Mercato lavoro USA, Non Farm Payrolls +57.000, metà delle attese. La Fed di Warsh alzerà davvero i tassi?

Laura Naka Antonelli

2 Luglio 2026 - 15:46

Evidente l’indebolimento del mercato del lavoro degli Stati Uniti. A Wall Street piombano nuovi dubbi su cosa farà la Fed di Kevin Warsh con i tassi USA.

Mercato lavoro USA, Non Farm Payrolls +57.000, metà delle attese. La Fed di Warsh alzerà davvero i tassi?

Nel mese di giugno 2026, i Non Farm Payrolls degli Stati Uniti sono saliti di 57.000 unità, la metà circa della crescita di 110.000 buste paga attesa dal consensus degli analisti.

Il mercato del lavoro USA, la cui solidità è stata tanto decantata in queste ultime settimane, si è dunque indebolito, se si considera che a maggio i Non Farm Payrolls erano balzati di 129.000 unità (dato rivisto tra l’altro al ribasso).

Il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,3% al 4,2%.

Ma la notizia è buona solo in apparenza, visto che la flessione è stata provocata dal calo del tasso di partecipazione alla forza lavoro USA, che è sceso di 0,3 punti percentuali, passando dal 61,8% di maggio al 61,5%.

Il report deludente scatena a Wall Street subito un nuovo dubbio: la Fed di Kevin Warsh alzerà davvero i tassi?

Lato inflazione, nessuna sorpresa dai salari. I salari orari sono saliti del 3,5% su base annua, come da attese, e dello 0,3% su base mensile, in linea con le previsioni.

Il trend su base annua rimane tuttavia decisamente solido, in una fase in cui è stato lo stesso Presidente della Fed Kevin Warsh, in occasione del forum delle banche centrali organizzato dalla BCE a Sintra, in Portogallo, ad affermare che l’inflazione USA è troppo alta.

Vero tuttavia che fino a ieri negli States aveva prevalso la narrativa di un’inflazione ben oltre il target del 2% della Fed e di un mercato del lavoro resiliente.

Mercato lavoro USA più debole, la svolta hawkish sui tassi della Fed di Warsh ci sarà davvero?

I Non Farm Payrolls di oggi seminano di colpo dubbi su quanto accadrà ai tassi USA, che diversi economisti e i mercati stessi hanno iniziato a vedere già in possibile rialzo nel corso del 2026, dopo quella che è stata definita la svolta hawkish della Fed impressa dal nuovo Presidente Kevin Warsh, con le dichiarazioni rilasciate a seguito dell’ultima riunione della banca centrale - la prima per Warsh da numero uno dell’istituzione - degli scorsi 16 e 17 giugno.

A stupire nel mercato del lavoro USA è stata soprattutto la performance del settore tempo libero e alberghiero, che ha assistito a un ribasso delle buste paga di 61.000 posti di lavoro, proprio nel mese in cui il comparto, secondo le stime, avrebbe dovuto beneficiare della Coppa del Mondo.

Goldman Sachs aveva previsto per esempio un aumento degli NFP di 40.000 unità.

In generale, l’incremento dei Non Farm Payrolls è stato sostenuto dalla creazione di nuovi posti di lavoro nei servizi professionali e presso le imprese, pari a +36.000 unità.

Nel settore healthcare l’occupazione è aumentata di 22.000 unità, a un ritmo più lento del normale per il settore, mentre nel pubblico le buste paga hanno segnato una crescita di 8.000 unità, bel al di sotto della crescita di maggio, pari a +32.000 unità.

Il commento del senior advisor sui Non Farm Payrolls. Meno pressioni sulla Fed

Occhio al commento di Filippo Fiori, Senior Advisor di Otala.Markets, che ha riassunto le indicazioni arrivate dal fronte macro degli Stati Uniti con la pubblicazione dei Non Farm Payrolls, sottolineando che negli USA “sono stati creati solo 57.000 nuovi posti di lavoro, un dato inferiore alle aspettative, nonostante l’aumento della domanda di occupazione temporanea legata ai Mondiali di calcio ”.

Non solo: “Anche le revisioni dei dati dei mesi precedenti sono risultate negative”.

Fiori ha continuato, facendo notare che i dati dimostrano che “l’economia statunitense non sta più creando occupazione ai ritmi a cui aveva abituato gli investitori negli ultimi anni”, fattore che “riduce ulteriormente la probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, un’ipotesi che il mercato considerava già poco probabile”.

Va ricordato infatti che, pur parlando di svolta hawkish della Fed, gli economisti si erano mostrati ancora divisi sulla direzione futura dei tassi USA.

L’advisor ha concluso la nota osservando che “paradossalmente, questa dinamica potrebbe offrire ulteriore sostegno ai mercati azionari statunitensi, grazie all’aspettativa di una politica monetaria più accomodante” e mettendo in evidenza che “anche gli Stati Uniti stanno iniziando a risentire degli effetti dell’invecchiamento della popolazione. A questo si aggiunge la riduzione dei flussi migratori conseguente alle politiche dell’amministrazione Trump, un fattore che contribuisce ulteriormente a limitare la crescita della forza lavoro”.