Pensioni, il governo svela la misura del prossimo aumento

Simone Micocci

24 Aprile 2026 - 09:29

Pensioni, nuovi importi da gennaio 2027. Ecco a quanto dovrebbe salire l’inflazione secondo le stime del governo.

Pensioni, il governo svela la misura del prossimo aumento

Di quanto aumentano le pensioni nel 2027? Come noto, ogni inizio anno gli importi dei trattamenti previdenziali e assistenziali vengono adeguati al costo della vita, tenendo conto dell’andamento dell’inflazione degli ultimi 12 mesi.

Nel dettaglio, per la cosiddetta perequazione delle pensioni si utilizza l’indice Foi senza tabacchi, limitando così il rischio di perdita del potere d’acquisto. Si tratta di un dato che l’Istat rileva mensilmente, per poi calcolarne la media definitiva alla fine dell’anno. Fino a novembre, quando tra l’altro verranno ufficializzati anche i coefficienti di trasformazione per il calcolo delle nuove pensioni, non si avranno quindi indicazioni precise sulla misura degli aumenti.

Tuttavia, nel Documento di finanza pubblica, approvato nei giorni scorsi dal governo Meloni, viene fornita una prima stima dell’inflazione attesa per il 2026. Si tratta, è bene precisarlo, di una previsione che non riguarda esattamente l’indice Foi, ma che può comunque offrire un’indicazione di massima sul possibile tasso di rivalutazione.

Nel dettaglio, secondo queste stime, l’aumento delle pensioni potrebbe risultare più rilevante rispetto a quello applicato nel 2026, pari all’1,4%. D’altronde, l’impatto del caro energia, legato anche alle tensioni in Iran, è destinato a farsi sentire.

Pensioni, ecco l’inflazione attesa nel 2026

Nel Documento di finanza pubblica emerge un quadro piuttosto chiaro sull’andamento dell’inflazione nei prossimi anni. Dopo una fase di rallentamento, nel 2026 è atteso un ritorno a valori più sostenuti, con un tasso pari al 2,8%, destinato a raggiungere un picco nel quarto trimestre. Successivamente, la dinamica dei prezzi dovrebbe progressivamente rientrare: si stima infatti un’inflazione al 2,0% nel 2027, in ulteriore calo all’1,5% nel 2028, per poi attestarsi all’1,9% nel 2029.

Nel complesso, quindi, il 2026 si configura come un anno di risalita temporanea dell’inflazione, legata soprattutto al rialzo dei prezzi energetici in un contesto di tensioni geopolitiche. Negli anni successivi, invece, è atteso un graduale ritorno verso livelli più in linea con l’obiettivo di stabilità dei prezzi.

In ogni caso, è bene ribadire che si tratta di una previsione macroeconomica che non coincide con l’indice Foi utilizzato per la perequazione delle pensioni. Tuttavia, rappresenta comunque un riferimento utile per comprendere quale potrebbe essere l’ordine di grandezza della rivalutazione nel 2027, considerando che gli adeguamenti tengono conto dell’inflazione maturata nell’anno precedente.

Di quanto aumentano le pensioni?

Laddove la previsione del governo dovesse essere centrata e anche l’indice Foi dovesse essere pari al 2,8%, di quanto aumenterebbero le pensioni? Il meccanismo utilizzato - per quanto la Corte Costituzionale abbia legittimato i tagli - dovrebbe essere ancora quello tradizionale, secondo il quale gli importi fino a 4 volte il valore del trattamento minimo - oggi pari a 611,85 euro, vengono adeguati al 100% del tasso. Sopra le 4 volte ed entro le 5 volte, invece, la rivalutazione è pari al 90% del tasso ma solo per la parte che eccede le 4 volte. Sopra le 5 volte, invece, la rivalutazione è al 75%.

In base a questo sistema, per una pensione fino a 4 volte il minimo - quindi fino a circa 2.447 euro lordi mensili - la rivalutazione sarebbe piena. In questo caso, l’aumento sarebbe del 2,8% sull’intero importo: ad esempio, un assegno da 1.000 euro salirebbe di circa 28 euro (lordi) al mese, mentre uno da 1.500 euro aumenterebbe di circa 42 euro.

Per le pensioni comprese tra 4 e 5 volte il minimo (fino a circa 3.060 euro), invece, l’incremento si calcola in due parti: il 2,8% pieno fino alla soglia delle 4 volte il minimo e il 90% del tasso - quindi circa il 2,52% - sulla parte eccedente. Questo significa che, ad esempio, una pensione da 2.800 euro vedrebbe un aumento complessivo leggermente inferiore al 2,8%, attestandosi intorno ai 70 euro mensili.

Infine, per gli assegni oltre le 5 volte il minimo, la quota eccedente viene rivalutata al 75% del tasso, cioè circa al 2,1%. In questi casi l’aumento percentuale complessivo si riduce ulteriormente: una pensione da 3.500 euro, ad esempio, potrebbe crescere di poco più di 80 euro al mese.

A tal proposito, ecco una tabella che sintetizza gli aumenti previsti con un tasso al 2,8%.

Pensione Aumento Pensione rivalutata
1.000 +28 1.028
1.200 +33,6 1.233,6
1.400 +39,2 1.439,2
1.600 +44,8 1.644,8
1.800 +50,4 1.850,4
2.000 +56 2.056
2.200 +61,6 2.261,6
2.400 +67,2 2.467,2
2.600 +71,9 2.671,9
2.800 +76,9 2.876,9
3.000 +81,9 3.081,9
3.200 +86,1 3.286,1
3.400 +90,3 3.490,3
3.600 +94,5 3.694,5
3.800 +98,7 3.898,7
4.000 +102,9 4.102,9
4.200 +107,1 4.307,1
4.400 +111,3 4.511,3
4.600 +115,5 4.715,5
4.800 +119,7 4.919,7
5.000 +123,9 5.123,9

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