In pensione a 62 anni

Con l’introduzione di Quota 100 nel 2019 chi ha 62 anni potrà andare in pensione se nel contempo ha maturato 38 anni di contributi. In alternativa si può ricorrere a Quota 41 o anche alla pensione anticipata.

In pensione a 62 anni

Da gennaio 2019 chi ha compiuto 62 anni avrà un’opzione in più per andare in pensione: stiamo parlando ovviamente di Quota 100, la misura di cui tanto si parla in questi giorni con la quale il Governo intende superare la Legge Fornero.

Quota 100 come noto è stata introdotta nel testo della Legge di Bilancio, con la quale sono stati stanziati 7 miliardi di euro per questa misura in cui rientrano circa 400mila lavoratori.

Oggi chi ha 62 anni può andare in pensione esclusivamente soddisfando i requisiti previsti per Quota 41 e la pensione anticipata Inps e non è semplice che questo accada.

Per Quota 41, infatti, bisogna essere dei lavoratori precoci e rientrare in una categoria tra disoccupati, invalidi, caregivers e lavoratori usuranti e gravosi; per la pensione anticipata, invece, bisogna aver iniziato a lavorare da giovani e aver mantenuto una carriera lavorativa stabile visto che il requisito contributivo richiesto è piuttosto elevato (e lo sarà ancora di più dal prossimo anno visto che su questo si applica l’incremento di 5 mesi disposto dall’adeguamento con le speranze di vita).

Dal prossimo anno a queste due opzioni se ne aggiunge appunto una terza, ossia la Quota 100, più una quarta ma riservata alle lavoratrici: l’Opzione Donna, prorogata dalla Legge di Bilancio 2019.

Quindi se avete o state per compiere i 62 anni e siete stanchi di lavorare vi interesserà sapere come fare per andare in pensione: ecco tutte le opzioni possibili partendo dalla nuova Quota 100 (che ricordiamo partirà solamente dal 2019).

In pensione a 62 anni con Quota 100

Quota 100 è la misura che consente di andare in pensione anticipata al compimento del 62° anno di età. Questa opzione prevede anche un requisito contributivo fisso che indipendentemente dall’età è pari a 38 anni.

Per andare in pensione con Quota 100, quindi, bisogna avere 62 anni di età e 38 anni di contributi, con la somma che dà come appunto come risultato 100.

Il requisito contributivo non varia con l’avanzare dell’età: quindi anche chi nel 2019 compirà 63 anni dovrà soddisfare 38 anni di contributi per andare in pensione (quindi si parla di Quota 101), così come chi ha 64, 65 e 66 anni. A 67 anni, invece, basta avere 20 anni di contributi per andare in pensione visto che in tal caso si potrà accedere alla pensione di vecchiaia.

Come annunciato dal Governo, per chi ricorre a Quota 100 per anticipare il pensionamento non si applicano riduzioni o penalizzazioni sull’assegno previdenziale, quindi non dovete temere per un taglio della pensione.

Secondo le indiscrezioni si potrà fare domanda per la pensione con Quota 100 da febbraio 2019, giusto il tempo per l’Inps di pubblicare la circolare esplicativa. La pensione, però, sarà riconosciuta concretamente solo ad aprile 2019, dal momento che Quota 100 sarà articolata su quattro finestre di accesso annuali.

Nel dettaglio:

  • chi invia la domanda da gennaio a marzo andrà in pensione ad aprile 2019;
  • chi invia la domanda da aprile a giugno andrà in pensione a luglio 2019;
  • chi invia la domanda da luglio a settembre andrà in pensione ad ottobre 2019;
  • chi invia la domanda da ottobre a dicembre andrà in pensione a gennaio 2020.

Al momento queste sono gli aspetti noti della Quota 100 che, ricordiamo, potrà essere comunque soggetta a modifiche con il passaggio del testo della Legge di Bilancio in Parlamento. In attesa di ulteriori novità, vediamo quali sono le altre opzioni possibili per chi vuole andare in pensione a 62 anni.

Pensione anticipata

A 62 anni è possibile, ma non semplice, soddisfare i requisiti per accedere alla pensione anticipata Inps. Per questa misura non è richiesta un’età anagrafica precisa, poiché basta aver maturato un determinato numero di contributi.

Nel dettaglio, per il 2018 il requisito è:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Per accedere alla pensione anticipata nel 2018, quindi, bisogna aver iniziato a lavorare almeno all’età di 19 anni (20 anni per le donne) e aver mantenuto una carriera lavorativa stabile e senza interruzione alcuna.

Nel 2019 anche questa misura verrà modificata per effetto dell’adeguamento con le aspettative di vita, con la quale il requisito contributivo sarà incrementato di 5 mesi. Quindi, dal prossimo anno per accedere alla pensione anticipata bisognerà avere:

  • 43 anni e 3 mesi di contributi se uomini;
  • 42 anni e 3 mesi di contributi se donne.

Di conseguenza potranno accedere a questa misura coloro che hanno iniziato a lavorare almeno 18 anni (19 per le donne) mantenendo una carriera lavorativa continua.

In pensione a 62 anni con Quota 41

Tra le misure che il Governo avrebbe dovuto attuare nella riforma delle pensioni c’è l’estensione della Quota 41 per tutti i lavoratori; così non è stato per mancanza di risorse, ma fonti interne alla maggioranza assicurano che se ne riparlerà per il 2020.

Ci sono dei lavoratori, però, che già oggi possono accedere alla Quota 41 per cui, come si può facilmente intuire dal nome, per andare in pensione basta avere 41 anni di contributi (più altri 5 mesi dal 2019).

Soddisfare il requisito contributivo, però, non è sufficiente: parimenti, infatti, bisogna essere dei lavoratori precoci (ossia aver maturato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento del 19° anno di età) e rientrare in uno dei seguenti profili di tutela:

  • disoccupati;
  • invalidi al 74%;
  • caregivers (assistere parenti invalidi);
  • lavoratori usuranti o gravosi.

I requisiti per accedere alla Quota 41 quindi sono molto restrittivi, ecco perché i lavoratori hanno chiesto con forza un ampliamento della platea dei beneficiari nel 2019. Un appello che per il momento non è stato accolto, nonostante la promessa di un provvedimento ad hoc per il 2020.

In pensione a 62 con Opzione Donna

Come si intuisce dal nome, questa misura è riservata esclusivamente alle donne.

L’Opzione Donna è una misura sperimentale che il Governo ha deciso di prorogare anche per il prossimo triennio consentendo alle lavoratrici di andare in pensione all’età di 57 anni (un anno in più per le autonome) più 7 mesi per l’adeguamento con le aspettative di vita, purché abbiano maturato 35 anni di contributi.

Chi ha 62 anni, quindi, rientra abbondantemente in questa misura, sempre se ovviamente ha maturato i 35 anni di contributi previsti. È bene sottolineare, però, che si può accedere ad Opzione Donna ad una condizione: accettare il ricalcolo contributivo dell’assegno previdenziale che, a seconda della posizione contributiva dell’interessata, può comportare una penalizzazione più o meno elevata.

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