La società di Sam Altman entra nell’editoria acquisendo TBPN, il talk show che il New York Times ha definito “la nuova ossessione della Silicon Valley”. Non sono noti i termini dell’accordo.
OpenAI ha ufficializzato l’acquisizione di TBPN (Technology Business Programming Network) segnando un passaggio inedito per la società che fino ad oggi aveva concentrato le proprie acquisizioni nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’hardware.
È infatti la prima volta che il gruppo guidato da Sam Altman mette le mani su un’azienda mediatica e la scelta non è casuale: TBPN è diventato in poco più di un anno il punto di riferimento del dibattito tech americano, con dirette quotidiane di tre ore su YouTube e X, ospiti del calibro di Mark Zuckerberg e Satya Nadella e una media di 70.000 spettatori per puntata.
I termini economici dell’accordo non sono stati divulgati ufficialmente, ma secondo quanto riportato dal Financial Times, il prezzo si aggirerebbe nell’ordine di “poche centinaia di milioni” di dollari.
leggi anche
OpenAI (ChatGPT) chiude un round di finanziamento da $122 miliardi. Ora vale $852 miliardi
Cos’è TBPN: il programma acquisito da OpenAI
Il talk show è condotto da John Coogan e Jordi Hays, due ex fondatori di startup che hanno trasformato un progetto nato alla fine del 2024 in una macchina da guerra mediatica: circa 5 milioni di dollari di ricavi pubblicitari nel 2025, con proiezioni che puntano a superare i 30 milioni nel corso di quest’anno.
Con l’acquisizione, il programma abbandonerà il modello pubblicitario e verrà integrato nell’organizzazione strategica di OpenAI, riportando direttamente a Chris Lehane, vicepresidente per la politica globale dell’azienda. Nonostante questo cambio di assetto, Fidji Simo, responsabile del deployment dell’AGI in OpenAI, ha garantito che TBPN manterrà piena autonomia editoriale: “Continuerà a gestire la propria programmazione, a scegliere i propri ospiti e a prendere le proprie decisioni editoriali. Questo è alla base della loro credibilità ed è qualcosa che tuteliamo esplicitamente con questo accordo”.
Perché OpenAI vuole un talk show
La risposta ufficiale di OpenAI ruota attorno alla comunicazione: Simo ha spiegato che portare avanti una trasformazione tecnologica di questa portata richiede strumenti diversi da quelli tradizionali. Ma c’è una lettura più pragmatica dell’operazione. OpenAI sta attraversando un momento di pressione sull’immagine: le polemiche legate agli accordi con il Dipartimento della Difesa, la chiusura del generatore video Sora e una concorrenza sempre più agguerrita da parte di Anthropic e Google hanno eroso parte del consenso attorno a ChatGPT.
Acquisire un programma che parla ogni giorno di AI e tech a un pubblico di addetti ai lavori significa avere un canale diretto senza passare per i filtri della stampa tradizionale.
Hays ha dichiarato: “Dopo aver conosciuto Sam e il team di OpenAI, ciò che ci ha colpito di più è stata la loro apertura al feedback e l’impegno a fare le cose per bene”. Altman, dal canto suo, ha minimizzato i rischi di conflitto di interessi con una battuta: “Non mi aspetto che ci vadano piano, e sono sicuro che farò la mia parte con qualche decisione stupida ogni tanto”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA