Il gruppo guidato da Flavio Cattaneo rafforza la presenza in Nord America con 830 MW eolici e solari. Atteso un contributo all’Ebitda di circa 145 milioni di dollari l’anno.
Enel accelera sulle rinnovabili negli Stati Uniti con un’operazione superiore al miliardo di dollari, in attesa della presentazione del nuovo piano industriale. Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo ha siglato un accordo con Excelsior Energy Capital per acquisire un portafoglio di impianti eolici e solari per una capacità complessiva di 830 Megawatt. La produzione media annua stimata è pari a circa 2,1 Terawattora. Il corrispettivo previsto è di circa 1 miliardo di dollari, mentre l’enterprise value dell’intero portafoglio si attesta intorno a 1,3 miliardi di dollari.
L’operazione sarà finanziata tramite i flussi di cassa generati dalla gestione ordinaria e dovrebbe perfezionarsi nel terzo trimestre del 2026, subordinatamente alle consuete autorizzazioni previste dalla normativa statunitense. A regime, l’impatto sull’Ebitda ordinario consolidato è stimato in circa 145 milioni di dollari l’anno, equivalenti a circa 125 milioni di euro, rafforzando così la redditività del gruppo.
Enel punta sui mercati a maggiore domanda energetica
La mossa rientra in una strategia precisa, ovvero quella di espandere la presenza in mercati considerati “Tier 1”, puntando su asset già operativi (brownfield) in aree dove la domanda elettrica è in forte crescita. Negli Stati Uniti, infatti, il fabbisogno di energia è sostenuto anche dallo sviluppo dei data center e dall’espansione delle applicazioni legate all’intelligenza artificiale, che richiedono capacità produttiva stabile e sempre più decarbonizzata.
Con questa acquisizione, Enel punta a raggiungere in Nord America una capacità installata interamente rinnovabile di circa 13 Gigawatt tra eolico, solare e sistemi di accumulo. Un traguardo che consolida il ruolo del gruppo nella transizione energetica americana e ne rafforza il posizionamento competitivo in un mercato tra i più dinamici al mondo.
L’impatto finanziario della strategia
L’operazione con Excelsior Energy Capital non è un caso isolato. Negli ultimi mesi Enel ha già concluso negli Stati Uniti un’altra acquisizione brownfield, rilevando 285 Megawatt da Gulf Pacific Power. Una sequenza di operazioni che evidenzia un approccio selettivo ma rapido nell’intercettare opportunità coerenti con gli obiettivi industriali e finanziari.
Parallelamente, il gruppo ha portato avanti iniziative anche in Europa e in Australia. In Spagna è stata rafforzata la capacità idroelettrica attraverso una partnership con Acciona, mentre la controllata Endesa ha ampliato il portafoglio eolico e la base clienti. In Australia, tramite la joint venture Potentia Energy con Inpex, sono stati acquisiti asset rinnovabili per oltre un Gigawatt. Anche in Germania è stato completato l’ingresso nel mercato eolico onshore con un primo portafoglio di oltre 50 Megawatt.
Dal punto di vista finanziario, l’acquisizione statunitense appare coerente con l’obiettivo di coniugare crescita e disciplina del capitale. L’effetto positivo atteso sull’Ebitda contribuisce a migliorare la visibilità sui flussi futuri in un contesto di mercato che premia operatori integrati e con una solida base rinnovabile.
Nell’operazione americana, Jefferies ha agito come advisor di Enel, mentre Morgan Stanley ha assistito il venditore. Un’ulteriore dimostrazione di come il gruppo italiano continui a muoversi da protagonista nella transizione energetica globale, scommettendo sugli Stati Uniti come snodo chiave per la crescita dei prossimi anni.
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