Meta avvia una nuova tornata di licenziamenti in più divisioni aziendali, dalla realtà virtuale alle vendite, mentre accelera gli investimenti miliardari nell’intelligenza artificiale.
Meta ha avviato una nuova tornata di licenziamenti che coinvolge diverse centinaia di dipendenti distribuiti in più divisioni aziendali. Secondo fonti interne rimasta anonime, i tagli riguardano Reality Labs, divisione dedicata alla realtà virtuale, ma anche Facebook, le operazioni globali, la selezione del personale e le vendite.
L’azienda ha precisato che ad alcuni dipendenti colpiti saranno offerte posizioni alternative all’interno dell’organizzazione, in alcuni casi con obbligo di trasferimento: “I team di Meta ristrutturano regolarmente o implementano cambiamenti per assicurarsi di essere nella posizione migliore per raggiungere i propri obiettivi. Ove possibile, stiamo individuando altre opportunità per i dipendenti le cui posizioni potrebbero essere interessate”, ha dichiarato un portavoce.
Il titolo Meta ha perso quasi il 9% da inizio anno e oltre il 5% negli ultimi dodici mesi. All’inizio di marzo le azioni avevano guadagnato circa il 3% dopo indiscrezioni su possibili tagli superiori al 20% della forza lavoro, ipotesi che l’azienda aveva definito “un rapporto speculativo su approcci teorici”.
La strategia adottata dal colosso tecnologico di Mark Zuckerberg si inserisce in una tendenza più ampia che sta attraversando l’intero settore tecnologico. Secondo un rapporto di marzo della società di consulenza Challenger, Gray & Christmas, dall’inizio del 2026 l’intelligenza artificiale è stata citata come causa per 12.304 annunci di tagli. Amazon ha ridotto circa 16.000 posizioni nell’area corporate, mentre Microsoft ha eliminato circa 15.000 ruoli.
I licenziamenti di Meta e il precedente di Reality Labs
Non è la prima volta che Reality Labs subisce riduzioni di organico quest’anno. A gennaio Meta aveva già tagliato oltre 1.000 posti di lavoro nella divisione, chiudendo anche diversi studi impegnati nello sviluppo di titoli per la realtà virtuale. I licenziamenti avevano coinvolto circa il 10% dell’unità, responsabile dei visori Quest e del social network virtuale Horizon Worlds.
Il progetto del Metaverso, che aveva fatto di Horizon Worlds la punta di diamante della divisione, ha mostrato nel tempo i suoi limiti: la piattaforma non ha mai superato qualche centinaio di migliaia di utenti attivi mensili e Meta ha annunciato la sua rimozione dai visori Quest entro il 15 giugno 2026. L’app sopravvivrà soltanto come versione mobile, riposizionata in concorrenza con piattaforme come Roblox e Fortnite, segnando di fatto la fine operativa del progetto che aveva dato il nome al gruppo. Reality Labs, che ha guidato lo sviluppo della realtà virtuale e del Metaverso, ha accumulato perdite per quasi 80 miliardi di dollari dal 2020, con un quarto trimestre 2024 chiuso con oltre 6 miliardi di dollari di perdita operativa.
I tagli di mercoledì sono distinti tra loro e non fanno parte di un’unica iniziativa centralizzata. La maggior parte dei dipendenti interessati ha ricevuto la comunicazione nella stessa giornata, mentre altri potrebbero essere informati nelle prossime settimane, in base a circostanze legate alla loro collocazione geografica.
La scommessa sull’intelligenza artificiale
Come anticipato, questi licenziamenti arrivano mentre Meta porta avanti un massiccio riorientamento strategico verso l’intelligenza artificiale. L’azienda sta investendo miliardi di dollari per competere con rivali come OpenAI, Anthropic e Google, accelerando sull’adozione interna di strumenti di AI.
Andrew Bosworth, CTO di Meta, ha comunicato martedì ai dipendenti che guiderà l’iniziativa interna “AI for Work”. “Come molti di voi, sono stato affascinato dalla potenza dell’AI nel trasformare la nostra azienda e voglio sfruttarne il potenziale per ogni individuo e team”, ha scritto Bosworth in una nota interna.
Parallelamente ai tagli, Meta ha acquisito in licenza la tecnologia della startup di agenti AI Dreamer, il cui personale entrerà a far parte dei Meta Superintelligence Labs. L’operazione prevede anche il ritorno in azienda di Hugo Barra, cofondatore di Dreamer e già responsabile degli sforzi nel campo della realtà virtuale tra il 2017 e il 2021.
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