Pensioni, Quota 100 addio: cosa cambia nel 2021?

Laura Pellegrini

30 Dicembre 2020 - 12:00

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Il 31 dicembre 2021 scade l’opzione Quota 100, ovvero la finestra che permette ai lavoratori di andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati. Quali sono le alternative per lasciare il lavoro?

Pensioni, Quota 100 addio: cosa cambia nel 2021?

I tre anni sperimentali di Quota 100, Ape Sociale e Opzione Donna stanno per giungere al termine: al 31 dicembre 2021 le tre finestre di uscita dal lavoro sono in scadenza. Ciò significa che per andare in pensione i lavoratori dovranno scegliere un’altra valida alternativa e il Governo deve predisporre nuove finestre di uscita in sostituzione a quelle in scadenza.

Per il momento, grazie a Quota 100, i lavoratori hanno potuto lasciare il loro posto con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati. In assenza di questa alternativa, però, si dovrebbe passare di nuovo all’applicazione della Legge Fornero, che prevede il pensionamento al raggiungimento dei 67 anni di età.

Per evitare lo scivolone di 5 anni, dunque, il Governo è al lavoro per definire una nuova opzione di pensionamento in sostituzione a Quota 100 ma, come riporta Repubblica, l’esecutivo «è ancora lontano dal trovare un sostituto altrettanto flessibile». Vediamo, quindi, quali sono le alternative per uscire dal lavoro e accedere alla pensione nel 2021.

Pensioni 2021: quali alternative a Quota 100?

Per tutto il 2021 sono state confermate le sei uscite dal mondo del lavoro previste anche per il 2020: tre di queste, in particolare, sono state prorogate per altri 12 mesi grazie alla Legge di Bilancio 2021: si tratta di Quota 100, Opzione Donna e Ape Sociale.

Quel che non è arrivato, nonostante le pressioni e le promesse dei sindacati, è l’estensione dell’opzione Ape Sociale anche ai lavoratori «fragili» al Covid-19. Via libera, invece, alla “nona salvaguardia per altri 2400 esodati”. Per quanto riguarda, infine, la misura - tanto attesa - per le lavoratrici in part-time verticale ciclico, impiegate nelle industrie stagionali, è stato raggiunto l’accordo: «ai fini dell’anzianità, l’anno lavorato come parziale conterà per intero».

Ma quali sono, dunque, le possibilità di pensionamento che resteranno attive anche nel 2021? Vediamo nel dettaglio come si potrà andare in pensione nel 2021 e con quali requisiti.

Quota 100

Come abbiamo detto, il 2021 sarà l’ultimo anno per poter usufruire del pensionamento con l’opzione Quota 100 in scadenza al 31 dicembre 2021. Questa finestra di uscita dal lavoro era stata introdotta per un triennio sperimentale durante il governo giallo-rosso e permetteva di accedere alla pensione nel momento in cui la somma tra i contributi versati e l’età anagrafica del lavoratore avesse dato come risultato 100.

Infatti, grazie a Quota 100 è possibile andare in pensione con 38 anni di contributi versati e un’età anagrafica di 62 anni.

Opzione Donna

Un’altra misura introdotta in via sperimentale per un primo triennio dal governo giallo-rosso è l’Opzione Donna, ovvero il pensionamento riservato alle lavoratrici che sfrutta il metodo contributivo. Ovvero: l’accesso alla pensione è riservato alle donne lavoratrici che abbiano almeno 58 anni di età (59 per le donne autonome) e 35 anni di contribuiti versati.

Ape Sociale

Infine, anche l’opzione Ape Sociale rientra nella sperimentazione triennale del governo giallo-rosso e perciò è in scadenza al 31 dicembre 2021.

Tuttavia, anche se confermata nella Legge di Bilancio 2021, questa finestra di uscita permette ad alcune categorie di lavoratori di accedere al pensionamento con 63 anni di età e 30 anni di contribuiti versati. Possono usufruire di questa finestra di pensionamento anticipata i disoccupati, gli invalidi, i caregivers che non hanno ancora raggiunto l’età minima per la pensione di vecchiaia.

Per quanto riguarda, invece, i lavoratori esposti ad attività gravose, l’uscita con l’opzione Ape Sociale prevede il compimento di 63 anni di età e il versamento di 36 anni di contribuiti.

Infine, la Legge di Bilancio 2021 non ha previsto l’estensione di questa opzione alle categorie di lavoratori considerati «fragili», in quanto maggiormente esposti al rischio di contrarre l’infezione da Covid-19.

Pensione di vecchiaia

La prima delle alternative possibili alle tre sopra elencate - in scadenza al 31 dicembre 2021 - per andare in pensione nel 2021 è la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia. Per poter usufruire di questa finestra (aperta a tutti), però, i lavoratori dovranno aver raggiunto almeno 20 anni di contribuiti, mentre l’età anagrafica - come spiega Repubblica - «non è un elemento fisso per la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, viene adeguato in base all’aspettativa di vita: più si allunga più si allontana l’uscita dal lavoro».

Pensionamento anticipato

Un’altra possibile uscita dal mondo del lavoro è quella del pensionamento anticipato, al quale possono accedere i lavoratori con 42 anni e 10 mesi di contribuiti versati e le lavoratrici con 41 anni e 10 mesi di contribuiti. Anche in questo caso, dunque, il requisito anagrafico non è indispensabile per ottenere il pensionamento.

Pensionamento per lavoratori «precoci»

Infine, un’ultima alternativa è riservata ai lavoratori «precoci» e permette il pensionamento al raggiungimento di 41 anni di contributi versati. Per poter accedere a questa finestra, inoltre, occorre aver versato almeno un anno di contributi prima del compimento del 19esimo anno di età.

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