I prezzi dell’oro sono saliti a livelli record, con l’oro spot che ha raggiunto un nuovo massimo di 2.449,89 dollari l’oncia lunedì scorso. Anche l’argento ha toccato massimi pluriennali all’inizio della scorsa settimana, così come il rame, il metallo industriale per eccellenza.
Scrivo già da molti mesi sull’opportunità di investire su oro e argento (vedi “Non è troppo tardi per investire in Oro. Vi spiego come (e perché)”, “Perché l’argento può essere l’investimento dell’anno (e come approfittarne)”).
Ma sono ancor più convinto della bontà dell’investimento in metalli preziosi e vi spiego perché.
Sebbene tutti e tre i metalli (oro, argento e rame) siano attualmente al di sotto della loro posizione di massimo assoluto, sono ancora scambiati vicino ai massimi record, con gli analisti che prevedono che i prezzi si rafforzeranno nei prossimi 12 mesi.
La domanda a questo punto sorge spontanea: cosa guiderà il rally dei metalli preziosi e industriali?
Oro
Oggi l’oro 99,9% è scambiato a $2.333 per oncia. I prezzi del metallo giallo hanno protratto il loro slancio al rialzo nei tempi passati in un contesto di rinnovata debolezza del dollaro USA e di calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA.
Mentre i rischi geopolitici hanno continuato a sostenere la domanda di beni rifugio, un aumento impressionante della domanda di oro proveniente dalla Cina (sia dalla Banca Centrale che dai privati e dalle aziende cinesi) nel primo trimestre del 2024 ha ampiamente alimentato questo rally nei prezzi.
La Cina è attualmente il principale consumatore di lingotti, dopo che nel 2023 ha già superato l’India diventando il più grande acquirente mondiale di gioielli in oro.
Anche i consumatori cinesi sono stati in prima linea negli acquisti di oro, acquistando 603 tonnellate di gioielli d’oro lo scorso anno, nel 2023, un aumento del 10% rispetto al 2022, come hanno mostrato i dati del World Gold Council. Il WGC prevede infatti che la domanda cinese di gioielli rimarrà a tassi elevati quest’anno, o addirittura superiori rispetto al 2023.
Il report al quale ho attinto è del gennaio 2024, ma ancora attuale,
Gli strateghi di UBS in una nota della scorsa settimana hanno alzato le loro previsioni per l’oro a 2.500 dollari l’oncia entro la fine di settembre e a 2.600 dollari entro la fine dell’anno. Le prospettive rialziste sono dovute al rafforzamento della domanda cinese, oltre a una serie di dati USA deboli nel mese di aprile, che hanno portato ad una certa revisione delle aspettative per i tagli dei tassi della Federal Reserve statunitense.
Tassi più alti da parte della Fed per un periodo più prolungato rispetto alle attese tendono a esercitare pressioni sull’oro poiché rendono i titoli del Tesoro – anch’essi un bene rifugio – un’opzione più attraente per gli investitori. Attualmente il decennale USA rende 4.47%.
Nella tebella qui sotto, creata con l’ausilio della database Bloomberg potete vedere la relazione inversa tra rendimenti del decennale americano e prezzo dell’oro in dollari per oncia da 12 mesi a questa parte. A ottobre 2023, quando il Treasury toccò il suo massimo al 5% infatti, il prezzo dell’oro era sceso ai suoi minimi attorno a 1800 dollari per oncia.
Relazione tra prezzo dell’oro (linea gialla scala di SX) e rendimento del 10y Treasury (linea bianca scala di DX) da maggio 2023 a maggio 2024
Fonte: Bloomberg
Per questo ritengo che, se la Fed attuerà uno oppure due ribassi dei tassi nel secondo semestre del 2024, l’oro potrà continuare a raggiungere nuovi massimi, a prescindere dalla forza della domanda commerciale proveniente dalla Cina e dall’India.
Argento
E che dire del cugino più povero dell’oro, l’argento? Mentre l’argento tende a svolgere un ruolo di “secondo piano” rispetto al metallo giallo per i trader e per i compratori di lungo termine, i due condividono una correlazione positiva quando si tratta di prezzi, anche se con un ritardo da parte dell’argento.
L’argento è stato e sarà senza dubbio ancora più interessante come appeal speculativo nei prossimi mesi, secondo me. Infatti, man mano che il mercato si sente più a suo agio sulle conferme del rally dell’oro, cioè si convince della corsa rialzista dell’oro, sempre più investitori si rivolgono all’argento.
Mercoledì scorso l’argento ha registrato un rally fino a oltre i 31 dollari l’oncia raggiungendo il massimo di oltre un decennio, tra il crescente interesse degli investitori.
Attualmente viene scambiato sui massimi a 31,45 dollari l’oncia.
Probabilmente, quando la Fed allenterà la politica monetaria, l’argento sarà in una buona posizione per sovraperformare il trend dell’oro, soprattutto perché i fondamentali della domanda (sempre più forte per scopi industriali) e dell’offerta (sempre costante per la scarsità di giacimenti di argento) rimangono rigidi e non flessibili.
Infatti, la crescita più lenta della produzione mineraria e la forte domanda industriale suggeriscono che l’offerta è in ritardo rispetto alla domanda, il che manterrà il mercato in un deficit strutturale.
Come sappiamo, l’argento è ampiamente utilizzato per scopi industriali e comunemente incorporato nella produzione di automobili, pannelli solari, gioielli ed elettronica.
Rame
Anche il rame ha recentemente avuto il suo momento di eccellenza, toccando il massimo storico di 10.857 dollari per tonnellata martedì della settimana scorsa, prima di diminuire gradualmente al di sotto dei 10.300 dollari. Attualmente viene scambiato a $ 10.256 per tonnellata.
I prezzi del metallo rosso sono stati ben supportati dalla ristrettezza dell’offerta.
L’International Copper Study Group (ICSG) ha tagliato le previsioni sul surplus di offerta per il metallo quest’anno a causa della produzione inferiore al previsto. Il report del 29 aprile u.s. al quale mi riferisco è disponibile qui.
Il problema per il rame però non sta dal lato della domanda, che rimarrà pur sempre esuberante, ma sta dal lato dell’offerta.
Lo scorso novembre, First Quantum Minerals ha interrotto la produzione nella sua miniera di rame di Cobre, in Panama, una delle più grandi del mondo, a seguito di una sentenza della Corte Suprema e di proteste dei gruppi ambientalisti a livello nazionale per le preoccupazioni ambientali. Anglo American, un importante produttore di rame, forse il più importante al mondo, ha dichiarato nella trimestrale che si è chiusa il 30 marzo 2024, che taglierà la produzione di rame nel 2024 e nel 2025 nel tentativo di ridurre i costi legati alla estrazione, divenuti molto onerosi.
“I robusti guadagni per i metalli industriali e il complesso dei metalli preziosi stanno sostenendo gli afflussi finanziari e fisici e il sentimento rialzista”, hanno detto gli strateghi di Citi in una nota all’inizio di questo mese, aggiungendo che è un “questo rimane mondo rialzista per i metalli industriali e per il rame soprattutto”.
Lo scenario di base della banca d’investimento americana ora prevede il consolidamento dei prezzi del rame nei prossimi tre-sei mesi, ma Citi ritiene che il rame abbia ancora spazio per un ulteriore rally, a seconda del grado di allentamento della Fed e della ripresa manifatturiera globale.
“Crediamo ancora fermamente che il rame sia sulla buona strada per raggiungere i 12.000 dollari/t, e 15.000 dollari/t nel nostro caso rialzista nei prossimi 12-18 mesi”, hanno detto gli strateghi di Citi.
Come approfittarne?
Per rimanere investiti nell’oro sono disponibili vari ETC tra cui il più grande per dimensioni, che è Invesco Physical Gold A ISIN IE00B579F325.
Chi volesse speculare sull’argento, ha a disposizione questo etc che è fra i più liquidi sul mercato: WisdomTree Physical Silver ISIN JE00B1VS3333.
Infine per coloro che credono nella continuazione del rally del rame, ci sono molti ETC che permettono di investire sull’oro rosso, ma il più liquido sicuramente è il WisdomTree Copper ISIN GB00B15KXQ89.