Meno deficit e inflazione stabile: la storia che non ti stanno raccontando sui dazi di Trump
Il Congressional Budget Office ha rivisto le sue stime e afferma che gli aumenti dei dazi in vigore dal 6 gennaio 2025 al 15 novembre 2025 ridurranno il deficit primario degli Stati Uniti di $2.500 miliardi in 11 anni, se mantenuti in vigore nel periodo 2025-2035. Le entrate dai dazi sono aumentate a $90 miliardi tra ottobre e dicembre 2025, rispetto ai $20 miliardi fatti registrare nello stesso periodo del 2024, però l’inflazione annua è in realtà inferiore.
L’inflazione negli Stati Uniti non è salita al 5-6%, come alcune banche d’investimento avevano previsto in seguito all’annuncio dei dazi. Infatti l’indice dei prezzi al consumo annuo, l’indice PCE e i prezzi all’importazione riportati dalle dogane e dagli uffici di frontiera non mostrano alcun aumento percepibile dell’inflazione annua e sono certamente molto lontani dalle stime di consenso.
Secondo gli ultimi dati del Bureau of Labor Statistics, l’indice dei prezzi al consumo su base annua negli Stati Uniti si è attestato al 2,7% a dicembre, con un incremento mensile dello 0,3%. I principali fattori trainanti dell’inflazione sono l’edilizia abitativa e i servizi, che non hanno nulla a che fare con i dazi. L’inflazione di fondo (IPC esclusi alimentari ed energia) si è attestata al 2,6% su base annua a dicembre, con un incremento mensile di solo lo 0,2%, il livello più basso negli ultimi quattro anni. L’inflazione di fondo si è stabilizzata intorno al 2,6%, ben al di sotto di quanto temuto qualche mese fa, rafforzando la percezione che le pressioni di fondo si stiano attenuando, nonostante i servizi rimangano relativamente “caldi”. [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA