Familiari a carico, chi sono, limiti di reddito e detrazioni

Patrizia Del Pidio

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Chi sono i familiari considerati fiscalmente a carico per i quali spetta una detrazione di imposta e la detrazione degli oneri sostenuti? Ecco quali sono e i limiti di reddito

Familiari a carico, chi sono, limiti di reddito e detrazioni

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Chi sono i familiari a carico e quali limiti di reddito sono previsti per le detrazioni? Ai contribuenti sono riconosciute diverse detrazioni, tra le quali le più importanti sono quelle che spettano per i familiari a carico tra cui rientrano il coniuge, i figli e altri familiari.

Per essere considerato a carico ogni familiare deve avere un reddito personale che rientra in precisi limiti previsti dalla legge. Per il familiare fiscalmente a carico il contribuente ha diritto a due diverse agevolazioni fiscali, ovvero:

  • detrazione per familiari a carico;
  • detrazione delle spese sostenute per il familiare a carico.

Ledetrazioni per i familiari a carico possono essere fruite in due modi distinti: mensilmente in busta paga o a conguaglio sulla dichiarazione dei redditi.

Quando spetta la detrazione per famigliare a carico? Generalmente se ne può fruire per figli o coniuge se hanno redditi al di sotto di quelli stabiliti dalla Legge, ma alle volte risultano come familiari a carico anche fratelli, sorelle, nipoti o genitori anche se non sempre spetta la detrazione anche a causa di quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2025.

La detrazione spetta sempre e solo quando i redditi di questi familiari sono al di sotto di una certa soglia e, quindi, vivono a spese del contribuente. Solo in questo caso lo sconto sulle tasse spetta.

È grazie alle detrazioni per familiari a carico, infatti, che al contribuente viene data la possibilità di recuperare una parte delle spese sostenute per far fronte al sostentamento della famiglia.

Chi sono i familiari fiscalmente a carico

Per essere considerato fiscalmente a carico ai fini della presentazione del modello 730/2025 un familiare deve soddisfare due diverse condizioni: una riguarda il legame di parentela, l’altra il reddito.

Nel primo caso, la condizione di parentela e affinità prevede che possono essere considerati familiari a carico - dal punto di vista strettamente fiscale - le seguenti figure:

  • coniuge: il matrimonio deve essere legalmente riconosciuto;
  • figli;
  • altri familiari o affini - genitori, fratelli e sorelle, nuore o suoceri - ma solo se conviventi o riceventi un assegno alimentare “non risultante da provvedimenti dell’autorità giudiziaria”.

L’altra condizione è rappresentata dal reddito.

Nel dettaglio, sono familiari a carico coloro che nel periodo d’imposta di riferimento (per la dichiarazione dei redditi 2025 quindi si tratta del 2024) hanno conseguito un reddito non superiore ai 2.840,51 euro (compresi gli oneri deducibili).

Per i figli di età non superiore a 24 anni, il limite di reddito è invece è aumentato a 4.000 euro. Quando un familiare soddisfa queste condizioni, quindi, è possibile approfittare di alcune detrazioni, a seconda del legame di parentela. Vediamo quali sono e i relativi importi.

Detrazioni per coniuge a carico

La detrazione per il coniuge a carico varia a seconda del reddito del nucleo familiare. Nel dettaglio, per il periodo d’imposta 2024 e quindi in relazione alla dichiarazione dei redditi 2025 sono validi i seguenti importi:

  • 800,00 euro: il valore viene diminuito del prodotto tra 110,00 euro e il quoziente tra il reddito complessivo e i 15.000,00 euro; formula da applicare: 800 – [110 × (reddito complessivo/15.000)];
    -* se il reddito complessivo è compreso tra 15.000,00 euro e 40.000,00 euro l’importo della detrazione è di 690,00 euro;
    -* per i redditi compresi tra 40.000 euro e 80.000 euro, la detrazione è di 690,00 euro per la parte corrispondente al rapporto tra 80.000 euro - diminuiti del reddito complessivo - e di 40.000 euro; formula da applicare: 690 × [(80.000 - reddito complessivo) ÷ 40.000] .

La detrazione può essere anche aumentata, a seconda del reddito complessivo, come indicato nella tabella:

Maggiorazione detrazione Reddito
10,00 euro maggiore di 29.000 euro ma inferiore ai 29.200 euro
20,00 euro maggiore di 29.200 euro ma inferiore a 34.700 euro
30,00 euro maggiore di 34.700 euro ma inferiore a 35.000 euro
20,00 euro maggiore di 35.000 euro ma inferiore a 35.100 euro
10,00 euro maggiore di 35.100 euro ma inferiore a 35.200 euro

Figli a carico come funziona la detrazione

L’importo per la detrazione per il figlio a carico è di 950,00 euro.

Questa detrazione, però, è rimasta solo per i figli con età superiore ai 21 anni mentre è stata abolita per i figli percettori di assegno unico. La misura, infatti, ha inglobato anche le detrazioni per i figli a carico che beneficiano dell’assegno unico.

Nulla cambia, invece, per i figli che hanno compiuto i 21 anni, conviventi o meno con i genitori, nel rispetto, ovviamente, della soglia di reddito limite. Dall’anno di imposta 2025, la Manovra ha limitato la detrazione per i figli a carico ai figli con età compresa tra 21 e 30 anni, mentre per i figli disabili la detrazione spetta a prescindere dall’età.

Da sottolineare che un figlio risulta a carico fiscalmente anche nel caso abbia meno di 21 anni e più di 30 anni, ma in questo caso spettano soltanto le detrazioni sulle spese sostenute nell’interesse della prole a carico.

Detrazioni per altri familiari (conviventi) a carico

Anche altri familiari possono essere considerati a carico. Di conseguenza, anche per loro sono previste delle detrazioni. In tal caso l’importo della detrazione è di 750,00 euro, importi che vanno ripartiti pro quota tra tutti coloro che ne hanno diritto.

Mentre fino al 2024 la detrazione per altri familiari a carico spettava per diverse tipologie di parenti, dal 2025 l’agevolazione fiscale spetta solo per gli ascendenti, ovvero genitori e nonni, mentre viene meno per coniuge legalmente separato, nipoti, fratelli e sorelle, generi e nuore e suoceri. Resta sempre il diritto, invece, alle detrazioni per le spese sostenute nell’interesse del familiare a carico (in questo caso tutti i familiari con un determinato reddito sono considerati a carico).

Soglia e verifica del carico fiscale dei familiari

Il limite di 2.840,51 euro (o 4.000 euro per i figli che non hanno compiuto i 24 anni) deve essere considerato riferito all’intero anno di imposta. Se, ad esempio, un figlio per sette mesi è disoccupato e per cinque mesi lavora producendo un reddito superiore a quello limite, non è possibile fruire delle detrazioni solo per il periodo di anno in cui era disoccupato.

Se al termine dell’anno di imposta, quindi, il familiare ha superato il limite di reddito, non può essere considerato a carico per il periodo in cui era privo di reddito. In questo caso le detrazioni percepite nel periodo in cui non aveva redditi andranno restituite.

Ci sono solo tre casi in cui la detrazione spetta solo per un periodo dell’anno e va riparametrata in base alla spettanza e sono:

  • familiare nuovo nato: la detrazione spetta dalla nascita alla fine dell’anno di imposta;
  • familiare deceduto: la detrazione spetta dall’inizio dell’anno di imposta e fino al momento del decesso;
  • familiare che si sposa: la detrazione spetta dall’inizio dell’anno di imposta al momento del matrimonio.

Ordine di spettanza delle detrazioni nella dichiarazione dei redditi

Iniziamo con il sottolineare che le detrazioni per figli e coniuge a carico spettano anche nel caso che non siano conviventi con il contribuente. Nel caso di altri familiari a carico, invece, è richiesta anche la convivenza.

Con la circolare 17/E del 2015, poi, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le detrazioni di imposta spettino al contribuente che per il familiare a carico sia, nell’ordine:

  • coniuge;
  • figlio;
  • altro familiare.

Per chiarire questa applicazione in base all’ordine basta fare un esempio: un figlio non convivente con i genitori risulta a carico degli stessi a cui spettano le detrazioni, ma se il figlio è sposato le detrazioni spettano al coniuge.

L’ordine evidenziato dall’Agenzia delle Entrate, però, in alcuni casi non rispecchia realmente quella che è la vera contribuzione al sostegno economico dei familiari e proprio per questo la circolare menzionata prevede la possibilità di attribuire le detrazioni anche a un familiare che è posto più in basso nella scala prevista dall’ordine stesso nel caso che abbia un reddito più elevato e sostenga effettivamente il carico economico di quel familiare.

Da questo si evince che, ad esempio, anche un fratello che lavora stabilmente e con reddito superiore ai genitori possa beneficiare delle detrazioni fiscali di un disoccupato convivente (che in base all’ordine spetterebbero ai genitori) a patto che i genitori abbiano un reddito modesto, ma superiore al limite dei 2.840,51 euro.

Commenti

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L’ARTICOLO MI SEMBRA BEN SCRITTO, L’UNICA COSA CHE FORSE AVREI AGGIUNTO AI FINI DELLA DETRAZIONE FISCALE E’ CHE I FIGLI MINORI DI 24 ANNI DEVONO AVERE IL REQUISITO DELLA RESIDENZA, QUELLI CHE HANNO PIU DI 24 ANNI NO
CORDIALI SALUTI

Buonasera,
ho dei dubbi che spero qualcuno riesca a schiarirmi.
In sostanza, i dati principali:
- io ho un reddito da lavoro dipendente (unico nella famiglia)
- nucleo famigliare con 2 genitori a carico

Dopodomani devo fare la dichiarazione del 730 per quanto riguarda l’anno fiscale 2019 e solitamente il credito Irpef è abbastanza alto grazie appunto al contributo della detrazione per altri famigliari a carico.

Uno dei miei due genitori a ottobre fortunatamente potrà avere accesso all’assegno sociale visto che compirà 67 anni servirà fare l’ISEE. Io tra un mese cambierò residenza quindi in fase di calcolo ISEE che farà a settembre io non sarò presente nel nucleo famigliare.
Ma la mia grande domanda dopo questa breve introduzione è: se io li metto come famigliari a carico nella dichiarazione per l’anno fiscale 2019 potrà causare problemi innalzando il livello del reddito ISEE che faranno a settembre?

Vi ringrazio molto per eventuali delucidazioni

Buonasera,
vorrei sapere se nel modello 730 precompilato quando si dichiarano i mesi di moglie a carico (es. 12) questo campo deve essere inserito anche nel caso, durante l’anno di dichiarazione, abbia percepito in busta paga importo per moglie a carico.
In pratica moglie a carico per 12 mesi compare sia sul CU che sul 730, giusto? Oppure Se ho dichiarato all’azienda moglie a carico e percepito la detrazione nel 730 non lo devo dichiarare?
Grazie anticipatamente

Buongiorno. Lo scorso anno mio figlio ha percepito un reddito da lavoro stagionale ed un’indennità di disoccupazione Naspi. L’importo totale dei due CU risulta essere inferiore ai 4.000 euro previsti per figlio minore di 24 anni. Posso considerare mio figlio fiscalmente a carico? Avendo due CU relative all’anno 2018, mio figlio deve compilare una dichiarazione dei redditi separata?
Grazie

Buongiorno. Nel caso di genitori legalmente separati, con figli a carico al 50%, il reddito familiare risulta essere quello del solo genitore convivente o i due redditi vanno comunque sommati? La domanda perchè la mia usll mi contesta l’autocertificazione relativa alla riduzione del ticket per reddito, sostenendo che ai fini fiscali entrambi i gennitori concorrono a determinarlo.
Grazie per un cortese riscontro

Buonasera ho 26 anni e sono titolare di assegno di ricerca dal 2017. A gennaio 2019 ho cambiato la residenza distaccandomi dal nucleo familiare. Volevo chiederle se con la mia tipologia di contratto rientrerei nelle clausole per distaccarmi anche dal reddito fiscale. Grazie.

Salve, ho 26 anni, sono titolare di assegno di ricerca dal 19/07/2017 (durata annuale e poi rinnovato fino al 19/07/2019). A inizio gennaio 2019 ho cambiato residenza. Volevo chiederle se fosse possibile risultare reddito indipendente con il mio tipo di contratto. Inoltre, ho un po’ di confusione sulla dichiarazione deri redditi 2019, chi deve compilarla (io o mio padre essendo nel 2018 sotto il suo nucleo fiscale)? Infine, approfitterei per chiederle, in caso di attestazione ISEE 2019 (riferimento redditi 2017) chi dovrebbe richiederla ? La ringrazio anticipatamente e scusi la confusione.

Ho 32 anni e vivo (a carico) di mia madre, perché non ho un reddito che mi permetta di vivere per conto mio. Vorrei sapere se posso dichiararmi autonoma fiscalmente da mia madre pur continuando a vivere con lei.

No non può, mi dispiace. A meno che lei non dimostri di avere un reddito che le permetta di vivere per conto suo; in quel caso non sarebbe più a carico di sua madre, ma per non essere nel suo nucleo familiare dovrebbe comunque fare un cambio di residenza.

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