Pensioni, di quanto aumenta la minima nel 2027?

Simone Micocci

23 Marzo 2026 - 10:00

Pensioni minime, come cambiano nel 2027? Ecco di quanto potrebbe aumentare l’importo dal prossimo gennaio.

Pensioni, di quanto aumenta la minima nel 2027?

Di quanto aumenterà la pensione minima nel 2027? È una domanda alla quale oggi non è ancora possibile dare una risposta definitiva, anche perché molto dipenderà dalle scelte che il governo Meloni deciderà di adottare nei prossimi mesi.

Sull’importo futuro della soglia minima, infatti, incideranno due fattori distinti: da un lato la rivalutazione ordinaria, cioè l’adeguamento legato all’inflazione registrata negli ultimi 12 mesi, dall’altro la rivalutazione straordinaria, la misura introdotta dall’esecutivo per sostenere le pensioni di importo più basso, che tuttavia nel tempo è stata progressivamente ridimensionata e che, allo stato attuale, rischia di non essere confermata nel 2027.

Nella legge di Bilancio 2025 - che ha rimodulato proprio l’aumento straordinario delle pensioni minime - l’incremento aggiuntivo è stato infatti previsto solo fino al 2026. Ciò non significa però che nel 2027 l’importo della pensione minima sarà più basso rispetto a quello attuale: anche qualora la rivalutazione straordinaria non venisse prorogata, una parte dell’incremento potrebbe essere recuperata attraverso la rivalutazione ordinaria, per la quale le stime indicano una percentuale potenzialmente più elevata rispetto a quella applicata sugli assegni a gennaio scorso.

Pensioni minime, gli importi 2026

Per capire cosa potrà succedere nel 2027 è necessario partire dai valori aggiornati. Nel 2026 la pensione minima è stata rivalutata dell’1,4%, passando da 603,40 euro a 611,85 euro al mese, con un aumento di 8,45 euro mensili (oltre 108 euro in più su base annua).

Per i trattamenti più bassi si è aggiunta anche la rivalutazione straordinaria, ridotta all’1,3% rispetto all’anno precedente. Applicata sull’importo già adeguato con la perequazione ordinaria, ha portato l’assegno a 619,80 euro al mese, per un incremento complessivo di poco superiore ai 16 euro mensili rispetto al 2025.

Parallelamente, nel 2026 è stato rafforzato l’incremento al milione, la maggiorazione destinata ai pensionati con redditi molto bassi. In presenza dei requisiti anagrafici e contributivi, questa misura consente di portare la pensione fino a circa 768 euro mensili, sostituendo la rivalutazione straordinaria, che non si cumula con l’aumento più favorevole.

Questi importi rappresentano quindi la base di partenza per valutare i possibili aumenti della pensione minima nel 2027, che dipenderanno sia dall’andamento dell’inflazione che dalle eventuali scelte del governo sul rinnovo o meno delle misure straordinarie.

Pensioni minime, prime anticipazioni sugli importi 2027

E nel 2027 cosa potrebbe succedere? Il primo elemento da considerare è la rivalutazione ordinaria, cioè l’adeguamento degli assegni previdenziali all’inflazione registrata nel 2026. Le prime stime indicano un tasso che oscilla intorno all’1,3%, ma è ancora presto per avere un dato definitivo.

Il quadro internazionale, segnato dalle tensioni geopolitiche e dall’aumento dei prezzi dell’energia legato anche alla guerra in Iran, potrebbe infatti determinare una nuova accelerazione dell’inflazione, con alcune ipotesi che arrivano a stimare una crescita anche vicina al 3%. Più realisticamente, oggi si ritiene possibile una media attorno al 2%, quindi superiore all’1,4% applicato sulle pensioni nel 2026.

Se questa previsione dovesse confermarsi, la pensione minima - oggi pari a circa 611,85 euro al mese - potrebbe salire di circa 12 euro, arrivando intorno ai 624 euro mensili. Si tratta naturalmente di una stima, che potrà essere confermata solo quando l’Istat certificherà l’andamento definitivo dei prezzi.

Resta poi l’incognita della rivalutazione straordinaria, oggi pari all’1,3% ma non ancora prevista per il 2027. Per proseguire con questa misura sarà necessario un nuovo intervento del governo in legge di Bilancio, con lo stanziamento delle risorse necessarie a sostenere le pensioni più basse e a garantire un parziale recupero del potere d’acquisto.

Diverso, invece, il discorso sull’incremento al milione. Dopo il rafforzamento introdotto dall’ultima manovra - con un aumento di 20 euro - la norma stabilisce che la misura decorre “dal 2026”, lasciando intendere che dovrebbe continuare ad applicarsi anche nel 2027 senza bisogno di una nuova proroga.

Infine, va ricordata una novità importante già in vigore: il diritto all’integrazione al minimo è stato esteso anche agli assegni ordinari di invalidità calcolati interamente con il sistema contributivo, a seguito di una sentenza della Corte costituzionale che ha giudicato illegittima l’esclusione dei cosiddetti “contributivi puri”.

Una decisione che potrebbe avere effetti anche più ampi in futuro. Non è escluso, infatti, che la giurisprudenza possa estendere progressivamente il diritto alla pensione minima ad altre prestazioni calcolate con il sistema contributivo, aprendo nuovi scenari già a partire dal 2027.

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