A New York più contagiati che a Hubei: nuovo record per gli USA

New York è il nuovo epicentro del coronavirus: è stata superata la provincia cinese Hubei per numero di contagiati. Un triste primato per lo Stato USA, in piena emergenza epidemia.

A New York più contagiati che a Hubei: nuovo record per gli USA

Gli USA hanno raggiunto un nuovo triste record ai tempi del coronavirus: ora lo Stato di New York ha più contagiati della provincia cinese di Hubei.

Dopo aver superato a livello nazionale il Paese asiatico per numero di casi positivi, la potenza statunitense ha aumentato il suo drammatico vantaggio. L’epicentro della pandemia, quindi, ha ormai cambiato coordinate geografiche.

Gli Stati Uniti si stanno scoprendo piuttosto fragili dinanzi alla diffusione ormai grave della COVID-19. E proprio lo Stato più rappresentativo degli USA, New York, è stato colpito duramente dall’epidemia. L’emergenza qui è molto grave e il bilancio di malati e vittime drammatico, tra urgenze a livello sanitario e continue richieste di sostegno al presidente Trump.

New York supera Hubei per contagiati da COVD-19

Lo Stato di New York ha riportato un aumento di 9.300 casi di coronavirus martedì 31 marzo, raggiungendo la soglia dei 76.000 contagiati totali. E, soprattutto, superando la provincia cinese di Hubei, ormai ex epicentro della pandemia.

New York si trova in una situazione di forte emergenza e conta la maggior parte delle infezioni in tutti gli Stati Uniti. L’epidemia cinese, che è stata contenuta dopo due mesi, è stata in gran parte confinata a Hubei, che ha registrato 67.801 casi al 30 marzo.

Con una popolazione di solo un terzo della provincia cinese - 20 milioni di persone risiedono nello stato di New York mentre 60 milioni vivono a Hubei - New York si è imposto come il nuovo epicentro dell’epidemia, che ora ha infettato oltre 788.000 persone e ucciso più di 37.800 persone in tutto il mondo.

Il bilancio delle vittime nello Stato USA supera i 1.500, mentre è più di 3.100 a Hubei. Qui la crisi ha raggiunto il culmine a febbraio, mentre il presidente Donald Trump stava ancora minimizzando i rischi per gli Stati Uniti.

Ora gli ospedali di New York sono sopraffatti dai pazienti e affrontano una grave e urgente carenza di forniture e attrezzature mediche, mentre i suoi operatori sanitari si stanno infettando.

Nella sola cittadina di New York ci sono quasi 40.000 persone positive.

Cosa succederà a New York?

Come affermato dal governatore di New York Cuomo, si aspettano giorni difficili nello Stato. La curva dei contagi, infatti, probabilmente è ancora in fase di ascesa.

Trump ha escluso un blocco totale o una quarantena severa negli USA e anche a New York, sebbene i residenti hanno ordine statale di restare a casa. Questa è senza dubbio una delle differenze maggiori con la Cina.

Le misure imposte a Hubei sono state quasi estreme, con isolamento dal resto della Cina in una quarantena di massa da fine gennaio per più di due mesi. Non sono mancati i disagi e le carenze anche gravi, visto che migliaia di persone non hanno potuto ricevere le cure mediche adeguate. Il cosiddetto cordone sanitario, però, ha lavorato per proteggere il resto della Cina dal virus.

A New York, come in tutti gli USA, la risposta della Casa Bianca è apparsa inadeguata e tardiva. La carenza di kit per i test, per esempio, significa che gli operatori sanitari stanno controllando solo i pazienti più malati. Probabilmente ci sono decine di casi non rilevati di persone infette con sintomi lievi o assenti.

Inoltre, le strutture ospedaliere sono già in sofferenza e i dispositivi di protezione, come le mascherine, scarseggiano.

Per questo, la notizia del nuovo epicentro di coronavirus a New York suona come allarmante.

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