Pensioni: come sapere quanti sono i contributi versati all’Inps

Antonio Cosenza

29/03/2021

12/04/2021 - 14:22

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Per capire quando si può andare in pensione bisogna partire dall’analisi dei contributi versati all’Inps. Per farlo, basta richiedere l’estratto conto contributivo.

Pensioni: come sapere quanti sono i contributi versati all'Inps

Sapere quanti sono i contributi versati durante la propria carriera rappresenta un’informazione molto importante, fondamentale ai fini della pensione.

Non si può andare, infatti, in pensione senza contributi: la normativa prevede un minimo di 5 anni (per la pensione di vecchiaia di tipo contributivo), fino a 42 anni e 10 mesi per poter andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica (pensione anticipata).

Per farsi un’idea di quando si può andare in pensione, quindi, è importante avere sotto controllo la propria situazione contributiva, utile anche per verificare se il datore di lavoro è in regola con i versamenti contributivi. Ricordiamo, infatti, che il lavoratore ha tempo cinque anni per recuperare i contributi non versati.

Fatta chiarezza sul perché è fondamentale avere sempre sotto controllo la propria situazione contributiva, ecco alcune informazioni utili su come farlo.

Pensioni: come controllare i contributi versati

Per controllare i contributi versati è necessario richiedere l’estratto conto contributivo. È questo, infatti, il documento con il quale vengono elencati tutti i contributi effettuati all’Inps in favore del lavoratore, di qualsiasi tipologia essi siano (quindi sia per i contributi obbligatori che per quelli figurativi e da riscatto).

Un documento molto importante in quanto i contributi vengono anche suddivisi in base alla gestione alla quale questi fanno riferimento (così, eventualmente, da poter valutare una ricongiunzione).

È grazie all’estratto conto contributivo, quindi, che i lavoratori possono anche verificare la regolarità dei contributi versati, così eventualmente da poter segnalare eventuali discordanze oppure fare una segnalazione per contributi non versati dal proprio datore di lavoro.

Il servizio per la richiesta dell’estratto conto con cui sapere con esattezza quanti, e quali, sono i contributi versati è di semplice fruizione. Basta, infatti, accedere all’area dedicata sul sito Inps e inserire il PIN, lo Spid o in alternativa la Carta Nazionale dei Servizi.

Nel dettaglio, per la richiesta online dell’estratto conto contributivo basta cliccare qui e poi su “accedi al servizio”; una volta inserite le proprie credenziali si avrà a disposizione il documento.

Così come tutti i servizi telematici dell’Inps, però, ci sono anche delle alternative. L’estratto conto contributivo utile ai fini della pensione, infatti, può essere richiesto anche chiamando al numero verde Inps (803 164 per chi chiama da rete fissa, oppure 06164 164 per chi chiama da rete mobile). In alternativa basta rivolgersi agli enti di patronato.

Attenzione, però, alla differenza con l’estratto conto certificativo. Questo documento - il quale contiene anche l’attestazione analitica della posizione assicurativa con valore legale - può essere richiesto dai lavoratori prossimi alla pensione solo direttamente alle sedi Inps.

Come leggere l’estratto conto contributivo

Il documento è molto semplice da leggere. Ad esempio, nell’estratto conto vengono suddivise per colore le diverse sezioni, così da facilitare la lettura e capire immediatamente quali contributi fanno riferimento a periodi presso datori di lavoro privati e pubblici, e quali invece riferiscono ad attività come lavoratori autonomi.

Nel dettaglio, i versamenti previdenziali vengono così suddivisi:

  • periodo di riferimento;
  • tipologia di contributi (da lavoro dipendente, artigiano, commerciante, servizio militare ecc.);
  • contributi utili espressi in giorni, settimane o mesi, sia per il calcolo della pensione che per il raggiungimento del diritto;
  • retribuzione o reddito;
  • riferimenti del datore di lavoro;
  • eventuali note riportate alla fine dell’Estratto.

Queste le informazioni utili per capire quanti sono effettivamente i contributi che si possono vantare ai fini della pensione, così da farsi un’idea su quanti anni ancora bisognerà lavorare per poter maturare il diritto al collocamento in quiescenza.

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