Perché le azioni Faurecia sono estremamente promettenti

R. F.

21 Aprile 2023 - 17:12

Le azioni Faurecia, società della componentistica auto quotata sul listino francese, ha un’ottima prospettiva di crescita. Analizziamo aspetti tecnici e fondamentali.

Faurecia (FORVIA), controllata da Stellantis, è leader mondiale nella produzione della componentistica auto, sedili, cruscotti, tappezzeria, componenti elettronici (con la società Clarion Electronics) ed è fornitore delle maggiori case automobilistiche mondiali tra cui VW, Stellantis, Renault e GM.

Ai prezzi del 21 aprile capitalizza 3,8 miliardi di euro. Cosa ha di così tanto promettente? Di seguito approfondiamo aspetti fondamentali e tecnici.

Perché il titolo Faurecia ha un ottimo potenziale

Pochi giorni fa ha pubblicato i dati relativi al 1° trimestre 2023. Veramente interessanti.

Il 2022 aveva registrato un reddito operativo di 1,1 mld di euro, con un fatturato di 25,5 mld di euro, ma qualcosa sta cambiando. In meglio, ovviamente. Reputo interessante il 1° trimestre 2023. Faurecia ha registrato un andamento delle vendite molto forte nei primi tre mesi dell’anno, con un +29% su base annuale, rispetto al +2% della produzione automobilistica mondiale.

È l’effetto di un buon mix delle aree geografiche in cui si esplica il fatturato, oltre che dell’incremento delle performance basate su un aumento dei volumi (e non solo basato su un aumento dei prezzi praticati al dettaglio) e sul buon grado di diversificazione dei suoi prodotti.

Infatti, tutti i settori di attività hanno registrato un andamento positivo, con il comparto illuminazione e quello dei sedili in crescita del 22,5% a livello annuale. Anche il settore della tappezzeria per interni non è andato male con +17,3% annuale, seguito dal comparto Elettronica con un +11,2%. Un’analisi suddivisa per regione mostra che la crescita è stata trainata dall’Europa (+22,4%) e dall’Asia (+17,6%). Le Americhe hanno registrato un lieve calo (+9,7%).

Durante la conference call con gli investitori, il CFO Michel Favre ha mantenuto un livello di cautela nei confronti della crescita in Cina nel 2023, ma ha riconosciuto un andamento più positivo del previsto in Europa e in misura minore in Nord America.
Una cosa interessante è che questa società ha deciso negli ultimi 12 mesi un intenso piano di semplificazione della attività produttiva, attuando un programma di dismissioni di attività considerate non strategiche, che genererà un intenso flusso di cassa.

Il gruppo infatti ha confermato ancora una volta l’incasso di 1 miliardo di euro dalle cessioni previste quest’anno, con almeno un’operazione da concludersi entro la fine di giugno-luglio. Nelle tre programmate troviamo la cessione del 33% di HPBO a Plastic Omnium, la cessione dei sistemi di scarico per autocarri a Cummins e l’accordo di vendita su Symbio con Stellantis.

Molto prudentemente - e ciò è positivo - il CFO ha confermato di non pagare dividendi quest’anno per proteggere il bilancio e per poter riprendere il pay-out di dividendo pari al 40% del Free Cash Flow (FCF) netto dal prossimo anno.

Questo significa che il management ha una visione ben chiara della necessita di una sostenibilità a lungo termine del debito aziendale per i prossimi 5 anni. Il gruppo gestirà attivamente il debito, iniziando a ridurre il debito lordo proprio utilizzando l’elevata liquidità lorda e i proventi delle cessioni di cui abbiamo parlato sopra.

Il direttore finanziario vuole quindi mantenere un alto livello di riserva di cassa come strumento di flessibilità a causa dell’incertezza sull’andamento dei mercati finanziari e sul livello dei tassi di interesse per i prossimi 24 mesi. Stanno già proteggendosi con un bilancio più forte se dovesse arrivare un nuovo rialzo dei tassi e/o una recessione a livello globale. Non male.

In questo modo, la fascia bassa della leva finanziaria netta nel range 2,0x-2,4x prevista dall’azienda potrebbe essere raggiunta quest’anno se i volumi di vendita in Cina dovessero riprendersi bene nel 2° semestre del 2023 (leva finanziaria = (passività correnti + passività fisse) / capitale proprio).

Possiamo quindi dire che i fondamentali di Faurecia vanno nella giusta direzione sia per quanto riguarda i risultati operativi che per il bilancio. Ma vi è anche l’attesa di un miglioramento rispetto alle condizioni operative globali previste dallo stesso CFO alla fine dell’anno scorso. Per fine 2023 si prevede che la qualità del credito del gruppo continuerà a migliorare con il miglioramento delle metriche di indebitamento: il debito netto/ EBITDA (ora pari a 2,6x) dovrebbe scendere a valori attorno a 2,2x secondo le stime degli analisti - la stima fatta dall’azienda per il 2023 è invece tra 2,0x e 2,4x. Il rating di S&P per il debito obbligazionario è BB con prospettive di up-grade a BB+ fra 1 anno.

Analisi tecnica azioni Faurecia

Da un punto di vista tecnico è sufficiente osservare il grafico Bloomberg qui sotto per notare un trend crescente delle quotazioni abbastanza solido, iniziato a partire dagli inizi di ottobre 2022, da quando cioè aveva toccato un minimo relativo a 10,80 euro. Al 21 aprile quota 19,30 euro, cavalcando la media mobile a 50gg (linea viola). Per ora quindi sarebbe ragionevole non comprare per via di un rischio sistemico di iper-comprato dei mercati azionari che presuppone uno storno nel breve periodo dei principali indici internazionali. Uno storno potrebbe essere ormai imminente.

Tuttavia, se il titolo dovesse scendere sino a toccare la MM100 gg (linea verde)situata a 18,20 euro sarebbe conveniente comprare, e se scendesse ulteriormente attorno alla media mobile a 200g di lungo periodo (linea gialla) situata a 16,60 euro sarebbe ancora più appetibile, ovviamente.

Al rialzo, un progresso fino in area 23,30 (massimo relativo raggiunto il 9 marzo) è probabile, ma a quel punto un alleggerimento sarebbe necessario in funzione tattica. Il titolo comunque rimane uno dei miei preferiti nel listino francese.

TRENDLINE DI FAURECIA E MEDIE MOBILI A 50GG 100G E 200GG TRENDLINE DI FAURECIA E MEDIE MOBILI A 50GG 100G E 200GG Fonte: Bloomberg

DISCLAIMER: le notizie contenute nel presente articolo si ritengono veritiere e aggiornate alla data del 21 aprile 2023. Le considerazioni contenute nel presente articolo sono solo mie e non coinvolgono la responsabilità di Money.it e, allo stesso tempo, non costituiscono in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio. L’investimento in azioni è un investimento a rischio e può comportare anche la perdita del 100% del capitale investito.