Pensioni, online il nuovo calcolatore che ti svela l’importo

Simone Micocci

27 Maggio 2026 - 09:27

È online il nuovo calcolatore della pensione di Money.it: una stima utile per capire quanto prenderai al mese quando cesserai di lavorare.

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Sapere quanto si prenderà di pensione è una curiosità comune a molti lavoratori: non solo a chi si avvicina al momento del collocamento in quiescenza, ma anche a chi ha iniziato da poco la propria carriera e vuole capire quale potrebbe essere il proprio futuro previdenziale. Il calcolo della pensione, però, è tutt’altro che semplice. L’importo finale dipende infatti da una serie di variabili, alcune note e altre difficili da prevedere con largo anticipo: lo stipendio percepito nel corso della vita lavorativa, gli anni di contributi versati, l’età di uscita dal lavoro, l’andamento della carriera, eventuali periodi di inattività e persino le regole previdenziali in vigore al momento del pensionamento.

Per questo motivo, più che di calcolo preciso, è corretto parlare di stima della pensione: uno strumento utile per farsi un’idea indicativa di quanto si potrebbe percepire una volta cessata l’attività lavorativa, pur sapendo che il risultato potrà variare nel tempo. Proprio per aiutare i lettori a orientarsi meglio, noi di Money.it abbiamo realizzato un calcolatore semplice e intuitivo che, attraverso poche domande, permette di ottenere una prima stima dell’importo della pensione futura.

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Naturalmente il risultato non ha valore ufficiale e non può sostituire una simulazione previdenziale completa, come quella fatta dall’Inps, ma rappresenta comunque un punto di partenza utile per capire se la pensione attesa sarà adeguata alle proprie esigenze e, se necessario, valutare per tempo eventuali correttivi: dal riscatto di periodi contributivi alla previdenza complementare, fino a una diversa pianificazione dell’uscita dal lavoro.

A cosa serve il calcolatore della pensione

Il calcolatore di Money.it che stima quanto si prenderà di pensione nasce con un obiettivo preciso: restituire un risultato il più possibile attendibile, riducendo al minimo il margine di errore, ma senza rendere la procedura complicata per l’utente. È pensato, infatti, per essere utilizzato anche da chi ha poca dimestichezza con le regole previdenziali e vuole ottenere rapidamente una prima indicazione sull’importo futuro dell’assegno.

Naturalmente, per rendere lo strumento semplice e immediato, è stato necessario fare alcune scelte. Il calcolatore, ad esempio, non tiene conto delle rivalutazioni future, sia per il montante contributivo che per le retribuzioni. Si tratta, infatti, di variabili difficili da prevedere con certezza, soprattutto quando mancano ancora molti anni al pensionamento. Questo significa che il risultato ottenuto potrebbe essere tendenzialmente prudenziale, e quindi in alcuni casi al ribasso.

Allo stesso tempo, però, bisogna considerare anche un altro aspetto: i coefficienti di trasformazione utilizzati per il calcolo della quota contributiva sono quelli in vigore nel 2026, ma non è detto che resteranno invariati negli anni successivi. Anzi, già dal 2027 è previsto un loro ribasso, con effetti potenzialmente negativi sull’importo della pensione futura.

Ma d’altronde, come già anticipato, lp scopo del calcolatore non è di fornire un importo ufficiale e definitivo, bensì di offrire una stima il più possibile realistica con il minor numero di passaggi richiesti.

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Come utilizzare il calcolatore della pensione

La prima domanda riguarda gli anni di contributi maturati al 31 dicembre 1995: un’informazione fondamentale per capire quale parte della pensione rientra nel sistema retributivo e quale, invece, nel sistema contributivo. Se a quella data risultano maturati più di 18 anni di contributi, si aprirà un ulteriore passaggio nel quale andranno indicati gli anni di contribuzione compresi tra il 1996 e il 2011, periodo fino al quale si estende il calcolo retributivo per questa categoria di lavoratori.

A quel punto vengono richieste alcune previsioni, che saranno tanto più attendibili quanto più è vicino il momento del pensionamento: gli anni complessivi di contributi che si presume di raggiungere e l’età in cui si pensa di andare in pensione. Su quest’ultimo dato va comunque considerato il meccanismo di adeguamento alla speranza di vita, che nel tempo può comportare un innalzamento dei requisiti e quindi uno slittamento dell’uscita dal lavoro.

Infine, l’ultima variabile da inserire è lo stipendio medio percepito, dato determinante sia per il calcolo della quota retributiva che per quello della quota contributiva.

Una volta completati questi passaggi, il calcolatore restituisce l’importo presunto della pensione, insieme alla differenza rispetto all’ultimo stipendio percepito: è il cosiddetto tasso di sostituzione, cioè l’indicatore che permette di capire quanto la pensione sarà in grado di “sostituire” il reddito da lavoro.

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