Perché l’Italia è un test per la Bce

Violetta Silvestri

18 Luglio 2022 - 12:47

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L’Italia sempre più al centro del dibattito sulle prossime mosse della Bce: la crisi del Governo Draghi influenzerà la politica di Francoforte, soprattutto per sullo strumento anti-spread?

Perché l'Italia è un test per la Bce

Una settimana cruciale per Italia e Bce: la crisi politica del nostro Paese si sovrappone alla riunione dell’Eurotower più attesa degli ultimi anni.

Mentre Lagarde e i suoi colleghi si apprestano ad annunciare il primo rialzo dei tassi dal 2011 per sfidare un’inflazione che sembra ormai più che duratura, il Governo Draghi sta per concludersi, gettando nell’incertezza il prossimo futuro della terza economia europea.

Il punto focale, per gli economisti, è questo: Christine Lagarde dovrebbe annunciare giovedì l’aumento dei tassi di interesse dopo oltre un decennio, delineando anche un nuovo schema che spera impedirà ai maggiori oneri finanziari di innescare un’altra crisi del debito dell’Eurozona. Quando lo farà, la situazione politica a Roma potrebbe diventare ancora più instabile.

L’Italia sta diventando un test strategico per la politica monetaria della Bce: analisi e previsioni.

L’Italia può ostacolare la Bce: i motivi

L’instabilità politica che minaccia far cadere Draghi come primo ministro italiano ha messo a nudo le sfide che devono affrontare i suoi ex colleghi della Banca centrale europea, mentre si preparano a svelare i cambiamenti politici storici questa settimana: non usa mezzi termini l’analisi del Financial Times.

I rendimenti obbligazionari del nostro Paese sono aumentati notevolmente la scorsa settimana, dopo che il Movimento Cinque Stelle, che fa parte del governo di unità nazionale di Draghi, ha rifiutato di appoggiarlo con un voto di fiducia, spingendo il primo ministro a rassegnare le dimissioni. Sebbene il presidente lo abbia rifiutato, gli italiani ora stanno aspettando di vedere se Draghi è disposto a rimanere in carica o se il Paese avrà elezioni anticipate. Qualsiasi segnale di dimissioni del presidente del Consiglio rischia di innescare un aumento degli oneri finanziari di Roma.

Lo schema della Bce, soprannominato “meccanismo di protezione della trasmissione dalla banca centrale”, dovrebbe essere utilizzato per contrastare gli aumenti ingiustificati dei costi di finanziamento di un Paese – che chiama frammentazione – acquistando le sue obbligazioni.

Tuttavia ora gli economisti avvertono che lo sconvolgimento in Italia mette in evidenza quanto difficile si rivelerà per la Bce mantenere l’equilibrio tra lotta all’inflazione e movimenti improvvisi e inattesi dei tassi di interesse in alcuni Paesi.

“Rende la vita della Bce molto più difficile”, ha affermato Spyros Andreopoulos, economista europeo senior presso la banca francese BNP Paribas ed ex membro dello staff della BCE. In alcuni Paesi, “si potrebbe percepire che la Bce sta intervenendo per raccogliere i pezzi dei fallimenti dei politici”.

Da evidenziare, inoltre, che il piano per contrastare la frammentazione ingiustificata nei mercati obbligazionari dell’Eurozona ha già ricevuto una gelida accoglienza tra i funzionari dei Paesi come Germania, Austria e Paesi Bassi. Essi temono che la Bce stia reagendo in modo esagerato, mentre i mercati obbligazionari si adeguano alla prospettiva di un aumento dei tassi di interesse.

Inoltre, gli investitori sono preoccupati che le elezioni italiane anticipate possano portare a un governo guidato dal partito Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che è al di fuori della coalizione di Draghi.

Erik Nielsen, consigliere economico capo della banca italiana UniCredit, ha dichiarato: “E se i candidati di destra facessero bene e il mercato obbligazionario vendesse - dovrebbe intervenire la Bce?” Molti economisti ritengono che questo sia il tipo di frammentazione che la Bce non dovrebbe cercare di combattere.

Francesco Papadia, senior fellow del think tank Bruegel con sede a Bruxelles ed ex capo delle operazioni di mercato presso la BCE, ha scritto su Twitter: “La Bce non può fare nulla per i Paesi che si danneggiano”.

Silvia Ardagna, economista europea senior presso la banca britannica Barclays, è d’accordo, dicendo: “L’Italia non trarrà vantaggio dall’attivazione di questo strumento se aumenterà l’incertezza politica, se Draghi si dimetterà e si terranno elezioni anticipate.” Tuttavia, ha aggiunto che il nuovo schema della Bce sarà ancora più importante per prevenire il contagio e le ricadute dall’Italia ad altri mercati sovrani mentre la banca aumenta i tassi ufficiali.

Vero è che, con il governo Draghi sull’orlo del collasso, lo spread tra le obbligazioni italiane a 10 anni e le loro controparti tedesche ha superato i 200 punti base, una soglia che il capo della banca centrale del Paese aveva precedentemente definito ingiustificata. Ciò rischia di aumentare la pressione sulla Bce per rendere più facile l’attivazione del suo strumento.

Le caratteristiche del dramma politico in corso in Italia sollevano interrogativi su almeno due questioni chiave, ha affermato lunedì il capo economista di AXA Gilles Moec in un rapporto ai clienti. “La condizionalità può essere leggera e quali sono esattamente le ’giuste circostanze’ in cui lo strumento potrebbe essere implementato?”

Le risposte certe non ci sono e l’Italia con la sua instabilità rende più difficile risolvere gli interrogativi della Bce. Sullo sfondo, poi, c’è lo spettro del MES. In una riunione del consiglio direttivo all’inizio di questo mese, il tedesco Nagel si è unito ai capi delle banche centrali olandese e austriaca per proporre di rafforzare il Fondo di salvataggio del meccanismo europeo di stabilità, dandogli un ruolo di consulente per verificare se i Paesi hanno piani fiscali sostenibili.

Questa idea sarebbe controversa in Italia e in altri paesi dell’Europa meridionale, dove il MES è visto con sospetto a causa delle condizioni invadenti e del monitoraggio imposto ai Paesi che ha salvato durante l’ultima crisi del debito, tra cui Grecia, Spagna e Portogallo.

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