Organici scuola a.s. 2018-2019: quanti posti liberi per le assunzioni di insegnanti?

Simone Micocci

28 Marzo 2018 - 11:54

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Il MIUR ha fornito le prime indicazioni sugli organici scuola per l’anno scolastico 2019-2019: saranno stabilizzate poco più di 3.500 cattedre, 800 posti dell’organico di potenziamento passano alla scuola dell’Infanzia.

Organici scuola a.s. 2018-2019: quanti posti liberi per le assunzioni di insegnanti?

Quanti insegnanti saranno assunti in ruolo per l’anno scolastico 2018-2019? Il dato ufficiale non è ancora disponibile tuttavia possiamo farci un’idea incrociando quanto dichiarato dal MIUR nell’incontro con i sindacati avvenuto il 27 marzo 2018 e i dati sui pensionamenti recentemente anticipati da La Repubblica.

Nella giornata di ieri, infatti, c’era molta attesa di conoscere l’esito dell’incontro avvenuto tra il MIUR e i sindacati nel quale si è discusso degli organici del personale docente per l’anno scolastico 2018-2019. Il risultato dell’incontro è stato svelato da un comunicato congiunto pubblicato da FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, i quali tra l’altro hanno chiesto un nuovo incontro ai rappresentanti del Ministero dell’Istruzione che avrà luogo nella giornata di giovedì 29 marzo.

Quindi non è stato ancora trovato un accordo condiviso; tuttavia i dati riguardanti gli organici scuola per l’a.s. 2018-2019 non dovrebbero essere di molto differenti da quelli che vi anticiperemo di seguito. Vediamo quindi quanti posti liberi ci saranno per le immissioni in ruolo per l’anno avvenire.

Stabilizzazione dei posti dell’organico di diritto

Lo scorso anno per le immissioni in ruolo ci furono poco più di 52mila posti disponibili; ai pensionamenti, infatti, vennero aggiunte 15mila cattedre dell’organico di fatto stabilizzate in quello di diritto.

Per l’a.s. 2018-2019, però, le cose andranno diversamente. Infatti, come dichiarato dai rappresentanti del MIUR nell’incontro andato in scena nella giornata di ieri, i posti da consolidare in organico di diritto per il prossimo anno sono solamente 3.530. Si tratta esclusivamente di posti comuni, quindi non verrà stabilizzata alcuna cattedra per il sostegno.

Inoltre il MIUR ha fatto chiarezza su quanti posti dell’organico di potenziamento saranno destinati alla scuola dell’Infanzia: si tratta di 800 unità, meno di quanto si pensava inizialmente.

Per la riforma degli Istituti Professionali, invece, saranno circa 1.162 i posti aggiuntivi.

C’è un dato però piuttosto allarmante: il calo degli studenti. Non è un segreto infatti che in Italia da anni ci sia un notevole calo delle nascite e ciò si riversa inevitabilmente sulla scuola. Dal 2017/2018 al 2018/2019, infatti, si prevede un calo degli alunni di 21mila unità, che sommato a quello degli ultimi anni dà come risultato circa 90mila studenti in meno nell’ultimo triennio.

Dati sui pensionamenti

Alle 3.530 cattedre che si aggiungono all’organico di diritto e ai 1.162 posti introdotti per la riforma degli Istituti Professionali si sommano le cattedre lasciate libere dai pensionamenti.

Come recentemente riportato da La Repubblica - ma ancora non ufficializzato da MIUR - dovrebbero essere poco più di 20mila gli insegnanti che andranno in pensione dal 1° settembre 2018. Di questi 2.594 appartengono alla scuola dell’infanzia, 5.807 alla scuola primaria e 11.814 alla scuola secondaria (5.378 per quella di I grado, 6.436 per quella di II).

Complessivamente, quindi, ci dovrebbero essere circa 25mila posti disponibili per l’anno scolastico 2018-2019, la metà rispetto al 2016/2017. Ricordiamo che questi saranno assegnati in base alle aliquote introdotte nel 2017 e confermate dal contratto per la mobilità del 2018, ovvero:

  • 60% per le immissioni in ruolo degli iscritti alle Graduatorie di Merito del concorso scuola (30%) e alle Graduatorie ad Esaurimento (30%);
  • 30% mobilità;
  • 10% mobilità professionale.

Ricordiamo comunque che al momento si tratta solamente di previsioni e che fino a quando non arriveranno conferme ufficiali dal MIUR non sappiamo quanti nuovi insegnanti diventeranno di ruolo nel 2018. Una cosa però è certa: ci sarà un taglio di posti nel Sud Italia e non saranno stabilizzati dei nuovi posti per l’organico di sostegno.

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