ha superato tutti i record, toccando quasi i 72dollari l’oncia. Come premesso, tutte le condizioni indicano che questa tendenza non è ancora pronta a scemare. Nel corso dell’anno il metallo prezioso ha visto un rialzo intorno al 120% che si riflette pienamente nel rapporto con l’oro. Per un’oncia del metallo giallo servivano 100 once d’argento all’inizio del 2025, oggi pressappoco 65.

Secondo gli esperti il metallo del diavolo potrebbe arrivare ai 100 dollari l’oncia per il 2030 o anche superare questo prezzo, costringendo l’industria e i consumatori a cambiare completamente le proprie abitudini. Si tratta di previsioni, ovviamente, ma sono piuttosto solide perché il boom dell’argento non è speculativo, bensì dovuto a ragioni strutturali di carenza che non possono realisticamente essere risolte dall’oggi al domani.

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