Quanti soldi ha Robert Hartono? Ecco il patrimonio del proprietario indonesiano del Como, rimasto solo al comando dopo la scomparsa del fratello Michael
La storia dei fratelli Hartono è diventata molto più di una semplice vicenda finanziaria: oggi è anche una delle narrazioni più affascinanti del mondo del calcio. Da quando sono diventati proprietari del Como, il club lariano ha cambiato volto, passando da realtà periferica (militante principalmente in Serie B e Serie C) a protagonista ambiziosa della Serie A. Un’ascesa culminata con la promozione nel 2024 e una sorprendente corsa verso le zone alte della classifica, alimentata dal progetto tecnico guidato da Cesc Fabregas.
Ma il 2026 è anche segnato da un lutto: la scomparsa di Michael Bambang Hartono, avvenuta all’età di 86 anni, lascia il fratello Robert Budi Hartono solo al comando di uno degli imperi economici più solidi al mondo. Un gruppo capace di spaziare dal tabacco alla finanza, dall’elettronica all’e-commerce, fino al calcio. Gli Hartono non sono “soltanto” i proprietari più ricchi d’Italia: rappresentano una delle proprietà più potenti del panorama calcistico globale.
L’impero della famiglia Hartono, paperoni d’Indonesia proprietari del Como
Per comprendere il peso economico e sportivo della famiglia Hartono bisogna tornare alle origini. Tutto nasce da Oei Wie Gwan, padre dei due fratelli, che negli anni ’50 rilevò una piccola fabbrica di sigarette in bancarotta, ribattezzandola Djarum. Da quel momento prende forma un impero costruito su intuizioni industriali e diversificazione strategica.
Michael Bambang Hartono (1939-2026) e Robert Budi Hartono (classe 1941) hanno trasformato quell’azienda in un conglomerato globale. Il core business resta il tabacco, con le celebri sigarette ai chiodi di garofano, ma il vero salto arriva con l’ingresso nella finanza: la famiglia acquisisce una quota decisiva della BCA, oggi la più grande banca privata indonesiana per capitalizzazione.
Da lì, l’espansione è continua. Gli Hartono investono nell’elettronica con Polytron, entrano nel settore immobiliare con asset di prestigio a Giacarta come il Grand Indonesia e l’Hotel Indonesia, e si affacciano al digitale con piattaforme come Mola Tv e l’e-commerce Blibli (quotato nel 2022 con una delle IPO più rilevanti del Paese). Nel 2025, Polytron ha addirittura debuttato nel settore dei veicoli elettrici, confermando la capacità del gruppo di intercettare le nuove tendenze industriali.
Parallelamente, Michael Hartono si è distinto anche fuori dal business: appassionato di bridge a livello professionistico e attivo nella filantropia tramite la Fondazione Djarum, impegnata in educazione, sport e ambiente.
L’ingresso nel calcio arriva nel 2019, quando attraverso SENT Entertainment Ltd – veicolo londinese del gruppo – i fratelli acquistano il Como. Inizialmente l’operazione aveva un obiettivo mediatico: produrre contenuti (documentari e simili) per il mercato indonesiano. Ma la promozione in Serie B cambia tutto. Il progetto cresce, si struttura e si trasforma in una visione sportiva ambiziosa.
Gli investimenti – stimati in circa 300 milioni di euro – non sono mai casuali: giovani di prospettiva, infrastrutture moderne, sviluppo del centro sportivo e ammodernamento dello stadio. Con Cesc Fabregas in panchina, il Como diventa una realtà credibile, capace di competere e attirare attenzione internazionale. E oggi lotta addirittura per entrare in Champions League.
Il patrimonio della famiglia Hartono
Dal punto di vista economico, gli Hartono rappresentano una delle famiglie più ricche e stabili del pianeta. Secondo Forbes, dal 2008 occupano stabilmente il primo posto tra i più ricchi dell’Indonesia.
Nel 2026, il patrimonio complessivo della famiglia è stimato in circa 43,8 miliardi di dollari, in lieve flessione rispetto ai circa 50 miliardi rilevati negli anni precedenti, ma comunque sufficiente a mantenerli al vertice nazionale.
Prima della scomparsa di Michael, la ricchezza era suddivisa tra i due fratelli: Robert Hartono con circa 22,7 miliardi di dollari e Michael Hartono con 21,8 miliardi. Una distribuzione quasi equilibrata che rifletteva una gestione condivisa dell’impero familiare.
La solidità del patrimonio deriva da asset diversificati e resilienti: la quota in BCA rappresenta una delle principali fonti di ricchezza, mentre Djarum continua a generare profitti elevati. A questi si aggiungono immobili di lusso, partecipazioni tecnologiche e investimenti strategici in nuovi settori, come dimostra l’ingresso nell’e-mobility.
Con la morte di Michael, l’intero sistema resta nelle mani di Robert Budi Hartono, che diventa il riferimento unico della famiglia e del gruppo. Non si tratta solo di una successione formale: il passaggio segna un cambio di equilibrio, anche se la governance resta ancorata a una struttura familiare consolidata, con le nuove generazioni – come il figlio Victor – già coinvolte nella gestione operativa.
Robert Hartono, la proprietà più ricca d’Italia (e quasi del mondo)
Nel calcio italiano non esiste oggi un confronto reale con Robert Hartono. Dopo la scomparsa del fratello, il patron del Como è rimasto da solo al vertice di una classifica economica che lo vede dominare in modo netto l’intera Serie A. Anche prendendo come riferimento le più recenti rilevazioni, il distacco rispetto agli altri proprietari è evidente: nessuno si avvicina alla sua capacità finanziaria.
Alle sue spalle si colloca Dan Friedkin, proprietario della Roma, con circa 11,4 miliardi di dollari. Un patrimonio importante, ma comunque lontanissimo da quello della famiglia Hartono, che anche nelle stime più prudenti resta ben oltre i 38 miliardi complessivi prima della scomparsa di Michael. Sul podio troviamo poi la famiglia Saputo del Bologna con 6,4 miliardi, seguita dalla famiglia Commisso della Fiorentina (5,6 miliardi) e da Renzo Rosso, legato al Vicenza, con circa 4,5 miliardi.
Il dato più significativo è proprio questo: il patrimonio personale di Hartono non è semplicemente il più alto, ma è superiore di diverse volte rispetto a quello dei suoi diretti inseguitori. Un vantaggio che, nel contesto italiano, non ha eguali e che rende il Como un caso unico.
A livello globale, il confronto cambia solo parzialmente. Restano davanti colossi come il Public Investment Fund e figure come Bernard Arnault (poco inferiore ai 200 miliardi di dollari), ma tra i proprietari individuali di club Hartono si conferma stabilmente tra i più ricchi al mondo.
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