Pensione, contributi figurativi per ogni figlio: l’agevolazione per le lavoratrici post 1996

Pensioni, bonus contributivo per ogni figlio per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996. Ecco come fare per anticipare l’accesso alla pensione fino ad un anno.

Pensione, contributi figurativi per ogni figlio: l'agevolazione per le lavoratrici post 1996

Pensione per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996: per le donne con figli ci sono agevolazioni che permettono anche di anticipare la data del collocamento in quiescenza.

Come noto, in queste settimane ha ripreso il dibattito sulla futura riforma delle pensioni, in modo da individuare una soluzione per il post Quota 100. Con la riforma che dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2022 si cercherà anche di tutelare quelle categorie che necessitano di maggior attenzione.

A tal proposito, vanno avanti le discussioni riguardo al prevedere una valorizzazione del lavoro di cura in cui molte donne si impegnano durante la loro carriera lavorativa; si pensi alla cura della famiglia e della casa, compiti che necessitano di un impegno considerevole tanto da penalizzare molte donne in termini di contributi versati.

Da tempo si parla della possibilità di riconoscere alle donne un bonus contributivo per ogni figlio. Tuttavia, spesso si dimentica che per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996, rientrando quindi interamente nel regime di calcolo contributivo, c’è già un’agevolazione di questo tipo, grazie alla quale è possibile anticipare l’accesso alla pensione fino ad un anno.

Bonus contributivo per ogni figlio: come può anticipare l’accesso alla pensione chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996

L’articolo 1, comma 40 lettera c) della legge 335/1995 riconosce ai trattamenti pensionistici determinati esclusivamente secondo il sistema contributivo un accredito figurativo, riconosciuto quindi dall’INPS senza alcun onere per il lavoratore, di 4 mesi per ogni figlio.

Si tratta di un bonus contributivo che le lavoratrici madri possono vantare per anticipare l’accesso alla pensione. Nel dettaglio, per ogni figlio spettano 4 mesi di contribuzione figurativa, per un massimo comunque di 12 mesi. Si ricorda però che ci sono opzioni per il pensionamento che non accettano contribuzione figurativa sopra una certa soglia.

Grazie a questo bonus contributivo, che viene riconosciuto a prescindere dall’assenza o meno dal lavoro al momento del verificarsi dell’evento maternità, le lavoratrici possono anticipare l’accesso alla pensione di un anno.

Ad esempio, possono aumentare il montante contributivo per l’accesso alla pensione di vecchiaia: ma attenzione, questo non significa che potranno andare in pensione a 66 anni anziché 67, in quanto il limite di età resta sempre lo stesso.

Il bonus va quindi ad aumentare il montante contributivo della lavoratrice, con la possibilità quindi che questo sia riconosciuto sia al fine di maturare il diritto alla pensione - ad esempio per la pensione anticipata - che per il calcolo dell’assegno stesso.

Sono escluse da questa possibilità le lavoratrici in possesso di anzianità contributiva antecedente al 1° gennaio 1996, a meno che queste non esercitino la facoltà di opzione al sistema di calcolo contributivo riconosciuta dall’articolo 1, comma 23, della legge 223/1995 (opzione che può essere esercitata da coloro che possiedono un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni al 31 dicembre 1995, e pari o superiore ai 15 anni di cui almeno 5 successivi al 31 dicembre 1995).

Non spetta alcun bonus contributivo, invece, per chi non esercita a questa opzione ma ricorre ad Opzione Donna; questa misura per il pensionamento anticipato, infatti, non determina un passaggio completo al sistema contributivo, ma fa scattare solamente la “penalizzazione” per cui l’assegno dell’interessata sarà ricalcolato interamente con le regole del regime contributivo.

Bonus mamme: l’alternativa al bonus contributivo

Inoltre, le lavoratrici che rientrano nella condizione di poter richiedere il bonus contributivo ma non ne hanno necessità, possono godere in alternativa di un calcolo più vantaggioso dell’assegno.

Queste, infatti, possono optare per a determinazione del trattamento pensionistico con applicazione del moltiplicatore, relativo all’età di accesso al trattamento pensionistico, maggiorato di un anno in caso di uno o due figli, e maggiorato di due anni in caso di tre o più figli.

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