Pensioni, si avvicina il conguaglio Irpef. Ecco su quale cedolino bisogna aspettarselo e gli importi previsti.
Si avvicina il momento del conguaglio Irpef 2026, di cui per i pensionati si occuperà direttamente l’Inps in qualità di sostituto d’imposta, trattenendo gli importi dovuti nel caso di debito Irpef oppure riconoscendo l’eventuale rimborso in caso di credito.
A tal proposito, è bene fare chiarezza sulle date del conguaglio Irpef 2026, nonché sugli importi spettanti nello scenario più favorevole per il pensionato, ossia quello del rimborso.
Fermo restando che la somma spettante viene indicata direttamente nel prospetto di liquidazione del modello 730/2026, evitando così possibili sorprese nel cedolino della pensione, è comunque utile farsi già da ora un’idea di quanto si può recuperare in sede di dichiarazione dei redditi.
Ecco quindi una guida completa con tutte le informazioni utili sul prossimo conguaglio, facendo chiarezza anche sulle date da tenere presenti per assicurarsi che il rimborso arrivi il prima possibile. Ricordiamo, infatti, che le tempistiche del conguaglio dipendono dal momento in cui viene inviata la dichiarazione dei redditi e che, per i pensionati, sono comunque più lunghe rispetto a quelle previste per i lavoratori dipendenti.
Per questi ultimi, infatti, il conguaglio viene effettuato nella busta paga del mese successivo a quello in cui il sostituto d’imposta riceve il prospetto di liquidazione. Per i pensionati, invece, l’operazione avviene due mesi dopo.
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Le date del conguaglio Irpef sulla pensione
Come anticipato, le date del conguaglio Irpef sulla pensione dipendono dal momento in cui viene presentato il modello 730/2026 e, soprattutto, da quando il prospetto di liquidazione viene trasmesso all’Inps, che agisce come sostituto d’imposta.
La prima finestra utile è quella di agosto 2026, ma riguarda soltanto i pensionati che presentano la dichiarazione entro le prime scadenze disponibili. Più tardi viene trasmesso il modello 730, infatti, più slitta il momento in cui il rimborso o l’eventuale trattenuta vengono applicati sul cedolino della pensione.
Nel dettaglio, le tempistiche possono essere riassunte così:
| Documenti consegnati al Caf | Trasmissione all’Agenzia delle Entrate | Conguaglio sulla pensione |
|---|---|---|
| Entro il 31 maggio 2026 | Entro il 15 giugno 2026 | Da agosto 2026 |
| Entro il 20 giugno 2026 | Entro il 29 giugno 2026 | Tra agosto e settembre 2026 |
| Entro il 15 luglio 2026 | Entro il 23 luglio 2026 | Tra settembre e ottobre 2026 |
| Entro il 31 agosto 2026 | Entro il 15 settembre 2026 | Da ottobre 2026 |
| Entro il 30 settembre 2026 | Entro il 30 settembre 2026 | Tra novembre e dicembre 2026 |
Conviene quindi non attendere l’ultima scadenza utile per l’invio del 730, soprattutto se dalla dichiarazione emerge un credito Irpef. Presentare prima la documentazione consente infatti di anticipare i tempi del rimborso, che nel caso dei pensionati arriva generalmente con un calendario più lungo rispetto a quello previsto per i lavoratori dipendenti.
Gli importi del conguaglio Irpef
Per quanto riguarda gli importi, concentriamoci sull’eventuale rimborso.
In sede di conguaglio, infatti, viene ricalcolata l’Irpef dovuta dal pensionato considerando tutti i redditi percepiti nel corso del periodo d’imposta. Per questo motivo, la presenza di una doppia Certificazione Unica porta spesso a un debito Irpef: in questi casi l’Agenzia delle Entrate dà mandato all’Inps, in qualità di sostituto d’imposta, di trattenere le imposte non versate. La trattenuta può avvenire in un’unica soluzione, fino al saldo completo, oppure a rate, sulla base di quanto richiesto dal pensionato in sede di dichiarazione dei redditi.
Per chi invece percepisce soltanto la pensione, la dichiarazione dei redditi rappresenta l’occasione per sfruttare le detrazioni e le deduzioni previste dalla normativa vigente, così da ridurre l’Irpef dovuta e recuperare tutta o una parte di quella pagata nel corso dell’anno precedente.
Il rimborso, tuttavia, non può eccedere l’Irpef già versata: si parla infatti di recupero “fino a capienza”. In altre parole, anche in presenza di molte spese detraibili o deducibili, non si può ottenere un rimborso superiore all’imposta effettivamente pagata.
A tal proposito, può essere utile calcolare quanta Irpef viene pagata sull’importo della propria pensione, così da individuare la cifra massima teoricamente recuperabile con il modello 730/2026. È possibile farlo attraverso il nostro nuovo calcolatore; nel frattempo, ecco una tabella che sintetizza alcuni degli importi indicativi.
| Pensione annua | Irpef pagata | Rimborso massimo teorico |
|---|---|---|
| Fino a 8.500 euro | 0 euro | 0 euro |
| 10.000 euro | 441,54 euro | 441,54 euro |
| 12.000 euro | 1.030,26 euro | 1.030,26 euro |
| 15.000 euro | 1.913,33 euro | 1.913,33 euro |
| 20.000 euro | 3.385,13 euro | 3.385,13 euro |
| 25.000 euro | 4.856,92 euro | 4.856,92 euro |
| 30.000 euro | 6.463,64 euro | 6.463,64 euro |
| 35.000 euro | 8.272,73 euro | 8.272,73 euro |
Ovviamente si tratta di importi massimi teorici. È difficile, ad esempio, che un pensionato con un reddito annuo di 30.000 euro riesca a ottenere oltre 6.000 euro di rimborso, salvo casi particolari in cui si sommino più detrazioni di importo rilevante, come quelle per ristrutturazioni edilizie, interventi di efficientamento energetico, spese sanitarie importanti o altri oneri detraibili.
Questi valori restano comunque utili per farsi un’idea di quanto si può effettivamente recuperare con il 730/2026: il rimborso dipende dalle spese portate in dichiarazione, ma non può mai superare l’Irpef pagata nell’anno precedente.
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