Modello 730: rischi e sanzioni, quando scatta il penale?

Rosaria Imparato

19/05/2021

19/05/2021 - 09:56

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Modello 730, quali sono i rischi per chi non presenta la dichiarazione dei redditi? Vediamo a quanto ammontano le sanzioni amministrative e quando invece scatta il penale.

Modello 730: rischi e sanzioni, quando scatta il penale?

Modello 730, quali sono rischi e sanzioni in riferimento alla dichiarazione dei redditi? È importante sapere che con le novità previste dal decreto Fiscale 2020, collegato quindi alla Legge di Bilancio dello scorso anno, si sono inasprite le pene correlate ai reati tributari.

Ci sono infatti delle situazioni in cui l’omessa dichiarazione dei redditi comporta un reato penale: vediamo quali sono questi casi e le conseguenze a cui si va incontro quando non si presenta il 730.

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Perché si fa il 730?

Rischi e sanzioni per chi non fa il 730

Per contestualizzare meglio il discorso partiamo dalla definizione. La dichiarazione dei redditi si intende omessa quando:

  • le imposte evase superano i 50.000 euro;
  • non viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza: quest’anno il termine ultimo per il 730 è il 30 settembre.

Ma cosa rischia chi non fa il 730? Se uno dei soggetti che devono presentare il 730 per qualsiasi motivo non presenta la dichiarazione dei redditi va incontro a gravi conseguenze, che abbracciano sia l’aspetto pecuniario che quello penale.

Si parte infatti dalla sanzione amministrativa che va da un minimo del 120% al massimo del 240% dell’ammontare delle imposte dovute. L’imposta minima applicabile è di 250,00 euro.

Nel caso in cui non siano dovute imposte è prevista una sanzione che va da 250,00 euro a 1.000,00 euro. Tale sanzioni può essere aumentata fino a raddoppiare nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.

In caso di redditi prodotti all’estero è previsto un aumento di 1/3 della sanzione minima applicabile.

730 omesso, quando scatta il penale?

Nel caso di dichiarazione dei redditi non presentata, il penale scatta in due situazioni:

  • a causa dell’inadempimento;
  • in caso d’imposta evasa (imposte sui redditi o IVA), e le ritenute non versate siano superiori a 50.000 euro. Il riferimento va inteso per singola imposta e per ciascun periodo d’imposta.

La nuova sanzione introdotta dal decreto Fiscale 2020 è la reclusione:

  • da un minimo di un anno e sei mesi al massimo di quattro anni per chi evade le imposte sui redditi o IVA e non presenta le dichiarazioni relative per imposte evase superiori a 50.000 euro;
  • da un anno e sei mesi a quattro anni al massimo per chi non presenta la dichiarazione di sostituto d’imposta, sempre quando la somma evasa supera i 50.000 euro.

Le precedenti sanzioni prevedevano la reclusione da 18 mesi a 4 anni. Anche per l’omessa presentazione si può disporre la custodia cautelare in carcere, in passato preclusa.

A fare da spartiacque è la cifra dei 50.000 euro: sotto tale soglia le sanzioni saranno di tipo amministrativo e pecuniario, commisurate alla cifra evasa e alla reiterazione del comportamento.

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