Novità partite IVA, boom di aperture con la flat tax

Novità partite IVA, nel 2019 boom di aperture grazie alla flat tax. I dati dell’Osservatorio del MEF pubblicati il 12 febbraio fotografano la situazione dello scorso anno: la maggior parte delle p.iva è stata aperta da giovani under 35, nel settore del commercio e al Nord. Con i nuovi limiti al regime forfettario 2020, i prossimi dati descriveranno un contesto diverso.

Novità partite IVA, boom di aperture con la flat tax

Novità partite IVA, con la flat tax nel 2019 c’è stato un boom di aperture.

Lo confermano i dati dell’Osservatorio del Ministero dell’Economia, diffusi dal MEF tramite il comunicato stampa del 12 febbraio.

Partite IVA in crescita, dunque, nello scorso anno: rispetto al 2018 si è verificato un aumento del 6,4%, con circa 545.700 nuove aperture.

Di queste, 263.043 hanno aderito al regime forfettario, per il quale dal 2019 il limite dei ricavi è stato esteso a 65.000 euro.

Secondo i dati del MEF, ad aprire la maggior parte delle partite IVA sono stati giovani under 35, al Nord, e nel settore commerciale.

Con ogni probabilità i dati di quest’anno saranno diversi, vista l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2020 dei nuovi limiti e requisiti per permanere o entrare nel regime agevolato.

Novità partite IVA, boom di aperture con la flat tax

Boom di aperture di partite IVA nel 2019, e il merito va dato alla flat tax. Lo scorso anno, infatti, i limiti per entrare nel regime forfettario sono stati estesi per ricavi e compensi fino a 65.000 euro, determinando così l’adesione di 263.043 partite IVA al regime agevolato.

Più della metà, quindi, delle 545.700 partite IVA aperte l’anno scorso, hanno aderito alla flat tax.

I dati del prossimo anno saranno, con buona probabilità, molto diversi da questi comunicati dall’Osservatorio del Ministero dell’Economia il 12 febbraio.

Febbraio è stato senza dubbio un mese ricco di novità per i titolari di partita IVA, che hanno finalmente ricevuto due risposte ufficiali in merito all’entrata in vigore dei nuovi limiti introdotti al regime forfettario dalla Legge di Bilancio 2020.

La prima risposta è arrivata dal MEF il 5 febbraio, in cui il Ministero dell’Economia ha chiarito che i limiti di 20.000 euro di spesa per i collaboratori e quello da 30.000 euro per reddito da lavoro dipendente o da pensione sono entrati in vigore dal 1° gennaio 2020.

La comunicazione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, arrivata l’11 febbraio, non ha fatto altro che confermare quanto esposto dal Ministero dell’Economia, determinando l’esclusione definitiva dal regime forfettario di migliaia di partite IVA.

I dati forniti dall’Osservatorio del MEF sono senza dubbio interessanti da questo punto di vista, poiché fotografano due dati importanti:

  • la maggior parte delle p.iva aperte lo scorso anno ha aderito al regime forfettario;
  • il 32,5% sono state aperte da soggetti di età compresa tra i 36 e 50 anni, quindi dalla fascia d’età più alta.

Il 44,8% delle nuove partite IVA è stato aperto da giovani sotto i 35 anni.

Sempre rimanendo nei dati delle partite IVA aperte dalle persone fisiche, la maggior parte di queste, pari al 62,6%, sono frutto dell’iniziativa di uomini.

Comunicato MEF n. 28 del 12 febbraio 2020
Osservatorio sulle partite IVA - Sintesi dei dati delle aperture nell’anno 2019

Novità partite IVA, boom di aperture nel commercio e al Nord

Guardando i dati forniti dal MEF in base alla natura giuridica, sappiamo che le partite IVA nel 2019 sono state aperte da:

  • 72,9% da persone fisiche;
  • 21,4% da società di capitali;
  • 3,6% da società di persone;
  • 1,8% da soggetti non residenti.

Si registra un calo nelle forme societarie (-5,7% per le società di capitali e -12,9% per le società di persone), mentre sono raddoppiate le partite IVA avviate da soggetti non residenti, determinate dalle attività legate al commercio elettronico.

Dal punto di vista della distribuzione territoriale, nel 2019 le partite IVA sono state aperte soprattutto al Nord, con una percentuale del 44%.

Sud e Isole si collocano al secondo posto, con il 33,7%, e infine il Centro con il 22%.

Dal confronto con i dati del 2018 si evidenzia che in tutte le Regioni c’è stato un aumento di avviamenti, soprattutto in Trentino-Alto Adige e Lombardia. La crescita minore c’è stata in Friuli Venezia Giulia e in Campania.

Infine, in base al settore produttivo, il commercio registra il maggior numero di aperture di partite IVA con il 19,7% del totale, seguito dalle attività professionali (17,1%) e dall’agricoltura (9,6%).

Facendo un confronto con i dati del 2018, ci sono stati aumenti consistenti di aperture per:

  • +22,5% per l’istruzione;
  • +18% per le attività professionali;
  • +12,4% per le costruzioni.

Gli unici dati negativi riguardano l’agricoltura, in cui si è registrato un -5,8%, e le attività manifatturiere, per le quali il calo è stato molto più lieve (-0,1%).

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