Oro: ecco chi ha spinto i prezzi sopra i 2 mila dollari

L’oro continua ad aggiornare i massimi storici. Oltre alle cause che hanno favorito e che stanno favorendo il metallo giallo, vediamo chi ha svolto un ruolo primario nello spingere i prezzi dell’oro.

Oro: ecco chi ha spinto i prezzi sopra i 2 mila dollari

Saliti fino a 2.075,47 dollari l’oncia, i prezzi dell’oro non sembrerebbero volersi fermare.

La sensazione generale è che ogni ritracciamento vada inteso come ulteriore occasione di acquisto, visto che i fattori che finora hanno spinto il metallo giallo dovrebbero continuare a produrre effetti anche nei prossimi mesi.


Oro, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Cause che hanno spinto l’oro verso nuovi record

Essendo denominati in dollari, i prezzi dell’oro presentano una correlazione negativa con il biglietto verde e, di conseguenza, la recente debolezza del greenback ha finito per rappresentare un fattore rialzista.

Ma l’interesse degli investitori per l’oro è anche legato al suo status di bene rifugio: le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina, la guerra commerciale tra le prime due potenze mondiali e l’ipotesi che, in modo o nell’altro, le elezioni statunitensi possano essere rinviate non fa che accrescere l’interesse degli investitori per il metallo giallo.

Sempre in ottica “safe haven”, l’interesse degli investitori è innescato dai primi scricchiolii registrati dai mercati azionari.

A questi fattori se ne aggiunge un altro, ossia la caduta dei tassi di interesse reali. Nell’ultima asta di TIPS (Treasury Inflation-Protected Securities), i titoli che incorporano le attese sull’andamento dell’inflazione, in Tesoro statunitense ha collocato titoli a dieci anni al nuovo minimo storico del -0,93%.

Chi sta spingendo i prezzi dell’oro

Elencate alcune delle cause che hanno spinto al rialzo i prezzi del metallo giallo, è il turno ora di capire chi è che ha materialmente acquistato.

Per capire chi ha permesso all’oro di registrare nuovi massimi storici, l’ultimo report del World Gold Council (WGC) è particolarmente utile. Dal’analisi dei dati elaborati dall’associazione che raggruppa le principali aziende minerarie aurifere, un ruolo di primo piano è stato svolto dai fondi ETF (Exchange-traded fund).

In particolare, nel mese di luglio gli ETF (ed i prodotti simili) hanno registrato l’ottavo mese consecutivo di afflussi incrementando la dotazione di 166 tonnellate, pari ad un controvalore di 9,7 miliardi o 4,1% asset in gestione.

Nel complesso, l’oro detenuto dagli ETF sull’oro ha fatto registrare un nuovo massimo storico a 3.785 tonnellate.

Come rileva il WGC, “il trend relativo gli afflussi è proseguito nei primi giorni di agosto dopo che è stata superata la soglia dei 2 mila dollari l’oncia”.

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