I tre migliori Paesi dove vivere da pensionati

Andare in pensione ormai significa cambiare del tutto la propria vita, anche lasciare la propria nazione. Ecco quindi quali sono i tre migliori Paesi dove vivere da pensionati

I tre migliori Paesi dove vivere da pensionati

Andare in pensione ormai non significa solamente staccare dal mondo del lavoro, significa proprio cambiare vita. Lo sanno bene molti pensionati che negli ultimi anni hanno deciso di lasciare il proprio Paese per trasferirsi all’estero.

Complici vari fattori: carovita, pensioni ridotte, figli lontani da casa, e voglia di godersi la vita, i pensionati potrebbero essere considerati i nuovi emigranti del ventunesimo secolo

Ma quali sono le mete e, di conseguenza, le nazioni più ambite? Secondo alcune ricerche è emerso che i tre migliori Paesi dove vivere da pensionati sono: il Portogallo, gli Emirati Arabi, in particolare Dubai, e l’Italia.

I tre Paesi dove vivere da pensionati: il Portogallo

Senza dubbio uno dei Paesi migliori dove vivere da pensionati è il Portogallo. Lo sanno bene gli abitanti della città di Olhão, che grazie al suo elegante lungomare e al vivace quartiere dei pescatori, ha conquistato tantissimi pensionati italiani.

Fondatore dell’agenzia di trasferimento Vadovia, Rosario Fazio ha permesso a 500 italiani di trasferirsi nella piccola città negli ultimi tre anni, tant’è che ormai pure i locali stanno imparando l’italiano.

Per diventare uno dei Paesi migliori dove vivere da pensionati, il Portogallo nel 2009 ha deciso di non tassare in alcun modo per 10 anni il reddito estero. Una mossa vincente, visto che tra gennaio 2017 e agosto 2018, il numero di residenti ammissibili è aumentato dell’83%, raggiungendo 23.767, in maggioranza francesi, britannici e italiani.

Questo enorme flusso - come dichiara Antonio Rosa della Blacktower Financial Management in Portogallo - ha dato vita a un vero e proprio rinascimento: «I vecchi edifici sono stati restaurati e c’è stato un massiccio afflusso di capitali. Lisbona è rinata come centro di investimento».

L’Italia

E se da una parte l’Italia fa fuggire i pensionati italiani, dall’altra accoglie numerosi pensionati stranieri e non, e viene identificata tra i tre migliori Paesi dove vivere da pensionati. Per combattere il Portogallo, il Bel Paese ha approvato a inizio anno la flat tax per incentivare i pensionati stranieri e italiani, percettori però di pensioni erogate da enti previdenziali stranieri, a trasferire la residenza in Italia.

La legge 145/2018 prevede all’articolo 1, co. 273 che le persone fisiche, titolari dei redditi da pensione erogati da soggetti esteri, che trasferiscono in Italia la propria residenza, in uno dei comuni appartenenti al territorio delle regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia, con popolazione non superiore a 20.000 abitanti, possono optare per l’assoggettamento dei redditi di qualunque categoria - percepiti da fonte estera o prodotti all’estero - a un’imposta sostitutiva con aliquota del 7%.

Inoltre dal 2017, l’Italia ha offerto una tassa fissa di € 100.000 sulle entrate mondiali per i super-ricchi, ma questo nuovo incentivo fiscale è risultato decisamente più restrittivo. Sebbene tantissimi pensionati stranieri siano rimasti ammaliati dalle bellezze del Sud, tuttavia la burocrazia italiana li ha costretti a scappare. Molti di loro infatti dopo tre anni hanno dovuto continuare a fare richiesta di residenza ogni anno.

Emirati Arabi

Gli Emirati Arabi Uniti è il terzo Paese migliore dove vivere da pensionati, soprattutto grazie a una delle città più in crescita degli ultimi anni: Dubai. Essa infatti non impone alcuna imposta sul reddito e sta introducendo i visti per la pensione di cinque anni.

Per poter beneficiare proprio di questi visti, i pensionati devono possedere una proprietà del valore di almeno 480.000 euro o avere un risparmio o un reddito mensile di almeno 4.800 euro

Grazie all’eccesso di offerta, i prezzi degli immobili a Dubai sono diminuiti del 25%. Il problema principale per i pensionati rimane la durata del visto, ossia 5 anni.

Come rivela Geraint Davies del Montfort di Global Financial Planner, non avendo la certezza del rinnovo, Dubai per i pensionati rimane un rischio e di conseguenza aggiunge: «Non possiamo prevedere un numero enorme di cittadini britannici che deviano dai punti caldi degli espatriati come Spagna, Italia, Francia o Portogallo».

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