Nike, negozi pieni e azioni in caduta. Cosa c’è dietro un crollo vicino all’80%?
Nike perde il 79,26% dal massimo del 2021: le ragioni della discesa, i target delle banche d’affari e un grafico che resta debole.
di Gerardo Marciano
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I dati intraday possono essere differiti fino a 15 minuti e hanno solo scopo informativo.
| Simbolo | NKE |
|---|---|
| ISIN | US6541061031 |
| Var. % | -2,88% |
| Apertura | - |
| Minimo oggi | - |
| Massimo oggi | - |
| Ultima chiusura | 39,325 |
| Minimo 52 sett. | 33,87 |
| Massimo 52 sett. | 67,78 |
| Resistenza 2 | 41,98 |
|---|---|
| Resistenza 1 | 41,23 |
| Prezzo di chiusura | 40,49 |
| Supporto 1 | 39,61 |
| Supporto 2 | 38,74 |
| RSI (14) | 67,8 |
| Volatilità media giornaliera (20 sedute) | 2,01% |
| Media mobile 50 sedute | 36,88 |
| Media mobile 200 sedute | 45,95 |
| MACD / segnale | 0,738 / 0,398 |
| ADX (14) | 28,0 |
| Bande di Bollinger (20, 2) | 34,28 - 40,29 |
| Ciclo dominante | 120 sedute, vicino al minimo del ciclo |
Dati di chiusura del 4 novembre 2026. Supporti e resistenze calcolati con i pivot point classici sulla seduta.
Nike è il più grande produttore mondiale di calzature e abbigliamento sportivo, con sede a Beaverton, nell’Oregon. Le azioni sono quotate al NYSE con ticker NKE (ISIN US6541061031) e fanno parte del Dow Jones e dell’S&P 500.
La società è stata fondata nel 1964 da Phil Knight e dal suo allenatore di atletica all’Università dell’Oregon, Bill Bowerman, con il nome di Blue Ribbon Sports: inizialmente distribuiva negli Stati Uniti le scarpe della giapponese Onitsuka Tiger. Il marchio Nike, con il logo dello Swoosh, è nato nel 1971. Knight, attraverso la holding di famiglia, controlla tuttora le azioni di classe A, che eleggono la maggioranza del consiglio; sul mercato sono negoziate le azioni di classe B.
Oltre a Nike, il gruppo possiede Jordan Brand e Converse. La produzione è affidata a fornitori terzi, soprattutto in Vietnam, Indonesia e Cina. Le vendite passano dai rivenditori sportivi, dai negozi monomarca e dai canali digitali diretti, che negli ultimi anni hanno avuto un peso crescente.
Le azioni seguono i consumi nei mercati principali (Nord America, Europa, Cina), la capacità di lanciare nuovi modelli di successo nel running e nel basket, i livelli di magazzino e la concorrenza di marchi in rapida crescita. Contano anche i dazi sulle importazioni negli Stati Uniti e il rapporto con i grandi rivenditori multimarca.
Nike perde il 79,26% dal massimo del 2021: le ragioni della discesa, i target delle banche d’affari e un grafico che resta debole.
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