Multe misure anti-Covid: si possono contestare? Quando e come fare ricorso

Isabella Policarpio

31 Dicembre 2020 - 12:04

31 Dicembre 2020 - 12:06

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Chi non rispetta le misure del decreto Natale, non indossa la mascherina e non si attiene al distanziamento sociale, può contestare la multa se pensa che sia ingiusta. Spieghiamo come fare.

Multe misure anti-Covid: si possono contestare? Quando e come fare ricorso

Le multe per chi non rispetta le misure anti-Covid stabilite da decreti e DPCM si possono contestare, al pari di ogni altra sanzione amministrativa.

Chi ha ricevuto una multa perché fuori di casa durante il coprifuoco, senza mascherina in pubblico o per altri comportamenti vietati, ha due possibilità:

  • pagare entro 5 giorni, beneficiando dello sconto del 30% sull’importo della multa

oppure

  • fare ricorso, se ritiene che la sanzione sia ingiusta

La contestazione può essere presentata sia al giudice di pace che al prefetto. Spieghiamo come fare, i tempi da rispettare e quali sono i motivi che giustificano il ricorso.

Ammesso il ricorso contro le multe per violazione di decreti e DPCM

Le misure in vigore prevedono diversi comportamenti che possono portare alla sanzione amministrativa da 400 a 1.000 euro (stabilita dal decreto Cura Italia):

  • uscire nelle ore del coprifuoco senza motivo di salute, lavoro e necessità;
  • uscire dal comune e dalla regione senza giustificato motivo (sia nei giorni di zona rossa che arancione);
  • non indossare la mascherina all’aperto;
  • creare assembramenti, sia nei luoghi aperti al pubblico che in casa.

Ognuna di queste multe può essere contestata tramite ricorso. Queste le parole del Ministero dell’Interno:

“Avverso il verbale sono ammessi scritti o documenti difensivi (entro 30 giorni ai sensi dell’art. 18 l.689/81), direttamente all’organo accertatore, ma in tal caso, ove non accolte le tesi difensive, non si potrà beneficiare dello sconto del 30% né della misura ridotta ma la sanzione sarà determinata tra il minimo ed il massimo della sanzione prevista. Solo avverso l’Ordinanza di potrà presentare ricorso al Giudice di Pace (art.6 D. Lgs. 150/11) entro 30 giorni.”

Motivi che non giustificano mai il ricorso

Nessuna sanzione amministrativa può essere contestata adducendo come motivo il fatto che non si fosse a conoscenza del provvedimento locale o ministeriale che sancisce i divieti. In ambito legale, infatti, vale il principio inderogabile ignorantia legis non excusat, letteralmente “l’ignoranza della legge vigente non è una giustificazione”.

Altro motivo che non è mai ammesso in sede di contestazione è il presunto trattamento discriminatorio ricevuto dalle Forze dell’ordine; ipotesi che viene a crearsi, ad esempio, quando in presenza di un gruppo di persone senza mascherina il vigile fa la multa soltanto ad alcuni di loro.

Questo principio è stato ribadito dalla giurisprudenza amministrativa in diverse occasioni (Cons. St. sez. VI, 10 maggio 2013, n. 2548 e 8 luglio 2011, n. 4124) e afferma che:

“In caso di disparità di trattamento, il destinatario di un provvedimento illegittimo non può invocare, come sintomo di eccesso di potere, il provvedimento più favorevole illegittimamente adottato nei confronti di un terzo che si trovi in analoga situazione.”

Come contestare la multa: procedura e tempi

Chi ha un valido motivo per contestare la sanzione deve raccogliere dati e informazioni utili a proporre il ricorso e a dimostrare la propria innocenza.

Entro il termine tassativo di 30 giorni dalla ricezione della sanzione, occorre inviare gli scritti difensivi alle Autorità indicate nel verbale della multa.

Se la sanzione è stata emessa dai vigili urbani, la contestazione va inviata al Comune; se emessa dalla Polizia provinciale alla Provincia, mentre per le multe fatte da Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Carabinieri la contestazione va inviata al prefetto o al giudice di pace.

Il mezzo per proporre il ricorso è via PEC o raccomandata a/r.

La memoria difensiva deve contenere:

  • i dati anagrafici del ricorrente;
  • la copia fronte retro di un documento d’identità;
  • la descrizione della tesi difensiva, ovvero i motivi del ricorso.

L’Autorità che riceve gli scritti difensivi ha 5 giorni di tempo per accogliere le ragioni oppure respingerle, in quest’ultimo caso emette un’ordinanza di ingiunzione e la multa sarà raddoppiata rispetto all’importo originale. In tal caso è possibile proporre ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica del rigetto.

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