Microsoft acquista gas Chevron per alimentare un data center AI. Consumerà meno di un fast food

P. F.

24 Giugno 2026 - 09:46

Accordo ventennale tra Microsoft e Chevron per il cosidetto “Project Kilby” in Texas: un data center AI alimentato a gas che promette di consumare meno acqua di un fast food in un anno. Ecco come.

Microsoft acquista gas Chevron per alimentare un data center AI. Consumerà meno di un fast food

Microsoft ha annunciato la costruzione di un grande data center dedicato all’intelligenza artificiale a Pecos, in Texas, nell’ambito di un progetto interno battezzato Project Kilby.

L’impianto avrà una capacità di circa 2 gigawatt e sarà alimentato a gas naturale grazie a un’intesa di lungo periodo con Chevron, che costruirà direttamente sul posto la centrale destinata a servire l’infrastruttura.

A fare notizia è soprattutto la promessa ambientale del colosso tecnologico di Redmond. Secondo l’azienda, nel suo intero ciclo di vita il data center consumerà una quantità d’acqua pari soltanto a una frazione di quella usata in un anno da un tipico ristorante fast food. Dal conteggio resta però fuori un tassello decisivo, ovvero la quantità di acqua necessaria alla centrale a gas che alimenterà l’intero sito.

L’accordo Microsoft-Chevron e il data center di Pecos

Il progetto nasce da un accordo ventennale per la fornitura di gas estratto dal Bacino Permiano, il più grande giacimento petrolifero degli Stati Uniti. La centrale che servirà al complesso sarà realizzata direttamente dalla compagnia petrolifera e monterà almeno sette turbine GE Vernova, per una capacità a gas di 2,5 gigawatt che potrà salire fino a 5 gigawatt. L’investimento di Chevron si aggira sui 7 miliardi di dollari, una delle somme più alte mai destinate negli Stati Uniti a un singolo progetto energetico collegato a un’infrastruttura di questo tipo.

Il gigante fondato da Bill Gates non ha invece reso noto quanto intende investire. Le prime forniture di corrente sono attese tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028. L’impianto rappresenta una delle aggiunte di capacità più consistenti nella storia dell’azienda, mentre la collaborazione con Chevron viene già descritta come la più ampia mai siglata fra una Big Tech e un colosso del petrolio statunitense.

Nella fase di costruzione di picco sono previsti oltre 6.000 posti di lavoro, ai quali si aggiungeranno centinaia di ruoli operativi una volta che il sito sarà a regime. “La rapida crescita che stiamo registrando nell’AI e nel cloud, trainata dalla domanda dei clienti, richiede un’infrastruttura energetica capace di crescere in fretta e in modo affidabile”, ha dichiarato Noelle Walsh, presidente per le operazioni cloud e l’innovazione del gruppo.

La promessa sull’acqua e il raffreddamento a circuito chiuso

Il paragone con il fast food poggia su un sistema di raffreddamento a circuito chiuso. Secondo Microsoft, questo meccanismo avrà bisogno di una sola carica iniziale e non richiederà ulteriori rifornimenti d’acqua durante il funzionamento a regime.

La differenza con i data center tradizionali è netta, perché questi ultimi possono arrivare a consumare milioni di litri all’anno solo per smaltire il calore dei processori, attivi quasi senza sosta. Su questo terreno l’azienda cerca così di smarcarsi dalle accuse che colpiscono con regolarità le grandi aziende tecnologiche per l’uso delle risorse naturali a sostegno dell’intelligenza artificiale.

Il nodo idrico dell’AI

Il quadro resta comunque parziale. Il consumo di acqua della centrale a gas che alimenta il data center non è stato reso noto da Microsoft e non rientra nel calcolo sul ciclo di vita della struttura. Così la cifra vale solo per la banca dati, ma non per il sistema che lo tiene acceso.

Manca anche una spiegazione su come un contratto ventennale sul gas si concili con l’obiettivo dell’azienda di diventare “carbon negative” entro il 2030. Sul fronte energetico Microsoft ha scelto una fonte dedicata e indipendente dalla rete elettrica pubblica, con cui evita la concorrenza con i consumatori locali e punta a smarcarsi dalle critiche sul consumo di risorse.

Il caso si inserisce in uno scenario già teso. Un rapporto delle Nazioni Unite stima che i data center per l’AI arriveranno ad assorbire una quantità d’acqua paragonabile al fabbisogno di 1,3 miliardi di persone. Lo stesso documento avverte che il passaggio a fonti energetiche alternative abbatte le emissioni di CO2, però rischia allo stesso tempo di moltiplicare l’uso di acqua e di suolo lungo la filiera dell’energia. Per Pecos il conto idrico reale si potrà valutare soltanto quando Microsoft o Chevron renderanno pubblici anche i numeri della centrale a gas.