On minaccia Nike e Adidas. Dal fenomeno Zendaya ai profitti alle stelle

P. F.

21 Maggio 2026 - 16:52

On alza le stime sui margini di profitto 2026 dopo un primo trimestre in forte crescita. Il marchio svizzero punta su Zendaya e sull’Asia per insidiare Nike e Adidas.

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Per decenni il mercato degli articoli sportivi è stato un fortino quasi inespugnabile, presidiato principalmente da Nike e Adidas. Oggi, però, quel fortino ha una crepa che porta il nome di On. Il marchio svizzero ha infatti alzato le stime sui propri margini di profitto dopo un primo trimestre 2026 chiuso in forte crescita, confermando di giocare ormai nella prima fascia dell’abbligliamento sportivo mondiale.

A spingere l’azienda sono due leve molto diverse tra loro. Da un lato i conti, con vendite trimestrali in netto rialzo e una redditività attesa più alta del previsto. Dall’altro il marketing, con la collaborazione con Zendaya pensata per conquistare il pubblico più giovane. Il risultato? Un’ascesa che sta portando On a competere in direttissima con colossi americani un tempo imbattibili.

On minaccia Nike e Adidas sul mercato dell’abbigliamento sportivo

La revisione al rialzo delle stime conferma il momento florido della società elvetica. On prevede ora un margine operativo compreso tra il 19,5% e il 20% per l’intero 2026, in rialzo rispetto alla precedente forchetta del 18,5%-19%. Il margine lordo è stimato ad almeno il 64,5%, mentre resta confermato l’obiettivo di una crescita delle vendite di almeno il 23% nell’anno in corso.

Nata nel 2010 attorno alla tecnologia Cloud, un sistema di ammortizzazione progettato per assorbire gli impatti in modo morbido e garantire una spinta reattiva durante l’attività sportiva, l’azienda ha costruito la sua ascesa sul running di fascia alta e sta ora allargando il perimetro verso l’abbigliamento da tutti i giorni, seguendo una traiettoria che la mette a confronto diretto con Nike e Adidas sull’intero comparto.

Il fattore Zendaya e la spinta sul pubblico femminile

Tra le carte più forti dell’azienda c’è la collaborazione con Zendaya. L’attrice hollywoodiana, tra le figure più seguite dalla sua generazione, è ambasciatrice del marchio. Dietro a questa scelta, On punta a intercettare un pubblico più giovane e prevalentemente femminile, segmento finora meno presidiato dall’azienda.

Il co-CEO Caspar Coppetti ha confermato a Reuters che la linea di abbigliamento sportivo lanciata con la star di “Dune” e “Euphoria” sta andando bene. Per il dirigente i primi segnali sul fronte dell’abbigliamento e delle sneaker sono incoraggianti in ottica di crescita di lungo periodo, a riprova della volontà dell’azienda di non restare confinata nel solo comparto della corsa.

Le vendite trimestrali e l’exploit dell’Asia

Nel primo trimestre del 2026 le vendite sono cresciute del 26,4% a 831,9 milioni di franchi svizzeri, pari a circa 907,5 milioni di euro. Il risultato ha superato la stima media degli analisti, ferma a 822,5 milioni di franchi secondo i dati raccolti da LSEG. Il margine operativo trimestrale è salito al 21%, dal 16,5% di un anno prima.

La spinta più forte è arrivata dall’area Asia-Pacifico, che ha registrato una crescita delle vendite del 61,4%, sostenuta dall’espansione del marchio in Cina e Corea del Sud. Diverso il quadro in America, regione che pesa per oltre la metà del fatturato di On. Qui le vendite sono salite del 17,1% nel trimestre, un ritmo nettamente inferiore al 28,6% messo a segno un anno prima. È proprio questo rallentamento statunitense ad aver acceso la cautela degli analisti.

Lanci di prodotto e nuova guida aziendale

Secondo Coppetti la redditività ha beneficiato del successo di alcune nuove uscite. Le sneaker Cloudtilt, vendute tra i 170 e i 190 euro, sono state la scarpa più venduta nei punti Foot Locker in Europa nel mese di marzo, conferma di come una fascia di consumatori sia disposta a spendere per prodotti di qualità più alta.

Sul fronte societario, On ha rivisto la propria struttura di vertice. Dal 1 maggio i cofondatori David Allemann e Caspar Coppetti hanno assunto la guida come co-CEO. Alla stessa data Frank Sluis, in precedenza nel gruppo della grande distribuzione Ahold Delhaize, è entrato in azienda come direttore finanziario.

Il nodo Borsa e i rischi sui margini

Nonostante i conti positivi, la reazione dei mercati è stata fredda. Il 12 maggio, dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali, le azioni di On quotate negli Stati Uniti hanno azzerato i guadagni della fase pre-mercato per poi cedere circa il 4% nelle prime contrattazioni. Gli analisti hanno puntato il dito sul rallentamento della crescita americana, puntualizzando che, nonostante l’espansione in Asia, il minor ritmo di crescita negli USA rischia di erodere sul lungo periodo la sovraperformance dei margini.

Il titolo viaggia vicino ai minimi degli ultimi due anni, dopo un calo di oltre il 20% da inizio 2026. Il contesto è inoltre appesantito dallo shock dei prezzi dell’energia, che ha indebolito la fiducia dei consumatori in Stati Uniti ed Europa. Più favorevole il giudizio di altri esperti, secondo cui On sta gestendo bene i costi legati all’inflazione e potrebbe trarre ulteriore vantaggio da eventuali rimborsi sui dazi statunitensi.