Pensioni, Quota 100 può cambiare: ecco come

Pensioni, si continua a parlare di una modifica di Quota 100 e spuntano le prime ipotesi: riduzione delle finestre mobili, innalzamento dei requisiti e taglio di un anno per la fase di sperimentazione.

Pensioni, Quota 100 può cambiare: ecco come

Riguardo alle pensioni uno dei temi più affrontati in questi giorni è quello riguardante Quota 100; infatti, se da una parte l’accordo raggiunto tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico sembra aver consolidato le aspettative future per il reddito di cittadinanza (che invece un eventuale Governo di Centrodestra avrebbe rimesso in discussione), dall’altra ha posto alcune ombre su Quota 100, misura voluta principalmente da Matteo Salvini sulla quale il Governo Giallo-Rosso potrebbe decidere di “far cassa” per evitare l’aumento dell’IVA.

Il fatto che in questi giorni nessun esponente di spicco del Movimento 5 Stelle o del Partito Democratico si sia esposto riguardo a Quota 100 non fa ben sperare: dietro questo silenzio, infatti, potrebbe celarsi una riflessione riguardo alla possibilità di eliminare anticipatamente la misura (che ricordiamo essere in scadenza il 31 dicembre 2021) o di rimodularla per contenerne ulteriormente i costi.

D’altronde Quota 100 sembra aver deluso su più fronti: oltre a non aver fatto presa su tutti i lavoratori potenzialmente interessati (i dati Inps sui pensionamenti anticipati, infatti, sono stati di molto inferiori alle aspettative) non ha neppure garantito quel ricambio generazionale su cui lo stesso Matteo Salvini ha fatto leva per provare a convincere l’Unione Europea della bontà del provvedimento.

Tutti motivi che potrebbero portare il nuovo Governo a rivalutare Quota 100 approvando delle misure che andranno a ridurre platea e costi così da poter eventualmente riutilizzare le risorse risparmiate per attuare alcune delle riforme annunciate nel programma di Governo, oltre che per evitare l’aumento dell’IVA (vero e proprio obiettivo della Legge di Bilancio 2020).

Le ipotesi in ballo per Quota 100 sono diverse: è bene precisare, però, che si tratta solamente di indiscrezioni dal momento che - come anticipato - da parte componenti del nuovo Esecutivo non è stata spesa alcuna parola a riguardo. Il futuro di Quota 100, quindi, non è stato ancora scritto.

Vediamo quindi in che modo Quota 100 potrebbe essere modificata già nel prossimo anno.

Quota 100: possibile cambio dei requisiti

Sono tre, al momento, le ipotesi più accreditate per quel che riguarda una modifica di Quota 100.

La prima è quella che porta ad una riduzione delle finestre mobili per l’accesso alla misura, così da renderla meno appetibile rispetto ad oggi. Ricordiamo, infatti, che con Quota 100 la pensione decorre dopo tre mesi dal raggiungimento dei requisiti per i dipendenti del settore privato e dopo sei mesi per gli statali.

Ebbene, ci potrebbe essere un allungamento di questi tempi, ad esempio utilizzando come modello Opzione Donna dove le finestre mobili per l’accesso alla misura sono molto più ampie (si parla di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 mesi per le autonome).

Altra ipotesi è quella di un innalzamento del minimo contributivo previsto per l’accesso alla misura, oggi pari a 38 anni. Il Governo, infatti, potrebbe decidere di ridurre la platea dei beneficiari portando questo limite a 39 anni; in tal caso, di fatto, si parlerebbe di Quota 101.

Quota 100: nuova scadenza al 2020?

La terza ipotesi riguarda la durata di Quota 100: ricordiamo, infatti, che si tratta di una misura sperimentale per la quale sono state stanziate risorse fino a dicembre 2021. Ebbene, in questi giorni si parla con insistenza del taglio di un anno per la fase di sperimentazione, con la nuova scadenza che sarebbe prevista per il 31 dicembre 2020.

Solo coloro che ne maturano i requisiti entro questa data, quindi, ne potrebbero fare ricorso così da anticipare l’uscita dal lavoro.

Ovviamente si resta nel campo delle ipotesi; lo stesso vale per le misure che dovrebbero costituire la prossima riforma delle pensioni, come ad esempio un potenziamento dell’Ape Sociale (misura introdotta proprio dal Governo di centrosinistra) e l’introduzione di una pensione di garanzia, oltre alla proroga di Opzione Donna per un altro anno.

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