Android introduce una nuova funzione anti-spoofing che rileva le chiamate false e protegge dagli scam telefonici. Ecco come funziona.
L’era degli smartphone ha semplificato la nostra vita sotto numerosi punti di vista, tuttavia ha aperto le porte anche alle insidiose chiamate spam che, almeno una volta al giorno, interrompono la nostra quotidianità. Oltre a essere fastidiose, dietro a queste telefonate si celano talvolta tentativi di truffa sofisticati, volti a indurci in inganno e a fornire ai malintenzionati dati estremamente sensibili.
Tra i pericoli più insidiosi troviamo il Caller ID Spoofing, una strategia che consente al criminale di chiamare usando il proprio numero telefonico, nascosto dal sistema al malcapitato di turno che, sul proprio smartphone, vedrà apparire un contatto noto come la banca, un ente pubblico o perfino un familiare.
Vedendo un numero fidato, non solo si è più inclini ad accettare la chiamata, ma si manterrà una guardia bassa durante la conversazione, tanto da rischiare di fornire dati sensibili o seguire le istruzioni del chiamante. Tuttavia, i possessori di Android potranno presto tirare un sospiro di sollievo grazie all’introduzione di una nuova tecnologia per contrastare lo Spoofing.
Come funziona il nuovo sistema anti-spoofing di Android
Google alza ancora il livello di sicurezza degli smartphone Android introducendo una nuova tecnologia pensata per contrastare una delle truffe telefoniche più diffuse degli ultimi anni: lo spoofing del numero chiamante.
Con la diffusione dell’Intelligenza Artificiale il Caller ID Spoofing è diventato ancora più insidioso, tanto da trarre in inganno perfino le persone più attente. Oltre a nascondere il proprio numero dietro a un contatto noto al malcapitato, i truffatori attraverso l’IA riescono persino a clonare la voce di una persona conosciuta per rendere la farsa ancora più credibile.
Nel 2025 grazie all’interessamento di AGCOM sono state bloccate ben 43 milioni di chiamate truffa, e seppur la strada sia ancora molto lunga, il prossimo aggiornamento di Android aggiunge un livello di sicurezza in più per i consumatori. La nuova tecnologia rilasciata da Google verifica l’autenticità di una chiamata, prima che l’utente risponda, grazie all’architettura RCS.
Il Rich Communication Services è un sistema già noto ai possessori di dispositivi Android, Google lo ha introdotto per sostituire gli SMS tradizionali ormai da qualche anno. Questa architettura consente di inviare messaggi più avanzati e include funzioni di sicurezza e verifica dell’identità capaci di confermare chi sta davvero comunicando con chi.
Con il nuovo aggiornamento di Android, quando si riceve una chiamata, il telefono del mittente invia una sorta di firma digitale tramite RCS. Il dispositivo ricevente verifica che tale firma corrisponda effettivamente al numero visualizzato; in caso di anomalie, il sistema avvia un controllo aggiuntivo. Se il telefono reale del contatto segnala che non sta effettuando alcuna chiamata, l’app riconosce che il numero è stato falsificato (spoofing) e mostra un avviso di rischio all’utente, suggerendo di non rispondere o di agganciare immediatamente.
Quando sarà disponibile e come attivarlo
La nuova funzione anti-spoofing arriverà inizialmente sugli smartphone Pixel attraverso l’aggiornamento Android Drop previsto per giugno 2026, successivamente Google prevede di estendere il supporto anche ai dispositivi di altri produttori.
Per utilizzare il sistema di rilevamento delle chiamate false, lo smartphone deve essere aggiornato ad Android 12 o versioni successive. Inoltre, affinché il controllo funzioni correttamente, sia il chiamante che il destinatario devono avere i servizi RCS attivi e le app Google Telefono, Contatti e Messaggi installate e configurate.
La funzione anti-spoofing sarà attivata automaticamente per impostazione predefinita, ciò nonostante gli utenti che lo desiderano potranno disabilitarla dalle impostazioni del telefono in qualsiasi momento.
Privacy: cosa succede ai dati?
L’utilità dell’introduzione della tecnologia RCS anche alle chiamate è fuori discussione, ad ogni modo molti utenti potrebbero nutrire dei dubbi in merito alla propria privacy. Dopotutto, il controllo effettuato durante la chiamata, almeno a parole, sembra estremamente intrusivo.
Le rassicurazioni arrivano direttamente da Google, il colosso ha infatti assicurato che la nuova funzione è stata ideata nel rispetto della privacy degli utenti. L’intero processo di verifica avviene infatti direttamente tra i due dispositivi coinvolti, senza passare attraverso server cloud. Ciò è possibile perché i token utilizzati per l’autenticazione sono protetti da chiavi crittografiche a cui non possono accedere né Google, né i produttori degli smartphone, né gli operatori telefonici.
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