Perché nel 2023 l’economia italiana può andare meglio del previsto: di quanto può crescere il Pil

Giacomo Andreoli

28/04/2023

Per quest’anno, secondo l’Istat, in Italia è già stata acquisita una crescita dello 0,8%: al momento siamo in stagnazione, ma con il turismo estivo il Pil del nostro Paese può superare le attese.

Perché nel 2023 l’economia italiana può andare meglio del previsto: di quanto può crescere il Pil

Il Pil italiano nel 2023 può crescere più del previsto. Nell’ultimo Def il governo Meloni ha previsto per quest’anno un Pil in aumento dello 0,9% (al livello programmatico in salita dell’1%). Si tratta di un dato che in parte ha sorpreso gli analisti, che qualche mese fa si attendevano una crescita minore o addirittura la recessione.

Gli ultimi dati provenienti dall’Istat, ora, sembrano addirittura pronosticare un aumento maggiore del Pil, soprattutto considerando che sta per arrivare l’estate e lo scorso anno il turismo nei mesi compresi tra maggio e agosto è stato un volano molto importante per la crescita italiana.

La crescita del Pil già acquisita per il 2023

Secondo l’Istat, “dopo la lieve flessione congiunturale dell’ultimo trimestre del 2022, la ripresa di inizio 2023 prospetta un tasso di crescita acquisito del Pil per il 2023 stimato allo 0,8%”.

La crescita acquisita è la crescita annuale che si otterrebbe con una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno. Al momento è questo lo scenario per l’Italia, la cui economia negli ultimi mesi è stata in sostanziale stagnazione (o in leggera recessione tecnica).

La spinta del turismo

Tuttavia come lo scorso anno il turismo primaverile ed estivo potrebbe portare qualche decimale di crescita in più, facendo salire il Pil a fine anno oltre l’1%. Nel 2022 secondo i docenti Messori (Luiss) e Altomonte (Bocconi), intervistati da Money.it, c’è stata una reazione positiva del settore manifatturiero e di alcuni settori del comparto dei servizi, che hanno mostrato “una forte capacità di adattamento alla situazione post-pandemica e al nuovo shock della guerra in Ucraina, soddisfacendo una domanda sempre più elevata”.

Le imprese italiane, per il professore della Luiss, hanno sfruttato opportunità di nicchia, anche sull’export, ma in particolare si è registrata una ripresa del turismo sopra ogni previsione. Questo rilancio si è visto già dall’inizio della primavera, ma soprattutto in estate. Quelli registrati sono “numeri mai visti da due anni a questa parte”, che “hanno portato a un abbondante recupero nel settore rispetto al calo fortissimo che si era visto nel 2020 e alla lieve ripresa del 2021”.

Perché il Pil italiano nel 2023 andrà meglio del previsto

Per Enrico Sergio Levrero, docente di economia politica di Roma Tre, poi, “la caduta dei consumi in Italia è stata minore di quella che si poteva pensare, hanno in qualche modo retto”.

In questo scenario il professore segnala come il turismo quest’anno possa comunque continuare ad avere un impatto positivo sulla crescita come nel 2022, anno in cui “ha contribuito molto alla nostra crescita assieme ad altri fattori come il boom dell’edilizia”. Anche il mercato del lavoro sembra migliorare.

Nei primi mesi dell’anno - spiega - ci sono segnali positivi, con una nuova occupazione per lo più a tempo indeterminato, ma come andranno le cose è impossibile dirlo”. Tra l’altro, “la crescita si prevede non sia in grado di ridurre il tasso di disoccupazione, che non scenderà nelle previsioni per il 2023 e 2024”. Inoltre i consumi subiranno un andamento decrescente, con una previsione di crescita appena dello 0,7% quest’anno.

Pil italiano meglio di Francia e Germania nel 2023

Contemporaneamente il Pil tedesco sembra decisamente più stagnante del nostro. La crescita della Germania è rimasta invariato nel primo trimestre dell’anno rispetto al quarto trimestre del 2022. Lo comunica l’ufficio di Statistica tedesco, che ricorda come nel quarto trimestre dello scorso anno il prodotto interno lordo fosse sceso dello 0,5% sul trimestre precedente, rivedendo al ribasso il precedente dato di un calo dello 0,4%.

A fine anno, secondo il Fondo monetario internazionale, Berlino sarà in recessione (-0,1%). Anche la Francia potrebbe andar peggio dell’Italia, con il Pil in aumento dello 0,7%, a fronte di una crescita ben inferiore alla nostra nel 2022.

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