Oro verso i $5.000 nel 2026 e $10.000 entro fine decennio. Per questo analista è il nuovo Bitcoin

Redazione Money Premium

24 Aprile 2026 - 07:54

In un mondo in cui le vecchie certezze vacillano, il metallo giallo torna a scrivere la propria storia come il rifugio per eccellenza.

Oro verso i $5.000 nel 2026 e $10.000 entro fine decennio. Per questo analista è il nuovo Bitcoin

In un contesto di crescenti tensioni geopolitiche e di aspettative per ulteriori tagli dei tassi della Federal Reserve, l’oro ha consolidato la propria posizione come asset rifugio per eccellenza, superando nettamente il bitcoin nelle performance e nell’attrattività per gli investitori risk-off.

Secondo l’analista, l’oro non è solo tornato a brillare come tradizionale hedge contro l’incertezza, ma ha letteralmente eclissato il ruolo che molti avevano attribuito alla criptovaluta, ribaltando il famoso slogan secondo cui il bitcoin sarebbe stato “l’oro digitale”.

È questa la tesi sostenuta con forza da Ed Yardeni, fondatore di Yardeni Research e veterano dei mercati con un dottorato a Yale e una lunga esperienza presso la Federal Reserve di New York, nel suo market note di mercoledì.

Al contrario, Yardeni considera “l’oro fisico come nuovo bitcoin”, un’affermazione che arriva mentre il metallo giallo tocca nuovi massimi storici, sfiorando i 4.200 dollari l’oncia proprio in quella giornata.I numeri parlano chiaro e confermano la superiorità dell’oro nel corso del 2025. Il metallo prezioso ha registrato un rialzo del 60% nell’arco dell’anno, un balzo che ha lasciato indietro il bitcoin, fermo a un più modesto +20%. Per contestualizzare ulteriormente, la performance della criptovaluta si è allineata quasi perfettamente con quella del Nasdaq Composite, l’indice che raccoglie le big tech e i titoli legati all’intelligenza artificiale, confermando il suo comportamento tipicamente risk-on e speculativo. L’oro, invece, ha dimostrato una resilienza e una capacità di apprezzamento del tutto autonoma.

Solo nell’ultimo mese ha guadagnato oltre il 13%, mentre il bitcoin perdeva il 3%. Nella settimana appena conclusa, il gap si è ulteriormente allargato: +4% circa per l’oro contro un calo del 9% della criptovaluta e un arretramento di quasi l’1% del Nasdaq. Questi dati non rappresentano semplici fluttuazioni, ma un cambio di paradigma che Yardeni attribuisce alla diversa natura dei due asset di fronte ai rischi geopolitici. Il contesto macroeconomico e geopolitico ha giocato un ruolo determinante. L’oro ha beneficiato di aspettative sempre più concrete di ulteriori tagli dei tassi da parte della Fed, un fattore che riduce il costo opportunità di detenere un asset non remunerato come il metallo giallo. Allo stesso tempo, le rinnovate preoccupazioni sui rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno spinto la domanda di safe-haven.

Un segnale emblematico è arrivato venerdì scorso, quando il presidente Donald Trump ha annunciato la possibilità di imporre tariffe del 100% contro Pechino: l’oro ha reagito con un immediato rally, mentre il bitcoin è sceso. Secondo Yardeni, gli investitori risk-off stanno sempre più convinti che il metallo giallo offra una protezione superiore rispetto alla criptovaluta, soprattutto in presenza di rischi geopolitici. L’oro, presente nella storia dell’umanità da millenni e universalmente riconosciuto come hedge contro l’instabilità, contrasta con il bitcoin, che ha una storia breve e si è comportato prevalentemente come veicolo speculativo legato al sentiment di rischio.

Yardeni non si limita a osservare il presente, ma proietta un futuro ancora più rialzista per l’oro. Aveva fissato un target di 4.000 dollari per il 2025, livello già ampiamente superato; ora prevede che il metallo possa raggiungere i 5.000 dollari entro la fine del 2026 e addirittura i 10.000 dollari entro la fine del decennio, o anche prima. Un ottimismo che contrasta con la recente debolezza del bitcoin, attribuita a problemi di liquidità. Solo negli ultimi giorni la criptovaluta ha registrato liquidazioni per circa 19 miliardi di dollari su futures e posizioni leveraged.

Alcune piattaforme hanno attivato meccanismi di auto-deleveraging per gestire il rischio, costringendo alla chiusura anche posizioni vincenti o hedged al fine di proteggere il bilancio complessivo degli exchange. Di fronte a un calo rapido dei prezzi, market-maker e grandi operatori hanno ridotto o ritirato la propria attività, allargando gli spread e rendendo più difficile per gli acquirenti assorbire tutti gli ordini di vendita. In sintesi, un classico effetto a valanga tipico degli asset ad alto rischio e bassa liquidità in fasi di stress.Il confronto tra oro e bitcoin non è solo una questione di numeri, ma riflette una maturazione diversa degli investitori istituzionali e retail di fronte all’incertezza. Mentre il bitcoin continua a essere percepito come un’asset class speculativa, legata al ciclo tecnologico e al sentiment di Wall Street, l’oro mantiene il suo status di bene rifugio universale. Yardeni sottolinea che gli investitori in cerca di protezione dai rischi geopolitici crescenti stanno letteralmente “andando sulle colline a cercare oro e argento”, un’immagine che evoca la corsa storica ai metalli preziosi nei momenti di crisi.

Anche l’argento, del resto, ha beneficiato dello stesso flusso di capitali safe-haven, confermando un trend più ampio verso i metalli preziosi.In un momento in cui i mercati azionari mostrano segni di fatica sotto il peso delle tensioni commerciali e delle incognite sui tassi, la traiettoria dell’oro rappresenta un segnale potente. Il metallo ha dimostrato di poter correre anche quando il Nasdaq e il bitcoin, storicamente correlati al rischio, arretrano.

Con un target di 5.000 dollari già per il prossimo anno e la possibilità di un balzo verso i 10.000 entro la fine del decennio, Yardeni invita gli investitori a guardare oltre le narrative consolidate e a riconoscere nell’oro fisico il vero protagonista della fase attuale. In un mondo in cui le vecchie certezze vacillano, il metallo giallo torna a scrivere la propria storia come il rifugio per eccellenza, superando persino chi un tempo era stato incoronato come suo erede digitale.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.