Ci siamo, torna il BTP Valore, settima emissione. L’annuncio del MEF sui tassi minimi garantiti e sul codice ISIN.
BTP Valore, settima emissione: ormai si sa tutto. Il MEF ha annunciato oggi, come da attese, i tassi minimi garantiti e il codice ISIN della settima edizione del Titolo di Stato rivolto esclusivamente alla platea dei piccoli risparmiatori italiani, dunque agli investitori retail, concepito dal governo Meloni.
L’annuncio del primo BTP Valore del 2026 era arrivato agli inizi del mese, giovedì 5 febbraio 2026, quando il Tesoro-MEF aveva presentato le caratteristiche principali del Titolo di Stato. Titolo di Stato ormai ai nastri di partenza, visto che l’emissione partirà lunedì prossimo, 2 marzo 2026, andando avanti fino alle ore 13 di venerdì prossimo, 6 marzo, salvo chiusura anticipata.
Leggi l’analisi Conviene comprare il BTP Valore marzo 2026? pubblicata su Money.it Premium alla luce dei tassi minimi garantiti comunicati dal MEF.
BTP Valore, l’annuncio del MEF su tassi minimi garantiti e codice ISIN
Il MEF-Ministero dell’Economia e delle Finanze guidato da Giancarlo Giorgetti ha annunciato oggi, venerdì 27 febbraio 2026, che il prossimo BTP Valore - Titolo di Stato con scadenza a 6 anni, a marzo 2032 - assicurerà tassi minimi pari a:
- Dal 1° al 2° anno al 2,50%.
- Dal 3° al 4° anno al 2,80%.
- Dal 5° al 6° anno al 3,50%.
Il codice ISIN del titolo durante il periodo di collocamento è IT0005696320.
Attenzione a chi vuole inserire questa settima edizione nel proprio portafoglio.
I tassi minimi garantiti potranno essere solo confermati o rivisti al rialzo alla fine del collocamento, qualora le condizioni di mercato lo richiedessero.
In poche parole, le cedole potranno essere ancora più ghiotte.
Primo BTP Valore del 2026: la durata del Titolo e il premio fedeltà
Il collocamento del prossimo BTP Valore - Titolo di Stato che è stato creato dal governo Meloni per invogliare la partecipazione dei risparmiatori italiani al debito pubblico di casa - avrà luogo da lunedì 2 a venerdì 6 marzo 2026 (fino alle ore 13), salvo chiusura anticipata.
Il Titolo di Stato che avrà una durata di 6 anni, assicurando cedole crescenti nel tempo pagate ogni tre mesi, secondo un meccanismo “step-up” di 2+2+2 anni.
Il premio finale extra per chi lo acquista durante i giorni di collocamento e lo detiene fino alla scadenza, noto anche come premio fedeltà, sarà pari allo 0,8% del capitale nominale investito. Il Tesoro ha precisato che in occasione della settima emissione il premio finale extra non è indicizzato al PIL.
Sempre riguardo al premio fedeltà è importante sapere che, in caso di un’operazione di prestito titoli (o similari) che ha per oggetto BTP Valore (in cui il cliente assume il ruolo di prestatore), visto che il titolo passa nella disponibilità dell’intermediario prestatario, l’acquirente perde il diritto al premio finale extra.
Il MEF ricorda come acquistare il BTP Valore
Ma come potranno i piccoli risparmiatori e investitori retail acquistare il nuovo BTP Valore?
Il MEF ha ricordato le modalità di acquisto del titolo di Stato che finora ha riscosso grande successo tra i risparmiatori italiani, tanto che ormai si parla di BTP People.
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Così come nel caso delle precedenti emissioni il BTP Valore potrà essere acquistato esclusivamente dai piccoli risparmiatori attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online, o rivolgendosi al proprio referente in banca o all’ufficio postale presso cui si possiede un conto corrente con il conto deposito titoli.
Non è prevista alcuna commissione bancaria a carico degli investitori per l’acquisto all’emissione, come per gli altri titoli di Stato a medio-lungo termine, mentre le commissioni per la vendita anticipata o l’acquisto successivo all’emissione sono quelle che sono state concordate con la propria banca.
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L’investimento minimo, la tassazione ed esclusione da calcolo ISEE
In evidenza gli altri dettagli che hanno sempre caratterizzato questa categoria di Titoli di Stato, noti anche come BTP di Meloni, visto l’obiettivo della stessa Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di incentivare l’acquisto di nuove fette del debito pubblico dell’Italia attraverso questi bond sovrani:
- L’investimento potrà partire da un minimo di 1.000 euro, avendo sempre la certezza di veder sottoscritto l’ammontare richiesto.
- Il titolo viene acquistato alla pari e senza commissioni durante i giorni di collocamento, fermi restando i costi di gestione del conto titoli o del trading online richiesti e concordati con la propria banca laddove presenti.
- Prevista la consueta tassazione agevolata per tutti i buoni del Tesoro al 12,5% su cedole e premio finale extra, l’esenzione dalle imposte di successione, nonché l’esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato.
Il collocamento del nuovo BTP Valore, ha concluso il MEF, avrà luogo sulla piattaforma MOT (il mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa Italiana) tramite tre banche dealers, Intesa Sanpaolo S.p.A., UniCredit S.p.A. e Banco BPM S.p.A. e due banche co-dealers, Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e ICCREA Banca S.p.A.
BTP Valore, precisazioni su come acquistarlo
Occhio anche alle risposte che il MEF ha dato ad alcune domande che i piccoli risparmiatori potrebbero porsi prima di decidere di acquistare, in generale, i BTP Valore.
Nello spiegare in che modo può avvenire l’acquisto di questa tipologia di Titoli di Stato italiani, il Tesoro ha fatto alcune precisazioni, indicando che il BTP Valore può essere sottoscritto sia che si disponga di un Libretto Postale che di un Conto Corrente presso il Banco Posta.
In generale, ha puntualizzato Via XX Settembre, per poter sottoscrivere il BTP Valore occorre che per il risparmiatore siano soddisfatte congiuntamente le seguenti condizioni:
- Aver sottoscritto il contratto sui servizi di investimento.
- Aver effettuato il Questionario di profilazione MIFID e che questo sia ancora in corso di validità e non scaduto.
- Essere stato classificato ai fini MIDIF.
- Disporre di un deposito titoli associato al Libretto Postale o al Conto Corrente.
Cosa deve sapere chi vuole vendere il BTP Valore prima della scadenza
Ma chi lo ha acquistato e volesse venderlo prima della scadenza, cosa deve sapere?
È possibile vendere il BTP Valore prima della scadenza? A che condizioni?
La vendita, ha risposto il MEF, può avvenire subito.
Di fatto, a partire dal giorno di prima negoziazione sul MOT il titolo può essere venduto o acquistato alle condizioni di mercato.
Il Tesoro ha fatto notare a tal proposito che, per le sue caratteristiche cedole crescenti nel tempo, questo titolo “ tende ad essere meno sensibile ad eventuali futuri movimenti dei tassi di mercato, offrendo in questo modo, in caso di vendita prima della scadenza, una maggiore protezione del capitale rispetto ai tradizionali BTP di pari durata ”.
Il meccanismo delle cedole trimestrali spiegato dal MEF. La simulazione
Ancora, tra i dubbi che un piccolo risparmiatore potenzialmente interessato ad acquistare il Titolo di Stato, ci saranno quelli che riguardano il pagamento delle cedole.
Come avverrà? Quando si può passare all’incasso? Il Tesoro ha rimarcato che, per questa settima emissione del BTP Valore, la frequenza di pagamento delle cedole sarà su base trimestrale e che le cedole, come nelle precedenti emissioni, “saranno calcolate sulla base di tassi cedolari nominali annui prefissati e crescenti nel tempo (secondo il meccanismo ’step-up’)”.
Meccanismo step-up che è stato così spiegato:
“Il meccanismo dello step-up prevede che le cedole corrisposte siano progressivamente crescenti nel tempo. Si supponga ad esempio un BTP Valore con 2 serie di cedole step-up, a-b: ogni anno avrà un suo specifico tasso secondo una progressione crescente. Per i primi x anni vi sarà un tasso a, mentre per i secondi y anni un tasso b (con b>a)”.
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Cedole, la differenza tra il BTP Valore e altri Titoli di Stato
Rimarcata la caratteristica delle cedole, che “verranno corrisposte ogni tre mesi, invece di ogni sei mesi come avviene per gli altri Titoli di Stato, offrendo così all’investitore una maggiore frequenza di flussi di cassa ”.
Il Tesoro ha fatto una simulazione, prendendo come esempio un potenziale investimento di 1.000 euro in un BTP Valore con un tasso cedolare annuale del 4%, facendo così notare che, in caso di cedole semestrali, ogni anno l’investitore riceverebbe due cedole, ognuna pari al 2% del capitale investito.
Nel caso del BTP Valore invece, che assicura invece cedole trimestrali, ogni anno l’investitore riceverebbe quattro cedole, ognuna pari all’1% del capitale investito.
Le risposte del MEF ai dubbi sul premio fedeltà
Ma cosa succede al premio finale extra nel caso di trasferimento del BTP Valore a titolo successorio a seguito di morte dell’originario investitore? Gli eredi potranno beneficiare del premio fedeltà?
Il Tesoro ha risposto che, nel caso di successione “mortis causa”, gli eredi che entrano in possesso del titolo acquistato all’emissione dal “de cuius” potranno beneficiare del premio finale extra.
Rimane tuttavia in essere la condizione che il BTP Valore venga detenuto in portafoglio fino alla sua scadenza.
E quali sono le conseguenze sul premio finale extra in caso di trasferimento del BTP Valore tra Depositi Titoli intestati a persone fisiche parzialmente in modo diverso (in sede di acquisto all’emissione immesso in Deposito Titoli intestato A-B e successivamente trasferito in Deposito Titoli intestato A-B-C).
Si verifica per caso una riduzione proporzionale del premio?
Così Via XX Settembre:
Il principio di fondo che regola l’ottenimento del premio finale extra è il possesso continuato per tutta la durata del titolo, cioè dall’acquisto durante il periodo di collocamento alla scadenza. Per cui, nel caso di trasferimento del titolo tra conti anche diversamente cointestati, è importante che alla scadenza del titolo almeno uno dei cointestatari all’epoca dell’acquisto all’emissione figuri quale intestatario del conto titoli. Diversamente, l’intermediario, non sussistendo più i requisiti per il riconoscimento del premio finale extra, provvede a richiedere alla Monte Titoli la sostituzione del codice ISIN ’speciale’ con quello regolare.
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BTP Valore, pilastro della strategia del debito di Meloni. Ma c’è chi dice no
Pilastro della strategia di gestione del debito pubblico da parte del governo Meloni, il BTP Valore ha diviso in due l’opinione pubblica dell’Italia.
Da un lato, i suoi sostenitori, che condividono l’idea di fondo della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha fatto di questo Titolo di Stato uno dei cavalli di battaglia del suo governo.
Finora, il BTP Valore ha avuto successo in fasi economiche diverse: sia durante il periodo in cui l’inflazione dell’area euro è rimasta ostinatamente alta, e in cui la BCE ha alzato i tassi di interesse, che negli ultimi due anni, a partire dal 6 giugno 2024, quando la Banca centrale europea ha fatto la grande svolta, iniziando ad allentare la propria politica monetaria, e dunque a tagliare il costo del denaro. Prima di fermarsi, come ha dimostrato l’esito della prima riunione del 2026, ovvero la conferma dello status quo per la quinta volta consecutiva.
Non sono mancate in questi ultimi anni aspre critiche da parte di alcuni economisti ed esperti verso il disegno del governo Meloni di nazionalizzare il debito pubblico.
L’economista e professore alla Bocconi Carlo Alberto Carnevale-Maffè ha parlato per esempio di manipolazione, sottolineando come l’intento dell’esecutivo dovrebbe essere più quello di sostenere la vendita di nuove fette di debito pubblico agli investitori istituzionali che ai piccoli risparmiatori.
“È un’operazione di manipolazione. Il governo emetta il suo debito e lo offra agli investitori istituzionali. Pensare di mettere il debito pubblico - che è un asset class comunque rischioso - nei portafogli degli italiani, disintermediando la consulenza finanziaria, è un’operazione diseducativa. Non bisogna vendere caramelle ai bambini drogandole con tassi di prelievo fiscale che sono la metà di quelli del capitale investito in logica produttiva. E le ragioni sono del tutto disfunzionali, perché in questo modo viene assunto implicitamente il rischio di un default. Nel dire di desiderare che il debito italiano sia in mano agli italiani, io sto sostanzialmente ammettendo un rischio di default e sto ammettendo di essere pronto a fare un’operazione di repressione finanziaria”.
Interpellato da Money.it, l’economista Carnevale-Maffè ha anche fatto notare che non ci sono poi alla fine tutti questi grandi motivi per brindare al calo dello spread BTP-Bund.
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