Pensioni, 4 motivi per cui a dicembre aumenta l’importo (e di quanto)

Simone Micocci

03/11/2023

Pensioni, dalle regole fiscali più favorevoli all’arrivo della tredicesima (con relativo bonus) fino al conguaglio della rivalutazione. Ecco perché quello in arrivo il mese prossimo è un maxi importo.

Pensioni, 4 motivi per cui a dicembre aumenta l’importo (e di quanto)

Dopo il pagamento della pensione di novembre è arrivato il momento di spostare l’attenzione su quella in arrivo a dicembre che sarà più alta per almeno 4 ragioni.

Intanto perché come risaputo dicembre è il mese di pagamento della tredicesima, alla quale per i pensionati che soddisfano determinate condizioni si aggiunge anche il cosiddetto bonus tredicesima. C’è poi da considerare una tassazione più agevole, in quanto sulla pensione di dicembre non si applicano le addizionali comunali e regionali sottratte nelle mensilità precedenti. A tutto ciò si aggiunge la novità per il 2023: come previsto dal decreto legge n. 145 del 18 ottobre scorso, infatti, a dicembre scatta (con un mese di anticipo) il conguaglio della rivalutazione con un nuovo adeguamento degli assegni al costo della vita.

Operazioni che garantiranno un assegno maxi a dicembre, con i pensionati che potranno sorridere per l’arrivo di un importo che garantirà loro la giusta liquidità per affrontare le spese natalizie.

A tal proposito, analizziamo le 4 ragioni che porteranno a un aumento sensibile della pensione in pagamento a dicembre, nonché quali sono gli importi che dobbiamo aspettarci.

Aspetto fiscale

Come abbiamo visto per il cedolino di novembre, nelle prime 11 mensilità dell’anno sulla pensione vengono trattenute le addizionali regionali e comunali relative al 2022. Così come, da marzo a novembre, viene effettuata la trattenuta per addizionale comunale in acconto per il 2023.

A dicembre, quindi, le addizionali non sono dovute, né per lo scorso anno né come anticipo per quello corrente.

Così come a novembre si interrompe l’eventuale recupero delle ritenute Irpef relative al 2022 risultanti dal conguaglio di inizio anno, come pure quelle riferite al conguaglio dell’ultima dichiarazione dei redditi.

A parità di lordo, quindi, la pensione di dicembre già di per sé prevede un netto leggermente più alto.

Il conguaglio di dicembre

Ma cos’è il conguaglio in programma a dicembre? Va detto che a differenza delle altre operazioni di conguaglio da questa ne potrà risultare solamente un incremento dell’assegno: su ogni trattamento pensionistico, infatti, verrà effettuato un ricalcolo considerando il tasso di rivalutazione definitivo accertato dall’Istat per il 2022 e non quello provvisorio utilizzato dall’Inps per adeguare le pensioni a inizio 2023.

Stiamo parlando di una differenza dello 0,80% (8,1% il tasso definitivo, 7,3% quello provvisorio applicato per l’indicizzazione), che verrà applicato sulle pensioni seguendo le percentuali di rivalutazione introdotte con la legge di Bilancio 2023. Qui viene stabilito che solo le pensioni che non superano di 4 volte il trattamento minimo (quindi circa 2.100 euro) possono essere adeguate al 100% per del tasso, mentre sopra questa soglia si utilizzano delle percentuali sempre più ridotte:

  • tra 2.101,53 e 2.626,90 euro: 85% del tasso, quindi l’aumento sarà dello 0,68%;
  • tra 2.626,91 e 3.152,28 euro: 53% del tasso, quindi dello 0,424%;
  • tra 3.152,29 e 4.203,04 euro: 47% del tasso, quindi 0,376%;
  • tra 4.203,05 e 5.253,80 euro: 37% del tasso, quindi 0,296%;
  • sopra i 5.253,81 euro: 32% del tasso, che quindi scende allo 0,256%.

Come anticipato, il ricalcolo viene effettuato a decorrere da gennaio 2023, quindi non ci sarà solo l’adeguamento della pensione di dicembre (che sarà leggermente più alta rispetto a quella pagata il mese precedente), come pure della tredicesima, ma anche il contestuale accredito degli arretrati per 11 mensilità. A tal proposito, ecco una tabella che ci dà un’idea di quali possono essere gli importi generati dal conguaglio:

Pensione lorda mensile dicembre 2022 Pensione lorda mensile gennaio 2023 Pensione lorda mensile dicembre 2023 Aumento tra novembre e dicembre 2023 Arretrati lordi (11 mensilità)
1.000€ 1.073€ 1.081€ 8€ 88€
1.500€ 1.609€ 1.621€ 12€ 132€
2.000€ 2.146€ 2.162€ 16€ 176€
2.500€ 2.655€ 2.672€ 17€ 187€
3.000€ 3.116€ 3.128€ 12€ 132€
3.500€ 3.620€ 3.633€ 13€ 143€
4.000€ 4.137€ 4.152€ 15€ 165€
4.500€ 4.621€ 4.634€ 13€ 143€
5.000€ 5.135€ 5.149€ 14€ 154€

Tredicesima sulla pensione

Al conguaglio della pensione si aggiungono poi i soliti pagamenti di tredicesima (per tutti) e bonus (per alcuni).

A tal proposito, ricordiamo che l’importo della tredicesima sulla pensione segue le stesse regole di quella riconosciuta ai lavoratori dipendenti. Matura nel corso dell’anno, quindi l’importo lordo è pari a 1/12 per ogni mese di pensionamento effettivo nell’anno di riferimento.

Di conseguenza, hanno diritto alla tredicesima piena, il cui importo lordo di fatto sarà pari a quello del rateo di dicembre, coloro che sono in pensione almeno da gennaio 2023. Va ricordato comunque che l’importo netto della tredicesima può essere più basso rispetto a quello del rateo mensile, in quanto si applica una tassazione più svantaggiosa per il pensionato: ciò in quanto si applica per tutto l’importo l’aliquota Irpef prevista per l’ultimo scaglione di reddito raggiunto, anziché in maniera progressiva come invece avviene per il rateo mensile.

Bonus tredicesima

Come anticipato, sulla tredicesima di fine anno potrebbe essere riconosciuto un ulteriore bonus del valore di 154,94 euro. Conosciuto ai più come bonus tredicesima, non soggetto a rivalutazione annua, si tratta di un emolumento riconosciuto ai sensi dell’articolo 70 della legge n. 388 del 23 dicembre 2000 ai titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’assicurazione generale obbligatoria o delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, nonché delle forme pensionistiche obbligatorie gestite dagli enti privatizzati di cui al d.lgs 509/1994.

Per averne diritto bisogna però soddisfare un requisito economico: l’importo della pensione lorda annua, infatti, non deve superare quello del trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, nel 2023 pari a 7.328,62 euro.

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