Migranti, il nuovo piano accoglienza che accusa educatori e assistenti sociali. Ecco perché

Anna Maria D’Andrea

17 Gennaio 2017 - 20:45

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Obbligo di frequentare corsi d’italiano e svolgere lavori socialmente utili. Cambia il ruolo di educatori e assistenti sociali, ecco come e perché.

Migranti, il piano Minniti sarà presentato il 18 gennaio in Parlamento e tra le nuove regole per l’accoglienza migranti è stato introdotto l’obbligo di frequentare corsi d’italiano e di svolgere lavori socialmente utili per i richiedenti asilo. In molti hanno salutato con approvazione la notizia ma non sarà un cambiamento da poco.

Protagonisti delle novità educatori e assistenti sociali impegnati nei centri d’accoglienza migrati che, come ben sappiamo, non versano proprio in ottime condizioni. Il problema dell’integrazione è uno dei nodi principali dell’accoglienza degli immigrati e dal momento dell’entrata in vigore del piano del Ministro Minniti per ottenere l’asilo politico sarà obbligatorio aver frequentato o frequentare corsi di lingua italiana e lavorare.

Il piano Minniti in realtà, oltre a cambiare le regole per la richiesta di asilo politico, sembra essere un accusa contro educatori, assistenti sociali ma più in generale contro il funzionamento dei centri d’accoglienza migranti. E tutti i torti non li ha, tenuto conto che già ad oggi è previsto che gli immigrati frequentino corsi d’italiano ma che nella maggior parte dei casi nelle strutture d’accoglienza non c’è ombra di un piano per l’insegnamento della lingua italiana.

Per questo nel nuovo piano Minniti saranno date direttive più stringenti che, introducendo l’obbligo di insegnamento della lingua italiana ai richiedenti asilo e di essere impegnati in attività lavorative o anche in lavori socialmente utili, cambieranno il modo di lavorare di educatori e assistenti sociali. Il piano Minniti sull’accoglienza migranti sembra essere un’accusa ad educatori ed assistenti sociali ma più in generale contro le cooperative sociali più volte accusate di voler far solamente “cassa con i migranti”.

Ecco, in attesa della presentazione definitiva in Parlamento, cosa cambierà con il nuovo piano per l’integrazione dei migranti richiedenti asilo politico e quale l’accusa implicita ad educatori ed assistenti sociali.

Migranti, il nuovo piano accoglienza che accusa educatori e assistenti sociali, ecco perché

Nel nuovo piano per l’accoglienza migranti che sarà presentato da Minniti in Parlamento il 18 gennaio 2017 viene previsto che, per i richiedenti asilo, sarà necessario frequentare un corso di lingua e lavorare. Cambiano non soltanto le regole per la richiesta di asilo politico e per ottenere quindi lo status di rifugiato ma ad essere direttamente coinvolti dalle novità in tema immigrazione e integrazione saranno soprattutto educatori e assistenti sociali.

Questo perché cambierà inevitabilmente anche l’organizzazione dei centri d’accoglienza migranti i quali dovranno molto probabilmente impegnarsi a promuovere i nuovi corsi d’italiano obbligatori e contribuire alla ricerca di lavoro in favore dei migranti. Due mesi dopo la presentazione della richiesta d’asilo, ai migranti verrà rilasciato un permesso di soggiorno provvisorio e il foglio sarà il documento necessario per l’inserimento nel circuito dei lavori socialmente utili. Per i migranti in possesso di lauree o diplomi sono previsti stage o tirocini in azienda.

Non è azzardato ipotizzare che la funzione di coordinamento tra migranti e mondo del lavoro dovrà essere presa in carico proprio dagli educatori che lavorano nei centri d’accoglienza e dagli assistenti sociali. L’integrazione lavorativa sarà uno dei prerequisiti indispensabili per ottenere lo status di rifugiato e a farla da padrone quindi anche nuove regole anche per educatori e assistenti sociali. I corsi d’italiano sono previsti già oggi ma troppo spesso sono trascurati non soltanto dai migranti accolti ma dagli stessi operatori dei centri d’accoglienza.

Educatori e assistenti sociali dovranno prepararsi a una vera e propria rivoluzione nel funzionamento e organizzazione dei centri d’accoglienza migranti. Il risultato non può che essere migliorativo rispetto all’attuale situazione. L’accusa implicita ad educatori ed assistenti sociali non può che essere accolta che con un minimo di autocritica e, nonostante le difficoltà implicite al lavoro nell’accoglienza migranti, sperare ed impegnarsi a garantire reale accoglienza e integrazione dei richiedenti asilo.

Vi aggiorneremo con tutte le novità sul piano Minniti per l’accoglienza migranti e su cosa cambierà per educatori e assistenti sociali.

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