Ospiti un parente in difficoltà? Ecco come ottenere il rimborso dalle tasse. La guida alle detrazioni per familiari a carico
Per chi ha ospitato od ospita un parente che versa in una situazione di difficoltà economica ci può essere diritto a un rimborso sulle tasse grazie alle agevolazioni fiscali previste.
Si avvicina il momento di presentare la dichiarazione dei redditi che potrebbe riservare delle piacevoli sorprese ad alcuni contribuenti. La stagione reddituale è vista sempre con una certa ansia dagli italiani, anche a causa dei modelli che potrebbero apparire molto complessi. Proprio per questo ogni anno, per la mancanza di conoscenza in materia, si rischia di perdere l’opportunità di avere significativi risparmi sulle tasse o il diritto a un rimborso fiscale.
La normativa fiscale cosa dice?
Per prima cosa approfondiamo la normativa che dà diritto alle detrazioni fiscali. Il comma 4-ter dell’articolo 12 del Tuir chiarisce che quando le disposizioni fiscali fanno riferimento ai familiari fiscalmente a carico, anche se non spettano le detrazioni per carichi di famiglia, si ha diritto a una detrazione sulle spese effettuate nell’interesse dei seguenti familiari:
- coniuge non effettivamente separato;
- figli di qualsiasi età;
- figli conviventi del coniuge deceduto;
- genitori, anche adottivi (in loro mancanza anche i nonni);
- generi e nuore;
- suocero e suocera;
- fratelli e sorelle.
Per essere a carico i familiari devono essere in possesso di redditi personali non superiori a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Per i figli di età non superiore a ventiquattro anni il limite di reddito complessivo di cui al primo periodo è elevato a 4.000 euro.
Rimborso se si ospita un parente
Se si ospita in casa propria uno dei familiari sopra elencati (che versa in uno stato di bisogno economico e ha un reddito personale non superiore a 2.840,51 euro), quindi, le spese sostenute nel suo interesse possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi.
Spese mediche, di istruzione, funebri, quindi, possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi al 19%. Se a portare in detrazione queste spese, poi, è un lavoratore dipendente che ha già versato l’Irpef dovuta in busta paga, il beneficio dà luogo a un rimborso fiscale.
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Spese mediche per persone con invalidità
Se la spesa che si sostiene è una spesa medica generica o di assistenza specifica per un familiare disabile questa è interamente deducibile dal reddito anche se il familiare non risulta fiscalmente a carico. La deduzione abbatte direttamente il reddito imponibile (le tasse si calcolano su una cifra più bassa), risultando spesso più vantaggiosa per chi ha redditi alti.
L’agevolazione fiscale, che anche in questo caso potrebbe dare luogo a un rimborso, è riconosciuta per:
- le persone che hanno ottenuto il riconoscimento dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’articolo 4 della legge n. 104/1992
- le persone che sono state ritenute invalide da altre Commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra.
Le spese che possono essere portate in deduzione sono quelle relative a medicinali, prestazioni rese da un medico generico e le spese di assistenza specifica (infermieristica e riabilitativa, per l’assistenza di base, e per attività assistenziali del nucleo).
Sono interamente deducibili anche le spese per ippoterapia e musicoterapia a patto che siano prescritte da un medico che ne attesti la necessità per la cura del portatore di handicap ed eseguite in centri specializzati direttamente da personale medico o sanitario specializzato.
Non rientrano nella piena deducibilità, invece le spese sanitarie specialistiche, come visite specialistiche, analisi di laboratorio e prestazioni chirurgiche, e quelle relative all’acquisto di dispositivi medici, ma in ogni caso, queste spese rientrano nella detrazione al 19% per le spese sanitarie che eccedono la franchigia di 129,11 euro.
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