Cosa c’è dietro il nuovo massimo storico del Bitcoin sopra i 111.000 dollari

Claudia Cervi

22/05/2025

Qualcosa si è rotto nella finanza globale. In Giappone è fuga dai bond e Bitcoin corre su nuovi massimi. Ecco cosa sta succedendo.

Cosa c’è dietro il nuovo massimo storico del Bitcoin sopra i 111.000 dollari

Bitcoin vola a 111.000 dollari e non solo speculazione: è in corso un cambiamento strutturale nella finanza globale. E uno dei segnali più forti arriva proprio dal Giappone.

A Tokyo, i grandi investitori stanno uscendo in massa dal mercato obbligazionario. Per anni i titoli di Stato giapponesi sono stati considerati tra gli investimenti più sicuri, anche con un debito pubblico enorme. Ma qualcosa si è rotto. I rendimenti a lungo termine sono schizzati in alto, la fiducia scricchiola e i fondi stanno smantellando i classici carry trade.

In un contesto così instabile, i capitali si stanno spostando. E tra le alternative che oggi attirano più attenzione c’è Bitcoin.

Con una capitalizzazione di mercato di oltre 2.200 miliardi di dollari, Bitcoin ha superato colossi come Amazon e Google, piazzandosi al quinto posto assoluto. Davanti ci sono solo Apple, Microsoft, Nvidia e l’oro, che oggi vale oltre 22.000 miliardi di dollari di market cap. Ma anche questo traguardo potrebbe essere nel mirino. Perché Bitcoin, oggi, non è più solo “oro digitale”: è una risposta concreta alle fragilità strutturali delle economie avanzate. E il caso giapponese lo dimostra chiaramente.

Il rally di Bitcoin, dunque, non è solo speculazione. E secondo molti analisti, il prezzo potrebbe spingersi fino a 150.000 dollari. Ecco i motivi dietro il nuovo massimo storico del Bitcoin sopra i 111.000 dollari.

Il caso Giappone: perché alimenta il rally di Bitcoin

A Tokyo, qualcosa si è rotto. Le ultime aste dei titoli a 20 e 30 anni hanno registrato la domanda più debole dal 1987, indicando la riluttanza degli investitori ad acquistare obbligazioni. Di conseguenza, i rendimenti dei JGB trentennali sono schizzati oltre il 3,15%, toccando livelli mai visti. E per due giorni consecutivi, i titoli a 30 e 40 anni non hanno trovato acquirenti. In pratica: il secondo mercato obbligazionario mondiale si è inceppato.

Alla base di tutto c’è un problema strutturale: un debito pubblico monstre, pari al 260% del Pil, che inizia a spaventare anche gli investitori più conservatori. Il primo ministro Ishiba lo ha detto senza mezzi termini: la situazione fiscale del Giappone è “peggiore di quella della Grecia”. E se il Giappone, da sempre grande compratore di bond Usa, inizia a vendere per coprire i suoi conti, l’intero equilibrio globale può vacillare.

Perché Bitcoin è sempre più un asset strategico

Il rally di Bitcoin riflette un cambiamento profondo in un sistema in cui perfino le obbligazioni sovrane perdono il loro appeal. Al contrario, grazie alla sua natura decentralizzata e trasparente, Bitcoin è sempre più interessante agli occhi di fondi e investitori istituzionali, che lo vedono come una riserva di valore solida e affidabile. Gracy Chen, CEO di Bitget, è convinta che nei prossimi anni Bitcoin potrebbe persino superare l’oro in questo ruolo.

Se si osservano i cicli passati, c’è ancora margine per salire. Nel contesto attuale, Antoni Trenchev, co-fondatore di Nexo, ritiene realistico l’obiettivo dei 150.000 dollari entro il 2025.

Grafico settimanale Bitcoin Grafico settimanale Bitcoin Fonte Tradingview

Negli ultimi giorni, questa prospettiva si è rafforzata. Il declassamento del rating del debito americano da parte di Moody’s ha scosso ulteriormente la fiducia nei mercati obbligazionari. Ma arrivano anche segnali positivi: il GENIUS Act, una proposta di legge per regolare il settore crypto, è appena stata approvata dal Senato. E anche Wall Street si muove: JP Morgan ha aperto ai suoi clienti la possibilità di investire direttamente in Bitcoin. Una svolta che fino a poco tempo fa sembrava impossibile.

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