Nokia è viva e vegeta. E cresce del 140% l’anno

P. F.

29 Maggio 2026 - 13:32

Le azioni Nokia sono salite di oltre il 140% nel 2026 grazie alle reti ottiche per i data center e all’intelligenza artificiale. Ma la valutazione del titolo finlandese inizia a complicarsi.

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Per anni Nokia è rimasta impressa nella memoria collettiva come un’azienda del passato, quella dei cellulari indistruttibili e del gioco “Snake”, prima di andare incontro a un declino che è diventato un monito per tutta l’industria tecnologica. Peccato che, da una parte, sia un’immagine ingiusta, perché il marchio finlandese non ha mai chiuso i battenti: ha solo lasciato la vetrina dei consumatori per spostarsi in un settore meno visibile e più difficile da raccontare, quello delle reti e delle infrastrutture per gli operatori.

Adesso l’intelligenza artificiale l’ha rimessa di colpo sulla mappa: secondo Bloomberg le azioni Nokia sono salite di oltre il 140% nel 2026, il quarto miglior rendimento dell’indice Stoxx Europe 600, tornando a livelli che non si vedevano dal 2008.

Nokia è cresciuta del 140% in un anno

A trainare Nokia non sono stati i telefoni ma le sue reti ottiche, sistemi che trasmettono informazioni tramite impulsi di luce attraverso fibre ottiche, invece dei tradizionali cavi elettrici. Sono più veloci, più efficienti e capaci di gestire volumi di dati molto superiori.

Agli occhi degli investitori, l’azienda ha smesso di essere un vecchio fornitore di dispositivi per le telecomunicazioni e si è trasformata in un player interessante per l’infrastruttura che regge l’avanzata dell’intelligenza artificiale. Qui serve, tuttavia, una precisazione: la società protagonista del rialzo è Nokia Oyj, non HMD Global.

La distinzione conta: HMD vende su licenza i cellulari a marchio Nokia, mentre Nokia Oyj è la compagnia finlandese quotata in borsa. Le due realtà si sono separate nel 2014 con la cessione della divisione cellulari a Microsoft, e da allora il nome ha viaggiato su due binari: quello del marchio ancora familiare ai consumatori e quello del gruppo industriale attivo nel mercato globale delle telecomunicazioni.

Il vero motore dell’azienda si trova in uno strato che di solito resta sotto la parte più visibile dell’AI, quello relativo alle reti ottiche necessarie ai data center per spostare in fretta le informazioni tra i sistemi di calcolo. Proprio in questo campo l’acquisto di Infinera, società specializzata in reti ottiche, ha rafforzato al momento giusto il potere del gruppo Nokia. Lo confermano anche i dati raccolti da Bloomberg: nel primo trimestre del 2026 le vendite legate all’intelligenza artificiale sono cresciute del 49%, ad aprile sono salite le stime per i comparti esposti ai clienti del cloud e Nvidia ha investito un miliardo di dollari nell’azienda finlandese.

Ma la valutazione che si complica

Il rally in Borsa ha però messo Nokia in una posizione delicata, perché a ogni rialzo del titolo diventa più difficile giustificare le valutazioni. Bloomberg stima un rapporto prezzo/utili prospettico sui prossimi dodici mesi intorno alle 36 volte, oltre il doppio delle circa 17 volte di inizio anno.

A invitare alla prudenza è soprattutto un dato: il segmento legato a intelligenza artificiale e cloud, che alimenta gran parte della nuova narrativa sul titolo, nel primo trimestre ha inciso appena per l’8% del fatturato. Oltre la metà dei ricavi continua infatti ad arrivare dalla divisione delle reti mobili, che però viaggia su margini più bassi rispetto al comparti legati all’AI. Una zavorra che pesa su ogni lettura ottimistica, tanto più che gli operatori hanno ridotto gli investimenti negli ultimi anni e la stessa Nokia ha perso commesse importanti negli Stati Uniti.

Resta quindi uno scoglio: il mercato non perdona le seconde occasioni quando il prezzo d’ingresso è troppo alto e, dopo un balzo superiore al 140%, a Nokia non basta più mostrare di avere un piede nella tecnologia del futuro. Adesso deve dimostrare che quella scommessa si traduca in ricavi e margini concreti.

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