Notizie false sulla trattativa governo-UE, il corrispondente Caizzi contro il Corriere

Alessandro Cipolla

9 Gennaio 2019 - 16:00

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Duro messaggio del corrispondente a Bruxelles Ivo Caizzi alla redazione del Corriere della Sera: per il giornalista il direttore Luciano Fontana avrebbe dato notizie inesistenti sulla trattativa in merito alla manovra italiana.

Approvata la legge di Bilancio ed evitata la procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea, ecco che la manovra continua a far discutere. Questa volta però a far parlare è la disputa tutta interna al Corriere della Sera.

Con una mail inviata al comitato di redazione, il corrispondente a Bruxelles del quotidiano di via Solferino Ivo Caizzi ha infatti accusato il suo direttore, Luciano Fontana, di aver dato notizie inesistenti in merito alla trattativa che c’è stata tra il nostro governo e l’Unione Europea.

Caizzi ha quindi chiesto alla redazione di “verificare e valutare” il comportamento di Fontana, con il direttore del Corriere della Sera che ha replicato, dopo che il contenuto della mail del corrispondente è diventato di dominio pubblico, con una lettera inviata ai suoi giornalisti.

La mail di Ivo Caizzi alla redazione

Cari colleghi del Cdr del Corriere
p.c. alla Redazione e alla Direzione

Nella solita massima trasparenza interna, chiedo al Comitato di redazione – in base al suo dovere di tutela dell’attendibilità e dell’indipendenza del Corriere e dei suoi giornalisti – di verificare e valutare il comportamento del direttore Luciano Fontana nella copertura della trattativa tra Unione europea e Italia sulla manovra di bilancio 2019, in relazione a quanto documentalmente provato con 5 allegati.

Inizio dall’1 novembre scorso, quando Fontana apriva il giornale titolando in prima pagina su una “procedura d’infrazione” Ue contro l’Italia (foto 1) inesistente, oltre che tecnicamente impossibile, in quella data. In trenta anni non ricordo un’altra “notizia che non c’è” simile in quella collocazione sul Corriere. Anche perché Fontana potrebbe aver dato il massimo risalto possibile a quello “scoop” pur sapendo che non si era mai arrivati nemmeno alla fase iniziale della proposta tecnica dei commissari Ue. Aggiungeva, infatti, in piccolo in prima: “a meno di cambiamenti di rotta sostanziali”. In pratica si strilla nel titolo “L’ITALIA PERDERA’” e si infila tra le righe “se non vince o pareggia”. In questo modo si potrebbero fare “scoop” simili in serie: “IL PREMIER CADRA’, se non resterà in sella”, “L’IMPUTATO SARA’ CONDANNATO, se non verrà assolto”, “QUEL PRETE SARA’ BEATIFICATO, se non è un pedofilo”, “TIZIO MORIRA’, se non vivrà”.

Per fortuna al Corriere il direttore può sottovalutare e dare poco spazio a notizie certe, ma non eliminarle. Così:

1) Il 4 novembre il Corriere rivelava (foto 2) che i governi più influenti avevano incaricato di mediare un compromesso con l’Italia – sulla manovra – il presidente dell’Eurogruppo Centeno, che guida l’organo politico che di fatto decide sull’eventuale procedura d’infrazione.

2) Il 6 novembre il Corriere riportava (foto 3) – nel mini-spazio concesso dal direttore per un argomento di tale rilevanza e complessità – la conferma ufficiale di Centeno, a nome dei 19 ministri finanziari dell’Eurogruppo, sulla scelta del dialogo e del compromesso con l’Italia. E la smentita delle anticipazioni sulla procedura contro l’Italia da parte della Commissione Ue, che tramite Moscovici le bollava come “fake news” e indicava come prioritaria la linea del “dialogo, dialogo, dialogo” con Roma.

3) Il 7 novembre il Corriere, sempre in uno spazio breve (allegato 4), informava sui 28 ministri finanziari dell’Ecofin, che devono ratificare le decisioni dell’Eurogruppo, e che – tramite il presidente Loger – confermavano la trattativa e l’aspettativa di sviluppi positivi con l’Italia.

Ma Fontana, lo stesso 7 novembre, faceva pubblicare – con risalto e ampio spazio – un retroscena che iniziava con una incredibile smentita del pezzo della pagina precedente e degli altri due del Corriere già usciti sulla trattativa in corso perché le notizie non sarebbero esistite nell’Eurogruppo e nell’Ecofin (nonostante le conferme dei due presidenti).

Lo so, sembra incredibile. Ma leggete la foto 5: “Gli incontri dei ministri finanziari di questi giorni a Bruxelles hanno prodotto il risultato previsto e non ciò che, al contrario, NON E’ MAI NEPPURE STATO IN DISCUSSIONE. Non c’è stato nessun passo verso un compromesso fra la Commissione europea e l’Italia, né alcun vero negoziato. Al contrario, dall’Eurogruppo e dall’Ecofin è emerso solamente il sostegno di 18 Paesi dell’area euro e di tutti gli altri esterni alla moneta unica per la posizione della Commissione contro il bilancio del governo di Giuseppe Conte”.

Vi risparmio (pronto a integrare, se servisse) quanto poi successo con altre notizie sui positivi sviluppi della trattativa Ue-Italia, fino al Corriere di Fontana unico – tra i maggiori quotidiani – a non mettere in pagina un pezzo da Bruxelles quando la Commissione Ue ha ufficializzato l’esito positivo nella trattativa con l’Italia sulla manovra.

Quello che conta è che il Cdr – nell’interesse del Corriere, dei suoi giornalisti e dei suoi lettori – chiarisca:
a) Se il comportamento del direttore Fontana sia stato corretto.
b) Se si può aprire la prima pagina del Corriere con “una notizia che non c’è” del genere.
c) Se il direttore non debba limitarsi a imporre la sua linea attraverso editoriali, opinioni e commenti.
d) Se il direttore ritiene che le “notizie” con annuncio della procedura e smentita della trattativa UE-Italia possano aver influito – magari anche marginalmente e inconsapevolmente – sui mercati finanziari: favorendo di fatto mega-speculatori, che in quei giorni scommettevano capitali ingenti sulla destabilizzazione dell’Italia (e sui conseguenti crolli in Borsa e aumenti degli spread sui titoli di Stato italiani).
e) Se l’attendibilità del Corriere non vada difesa meglio, almeno per ridurre le perdite di copie (con la direzione Fontana siamo già a circa – 120 mila, secondo i dati Ads sulla diffusione totale).
f) Se possiamo augurarci che, dal 2019, il Corriere possa tornare a fare la sua tradizionale “informazione indipendente di qualità” garantendo sempre la massima attendibilità delle notizie: dalla prima all’ultima pagina.

Ivo Caizzi
31 dicembre 2018

Cari colleghi del CdR,
al Corriere sappiamo che nell’informazione è fondamentale – oltre all’attendibilità – anche la completezza. Pertanto integro le precedenti informazioni segnalandovi – senza aggiungere alcun commento – che il direttore Fontana, oggi, nel suo fondo in prima, ha sostenuto su UE & manovra:

“Con l’Europa si è trovato quel compromesso ragionevole che questo giornale ha sempre auspicato”.

I. C.
2 gennaio 2019

La lettera di Luciano Fontana ai giornalisti del Corriere

Cari Colleghi,

Una lettera interna finita su un’altra testata mi spinge a scrivervi per chiarire alcuni punti e per evitare che interpretazioni senza fondamento del nostro lavoro danneggino il nostro giornale.
Il settimanale Panorama, diventato di proprietà dell’editore della Verità, ha pubblicato nei giorni scorsi un’intervista al Presidente del Consiglio Conte che sui giorni della trattativa con la Ue risponde quanto segue:
Quali sono stati i momenti più critici della trattativa?
“Il primo sicuramente quando siamo andati a cena a Bruxelles“ .
Perché?
“Ho chiamato Junker per concordare l’appuntamento e – dietro un tono che formalmente era impeccabile – ho avvertito la certezza che c’era una decisione presa e che consideravano l’Italia fuori”.
È evidente quello che è accaduto tra Italia, Commissione e altri Paesi della Ue. La manovra italiana presentata con un deficit al 2,4% è stata respinta categoricamente e in tutte le sedi è stata giudicata passibile di procedura d’infrazione.
Il Corriere ha raccontato con rispetto dei fatti sia le minacce di procedura che la trattativa, come dimostrano gli articoli pubblicati in apertura di pagina e dedicati all’iniziativa di dialogo di Mario Centeno, presidente dell’Eurogruppo.
È davvero inverosimile che si giudichi il risultato finale (l’accordo tra Italia e Ue) per dire che i passi iniziali verso la procedura d’infrazione non fossero veri (tra l’altro raccontati da tutti i giornali del mondo e respinti all’inizio dal nostro governo che affermava non avrebbe mai cambiato il numerino del 2,4%). Come se in mezzo e nella trattativa non fosse accaduto nulla: come se il governo italiano, con Conte mediatore, non avesse accettato una sensibile revisione del deficit al 2% e non avesse reintrodotto pesanti clausole di salvaguardia per rispettare gli impegni con l’Europa.
Pensiamo che sia stato giusto arrivare a un accordo, che fa bene all’Italia e all’Europa. Ma questo non cancella il duro scontro iniziale e tutti i passi indietro che hanno portato all’intesa. Abbiamo raccontato l’intero percorso con oggettività.
Forse si voleva invece raccontare il mondo immaginario delle feste sul balcone e dei numerini che non sarebbero cambiati mai. Ma questo al Corriere non è mai accaduto e mai accadrà.

Luciano Fontana

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