Approvato il nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi: stop al vecchio Tuir dal 2027. Come cambia la struttura e le novità per famiglie e imprese.
Il nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi è stato approvato definitivamente. Il testo del decreto legislativo, composto da 377 articoli che mettono ordine nella tassazione dei redditi, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 4 giugno 2026. Non si tratta di una rivoluzione fiscale, ma solo della sistemazione e l’aggiornamento delle norme già in atto in materia di imposte sui redditi. In un unico testo sono state raccolte, quindi, misure e norme che finora erano sparse in centinaia di decreti e leggi che si sono succediti nel tempo.
Il vecchio Tuir, ormai in vigore da oltre quarant’anni, verrà sostituito dal 1° gennaio 2027 dal nuovo testo moderno e aggiornato.
Come è strutturato il nuovo Tuir?
Il nuovo Testo Unico è suddiviso in quattro Parti che a loro volta sono suddivise in Titoli, Capi e Sezioni. Il legislatore ha suddiviso le norme contenute seguendo questo schema:
- una parte generale;
- una parte speciale in cui è stato inserito il regime forfettario dei lavoratori autonomi;
- una parte dedicata alla tassazione minima globale;
- una parte che contiene varie disposizioni, norme transitorie e finale, che ospita misure temporanee, interpretazioni e abrogazioni.
Grazie al nuovo Testo Unico dovrebbero terminare la interpretazioni, i vuoti normativi e le contraddizioni colmate da circolari, risoluzioni e interpelli.
Le novità per famiglie, lavoratori e privati
Il nuovo Testo Unico comporta una serie di aggiornamenti che hanno effetti sui contribuenti privati.
Per gli oneri deducibili e detrazioni:
- l’articolo 10 è arricchito di nuove disposizioni come la possibilità per i giovani lavoratori con primo accredito contributivo dal 1° gennaio 2025 di versare all’Inps una maggiorazione volontaria;
- per i mutui ipotecari contratti prima del 1° gennaio 1993 il limite di interessi passivi detraibili è fissato a 2.065,83 euro (invece di 2.065,87 euro).
L’obbligo di tracciabilità per le detrazioni al 19% viene generalizzato prevedendo deroghe razionalizzate in un unico comma.
Viene riconosciuta la detassazione dei rimborsi spese erogati alle Forze armate, alle Forze di Polizia e al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco per le trasferte e le missioni in territorio italiano senza obbligo di tracciabilità (decorrenza dal 1° gennaio 2025).
Novità dei regimi speciali
La Parte III del nuovo Tuir è interamente dedicata all’Imposizione minima globale che riordina organicamente le regole della global minimum tax (Pillar Two) introdotta da un decreto del 2023 in attuazione della Direttiva UE 2523/2022.
La Parte II del Testo Unico è dedicata, invece, alle disposizioni speciali e in essa trovano spazio:
- cedolare secca;
- regime forfettario;
- regime impatriati;
- regime rientro docenti e ricercatori dall’estero;
- detassazione premi produttività;
- flat tax per gli insegnanti che svolgono ripetizioni private;
- esenzioni per le borse di studio.
Cosa succede ora?
Il nuovo Tuir sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale per poi entrare in vigore dal 1° gennaio 2027.
Maurizio Leo, viceministro dell’Economia, sottolinea che:
Siamo a un passo dal completare una riforma fondamentale per la nostra Nazione. Con l’approvazione definitiva del TUIR, manca ormai soltanto il Testo Unico sull’Accertamento per chiudere il ciclo dei testi normativi di riordino.
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