Il calo delle azioni locali spinge gli indiani a rifugiarsi nell’oro, con un boom degli exchange traded funds e il prezzo del metallo che raggiunge nuovi record storici.
In India, gli investitori stanno puntando sempre più sull’oro, un bene che ha storicamente suscitato grande interesse nel paese, soprattutto dopo il calo dei mercati azionari locali.
Nel mese di gennaio, gli afflussi netti verso gli ETF (exchange traded funds) che investono in oro hanno raggiunto un record di 37,5 miliardi di rupie (circa 437 milioni di dollari), mentre a febbraio la cifra è stata di 19,8 miliardi di rupie, con il prezzo dell’oro che ha toccato i massimi storici. Secondo l’Associazione dei Fondi Comuni di Investimento in India (AMFI), questi numeri segnano un trend crescente tra gli investitori indiani.
Gli analisti spiegano che il calo dei prezzi delle azioni ha spinto gli indiani verso un asset considerato da sempre sicuro, come l’oro. Gli ETF, in particolare, hanno semplificato l’accesso a questo mercato per gli investitori al dettaglio, che possono così diversificare i propri portafogli in modo semplice e conveniente.
Anche se le partecipazioni indiane negli ETF sull’oro rappresentano solo il 2% del totale globale, l’India si conferma come il secondo maggiore investitore mondiale in questo metallo, subito dopo la Cina, secondo i dati del World Gold Council (WGC). Si sta verificando un passaggio dalla tradizionale preferenza per i gioielli d’oro a una maggiore attenzione agli investimenti diretti in oro.
Le incertezze economiche globali e locali, unite alla volatilità dei mercati finanziari, hanno spinto molti investitori a «dirottare i flussi di cassa verso gli ETF sull’oro», come osservato nel rapporto più recente del WGC. Questo fenomeno ha visto l’oro diventare una delle classi di attività più performanti, con un incremento del 16% dall’inizio dell’anno, mentre l’indice Nifty 50 delle azioni indiane ha registrato una flessione dello 0,5% nello stesso periodo.
La forte domanda di ETF sull’oro sta anche contrastando un calo nella domanda di oro fisico, in particolare per i gioielli, che rappresentano circa il 70% del consumo interno. Le importazioni di oro sono diminuite drasticamente, con una riduzione del 63% a febbraio rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, raggiungendo il livello più basso da marzo 2024.
In India, le famiglie possiedono circa 25.000 tonnellate di oro, e molte di esse stanno approfittando dei prezzi elevati del metallo per ottenere prestiti d’oro, utilizzando le proprie riserve come garanzia. Secondo i dati della Reserve Bank of India, i prestiti garantiti da oro sono aumentati del 74,4% tra aprile 2024 e febbraio 2025.
Nonostante la diminuzione delle importazioni di oro fisico, l’interesse per gli ETF sull’oro rimane elevato. Gli analisti suggeriscono che questa dinamica sia legata alla rotazione degli investimenti dalle azioni, alla mancanza di nuove emissioni di obbligazioni sovrane in oro da parte del governo indiano e alla crescente domanda di fondi multi-asset che includono oro.