Dal gennaio 2024 a metà marzo 2025 è aumentato del 46% (in dollari). Del 12% solo nei due mesi e mezzo da inizio anno. Perché?
Ecco alcune possibili cause del suo rialzo: sarà compito del lettore giudicare se i fattori che influenzano il suo prezzo sono transitori o permarranno.
1) Geopolitica: stabilità o incertezza?
L’oro viene considerato un rifugio: se in alcune aree di crisi come il Medio Oriente e l’Ucraina ci sono segnali di una possibile “stabilizzazione”, ci sono anche motivi di tensione in altri quadranti.
Se si raggiungesse una maggiore stabilità anche in queste aree, l’interesse per l’oro come bene rifugio potrebbe diminuire, esercitando una pressione al ribasso sui prezzi.
Tuttavia, la situazione geopolitica rimane complessa: in Moldova e Georgia, che sono aree di frattura nel conflitto tra Russia ed Europa, le tensioni tra fazioni filo-europee e filo-russe restano alte. E il Mar Cinese Meridionale continua a essere un punto critico, con relazioni tese tra Cina e Taiwan.
Inoltre il 2024 è stato un anno record per le elezioni globali, con oltre un quarto della popolazione mondiale chiamata al voto in più di 70 paesi. Ora che molti nuovi governi si stanno insediando, il 2025 potrebbe portare cambiamenti significativi nelle politiche economiche e commerciali. Ad iniziare dal ritorno di Donald Trump e delle sue politiche muscolari e daziarie che hanno aumentato le tensioni globali.
2) Politica monetaria: tassi d’interesse e inflazione
I governi vorrebbero allentare la politica monetaria, anche se è tutto da vedere che le banche centrali diano il “via libera”.
Se i tagli ai tassi continueranno nel 2025, l’oro potrebbe trarne beneficio: storicamente, tassi d’interesse più bassi favoriscono il prezzo dell’oro perché quando i rendimenti delle obbligazioni diminuiscono, il costo opportunità di detenere oro - che non offre interessi - si riduce, rendendolo più attraente.
Ma come abbiamo detto sopra le politiche di Trump potrebbero modificare questo scenario. Tagli al bilancio, dazi doganali e reshoring industriale potrebbero alimentare l’inflazione, costringendo la Federal Reserve a rispondere con nuovi aumenti dei tassi eo almeno a non abbassarli.
Se i rendimenti obbligazionari dovessero salire, la domanda di oro potrebbe diminuire, ma un’inflazione elevata potrebbe comunque spingere gli investitori verso asset rifugio, senza considerare poi che l’oro viene considerato nei portafogli di investimento un asset che crea decorrelazione, anche se negli ultimi 10 anni non è andata esattamente così.
Un ulteriore fattore di incertezza circa i tassi riguarda il rapporto complicato tra Trump e il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che in passato è stato da lui criticato. La sua eventuale sostituzione nel 2026, con un candidato più allineato alle posizioni di Trump potrebbe portare a cambiamenti significativi nella politica monetaria, con possibili ripercussioni sui mercati dell’oro.
3) Domanda delle banche centrali, ma non solo: un supporto costante?
Le banche centrali - ma non solo - hanno svolto un ruolo chiave nella domanda di oro negli ultimi anni. Nel 2024 la Polonia si è distinta come il principale acquirente, con piani per aumentare le proprie riserve auree dal 16% al 20% del totale. Anche altri paesi dell’Europa centrale che non adottano l’euro, come Ungheria, Repubblica Ceca e Serbia, hanno incrementato gli acquisti di oro.
Questa tendenza non si limita all’Europa. Economie emergenti come Russia, India, Cina e Turchia continuano ad essere acquirenti netti, anche per cercare di dimostrare una certa coerenza nel processo di diversificazione delle riserve e riduzione della dipendenza dal dollaro.
Occorre tuttavia ricordare che il clamore della «de-dollarizzazione» è esagerato anche se un sondaggio condotto nel giugno 2024 ha rivelato che il 62% delle banche centrali si aspetta una diminuzione del peso del dollaro nelle riserve globali nei prossimi cinque anni, mentre il 69% prevede un aumento della quota dell’oro: questo scenario suggerisce un potenziale sostegno alla domanda di oro anche nel medio termine.
Infine occorre fare cenno anche alla domanda d’oro da parte delle popolazioni del terzo mondo che per varie ragioni vedono l’oro come un modo privilegiato per conservare e trasferire alle generazioni future la propria ricchezza.
Possiamo quindi concludere che le ragioni per le quali l’oro probabilmente continuerà ad essere richiesto sono solide, anche se occorre tenere conto che non è il solo metallo prezioso e che - se da un lato investire sui grandi classici è una sicurezza emotiva - tenere d’occhio le alternative potrebbe non essere una cattiva idea.