Modello 730/2022: come indicare i contributi per il riscatto della laurea

Caterina Gastaldi

7 Giugno 2022 - 08:55

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Nel momento in cui si va a compilare il modello 730/2022 chi ne ha la possibilità può indicare i contributi per il riscatto della laurea: ecco come.

Modello 730/2022: come indicare i contributi per il riscatto della laurea

Una delle possibilità disponibili per i laureati è quella di riscattare gli anni di studi, versando all’Inps un importo destinato ai contributi previdenziali per il periodo di studio universitario. In questo modo gli anni di studio saranno contati come anni lavorativi ai fini del calcolo dell’assegno pensionistico, con la possibilità di anticiparla.

Nel momento in cui si vanno a versare questi contributi è anche necessario inserirli all’interno della dichiarazione dei redditi del modello 730/2022, quando si è nella posizione di doverlo compilare.

Come funziona il riscatto della laurea?

Il riscatto della laurea permette a coloro che hanno conseguito un titolo di studio universitario di pagare i contributi Inps per gli anni di studio così che questi contino, a fini pensionistici, come un periodo lavorativo.

Per poter accedere a questa possibilità è necessario rispettare delle regole precise, prima fra tutte quella di aver effettivamente conseguito il titolo di studio. Inoltre, non è possibile riscattare gli anni fuoricorso. Si possono riscattare dai tre ai cinque anni, ma questo dipende dal tipo di corso di studi scelto.

Rimane un’opzione possibile anche per lauree conseguite all’estero, purché siano riconosciute dall’ordinamento italiano, ma non è possibile per i master, e a poter fare richiesta, in modalità differenti, sono sia i lavoratori occupati, sia gli inoccupati.

Per quel che riguarda il calcolo delle somme da versare, varia a seconda degli anni in cui si sono svolti gli studi, poiché è necessario tenere conto delle diverse riforme previdenziali che si sono succedute. Il calcolo viene svolto dall’Inps, o dalla Cassa di riferimento, e aumenta con il passare degli anni, ma si può anche scegliere di riscattare solo alcuni degli anni di studio, e non tutti.

In linea generale quindi prima viene fatta la richiesta, più sarà conveniente, anche se spesso può risultare un’opzione estremamente onerosa, anche utilizzando opzioni come quella del riscatto agevolato.

Dove indicare i contributi per il riscatto della laurea nel modello 730

L’Agenzia delle Entrate ha precisato le regole riguardanti le indicazione dei contributi per il riscatto della laurea nel momento in cui ci si trova a compilare il modello 730/2022.

Infatti, ai sensi dell’articolo 10 del Tuir, si tratta di contributi deducibili dal reddito complessivo, sia a fini pensionistici, sia come buonuscita. Per poterli inserire all’interno del modello 730 di quest’anno è quindi necessario:

  • accedere alla propria sezione personale del portale dell’Agenzia delle Entrate;
  • selezionare il modello precompilato del 730/2022 e scegliere di modificarlo;
  • andare a selezionare il quadro E.

Questo tipo di contributi devono infatti essere inseriti all’interno del quadro E, nel rigo E21, denominato “Contributi previdenziali e assistenziali”, e sono deducibili fino a concorrenza del reddito complessivo.

La procedura sopra descritta è valida quando chi ha riscattato gli anni di laurea è anche il laureato in questione, ovvero nel caso in cui sia il contribuente stesso ad aver versato le somme, mentre nel caso in cui questo processo fosse stato fatto a favore di terzi, allora la compilazione dovrà essere differente.

Riscatto della laurea da parte di terzi o dall’azienda: come fare

Se, invece, gli anni di laurea sono stati riscattati a favore di terzi, ovvero per un soggetto «inoccupato» a carico, le somme versate saranno da considerarsi un onere detraibile per il contribuente che le ha versate.

In questo caso infatti al soggetto versante spetta la possibilità di usufruire di una detrazione d’imposta pari al 19%. Gli importi infatti non sono più deducibili, ma spetta la detrazione. Per poter accedere a questa opzione bisogna comunque andare a compilare il quadro E, seguendo queste istruzioni:

  • all’interno del quadro E bisogna andare a indicare le informazioni richieste;
  • queste informazioni relative al riscatto degli anni di laurea per terzi si possono inserirenei righi dall’E8 all’E10;
  • il codice da utilizzare è il numero 32, riservato appunto alle “spese relative ai contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico".

Questo processo dovrà essere seguito, per esempio, da un genitore che è andato a versare per il riscatto della laurea del figlio fiscalmente a carico, dopo che questo ha conseguito la laurea. Infatti questa possibilità è disponibile solo dopo che si è conseguito il titolo in questione.

Nel caso in cui, però, il familiare del laureato sia già iscritto a forme previdenziali obbligatorie, allora la deduzione sarà senza limiti, mentre in caso contrario si ha accesso al 19% di detrazione d’imposta.

Se, invece di un familiare o del contribuente stesso, ad aver versato i contributi per gli anni di studio è stata l’azienda per incentivare l’esodo di un lavoratore, la situazione cambia.

In questo caso infatti il riscatto della laurea resta escluso dalla detrazione a fini Irpef, poiché è soggetto a tassazione separata.

Come funziona per le lauree conseguite all’estero

Per quel che riguarda le lauree conseguite all’estero, la situazione rimane invariata, a patto che queste siano riconosciute anche in Italia. Questa regola è quella seguita anche per il riscatto, che può essere fatto solo per titoli validi in Italia.

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