OpenAI (ChatGPT) chiude un round di finanziamento da $122 miliardi. Ora vale $852 miliardi

Giorgia Paccione

1 Aprile 2026 - 13:05

Il colosso dell’intelligenza artificiale raccoglie capitali record e accelera verso la quotazione in Borsa. A guidare il round SoftBank con il sostegno di big tech come Amazon, Nvidia e Microsoft.

OpenAI (ChatGPT) chiude un round di finanziamento da $122 miliardi. Ora vale $852 miliardi

OpenAI compie un nuovo salto nella storia del venture capital chiudendo un round di finanziamento da 122 miliardi di dollari, il più grande mai registrato nel settore. L’operazione porta la valutazione della società guidata da Sam Altman a 852 miliardi di dollari, rafforzando la sua leadership globale nell’intelligenza artificiale e ampliando ulteriormente il divario rispetto ai principali concorrenti.

La raccolta fotografa una crescita che non ha paragoni nel settore tecnologico. OpenAI oggi genera circa 2 miliardi di dollari di ricavi al mese, con una progressione estremamente rapida rispetto ai precedenti giganti del web. Secondo quanto dichiarato dalla società, il ritmo di crescita risulta quattro volte superiore rispetto a quello registrato da Alphabet e Meta nelle fasi iniziali della loro espansione.

Anche i dati di utilizzo confermano questa traiettoria. ChatGPT ha ormai superato i 900 milioni di utenti attivi settimanali e conta circa 50 milioni di abbonati paganti. Parallelamente, le API dell’azienda gestiscono volumi impressionanti, arrivando a elaborare oltre 15 miliardi di richieste al minuto. L’obiettivo è raggiungere il miliardo di utenti attivi ogni settimana nel breve termine.

OpenAI raccoglie $122 miliardi: ecco a cosa saranno destinati

Le risorse raccolte saranno destinate principalmente allo sviluppo di infrastrutture, chip e capacità di calcolo, elementi cruciali per addestrare modelli sempre più avanzati. Il modello strategico di OpenAI si basa su un ciclo continuo: maggiore potenza computazionale consente di creare sistemi più performanti, che a loro volta attraggono più utenti e generano nuovi ricavi da reinvestire.

In questo contesto, assume un ruolo centrale il segmento enterprise, che già contribuisce a oltre il 40% del fatturato e che dovrebbe arrivare al 50% entro il 2026. L’integrazione delle soluzioni AI nei processi aziendali rappresenta infatti uno dei principali driver di crescita futura.

Nonostante i ricavi elevati, OpenAI non è ancora profittevole, a causa degli enormi costi legati allo sviluppo tecnologico e alle infrastrutture. Tuttavia, con una liquidità senza precedenti e una domanda in costante espansione, l’azienda si posiziona come uno dei protagonisti assoluti della prossima fase dell’economia digitale.

Il ruolo degli investitori e la spinta verso l’IPO

Il round è stato guidato da SoftBank insieme a grandi nomi del venture capital e della finanza globale, ma ha visto anche la partecipazione di partner industriali di primo piano come Amazon, Nvidia e Microsoft. Per la prima volta, una parte della raccolta è stata aperta anche a investitori individuali tramite canali bancari, generando oltre 3 miliardi di dollari.

Un segnale chiaro in vista della possibile quotazione in Borsa. OpenAI starebbe infatti preparando il terreno per un’IPO entro la fine del 2026, ampliando la base di investitori e rendendo le proprie azioni accessibili indirettamente anche tramite ETF. In parallelo, la società ha rafforzato la propria posizione finanziaria con una linea di credito da circa 4,7 miliardi di dollari, che garantisce ulteriore flessibilità per sostenere la crescita.

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