Inflazione in rialzo shock: nei prossimi mesi scenderà davvero o ci aspetta un’estate di fuoco? Il sondaggio di Money.it
Nei prossimi mesi l’inflazione tornerà a scendere? E’ questa la domanda che Money.it pone ai suoi lettori alla luce degli ultimi andamenti economici.
Dopo un periodo di disinflazione, i dati più recenti mostrano un’accelerazione dei prezzi al consumo, trainata principalmente dal caro-energia legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Ma nei prossimi mesi (estate e autunno 2026) assisteremo a una discesa o il rialzo si protrarrà? Ecco un quadro aggiornato per orientare il vostro voto nel sondaggio.I dati recenti evidenziano un rimbalzo inatteso. In Eurozona ad aprile 2026 l’inflazione annuale ha raggiunto il 3%, il livello più alto da settembre 2023, mentre l’inflazione core (senza energia e alimentari) è scesa leggermente al 2,2%. In Italia il tasso è salito al 2,7% ad aprile dal 1,7% di marzo, con un aumento mensile dell’1,1%.
L’energia è schizzata del 9,2%, mentre i beni alimentari non lavorati e i servizi mostrano dinamiche più contenute. Il principale responsabile è il forte aumento dei prezzi del petrolio e del gas dovuto al conflitto in Medio Oriente e alle tensioni nello Stretto di Hormuz.Le previsioni per i prossimi mesi disegnano un quadro misto.
La BCE prevede un’inflazione media annua intorno al 2,6-2,7% nel 2026, con un picco nel secondo trimestre fino al 3,1% seguito da una graduale discesa nel terzo e quarto trimestre, grazie al calo atteso delle quotazioni energetiche. Nel 2027 dovrebbe tornare vicino al target del 2%. La Commissione Europea parla di inflazione UE al 3,1% nel 2026, con picco energetico nel secondo e terzo trimestre, per poi scendere al 2,4% nel 2027. In Italia, stime Istat e analisti indicano un’inflazione acquisita ancora bassa per l’anno, ma con rischi di persistenza nel breve termine se le materie prime non si calmierano.
Tra i fattori a favore della discesa ci sono l’effetto base statistico, l’apprezzamento dell’euro e la possibile ridirezionamento delle esportazioni cinesi, oltre a una domanda interna ancora debole. Tra i fattori di rischio al rialzo troviamo invece il prolungamento delle tensioni geopolitiche e nuovi shock energetici, gli effetti indiretti su trasporti, alimentari e salari, oltre alle aspettative dei consumatori balzate al 4% per i prossimi 12 mesi.Se l’inflazione resta elevata più a lungo del previsto, la BCE potrebbe rinviare tagli dei tassi o addirittura considerare rialzi. Questo impatterebbe mutui, rendimenti obbligazionari e BTP. Per le famiglie significa maggiore attenzione a carrello della spesa, bollette e contratti indicizzati.
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