Mercati in rosso, ma non per il coronavirus. Che sta succedendo?

I mercati oggi sono tornati a scambiare in forte ribasso, ma non a causa del coronavirus. Cosa succede alle Borse?

Mercati in rosso, ma non per il coronavirus. Che sta succedendo?

I mercati oggi hanno scelto di inaugurare la prima seduta della nuova settimana in forte ribasso.

Per la prima volta dopo diverso tempo, però, le perdite registrate dalle Borse mondiali non hanno trovato ragion d’essere solo ed esclusivamente nel coronavirus.

Nonostante la pandemia stia ancora continuando a diffondersi (seppur con ritmi meno drammatici), a pesare sui mercati oggi è stato uno spettro a lungo messo da parte: quello delle tensioni fra gli Stati Uniti e la Cina. Ancora nel pieno dell’emergenza COVID-19, gli investitori sono tornati a temere la questione e gli ultimi sviluppi in merito non hanno fatto ben sperare.

Mercati oggi: che succede fra USA e Cina

Mentre alcune Borse (Cina, Giappone, Thailandia) hanno chiuso i battenti per festività, la maggior parte dei mercati oggi ha imboccato prepotentemente la via del ribasso a causa delle rinnovate tensioni fra Pechino e Washington.

Soltanto ieri, il presidente USA Donald Trump ha puntato ancora una volta il dito contro la Cina accusandola di aver erroneamente causato la diffusione del coronavirus in tutto il mondo.

Per dirla in altre parole, secondo l’intelligence statunitense la pandemia non sarebbe stata creata dall’uomo, ma sarebbe partita in seguito a un incidente avvenuto nel laboratorio di Wuhan.

Accuse pesanti, che hanno riacceso le preoccupazioni degli investitori e sono andate a ripercuotersi inevitabilmente sui mercati oggi. Il timore è che un nuovo peggioramento delle relazioni tra i due Paesi non farà che rallentare l’atteso rimbalzo dell’economia, messa letteralmente a tappeto dal coronavirus.

Anche il prezzo del petrolio ha imboccato la via del ribasso poiché gli investitori sono tornati a temere l’eccesso delle scorte (che potrebbe persistere a causa delle tensioni USA-Cina).

Crollano le Borse europee

Il Vecchio Continente non è stato esentato dal clima di avversione al rischio che, nelle prime ore del mattino, ha travolto quasi tutta l’Asia. Le Borse europee hanno inaugurato la nuova settimana con ribassi decisi, che in alcuni casi hanno superato persino i 4 punti percentuali.

Unica eccezione è stata Londra, che ha perso soltanto mezzo pp nella prima mezz’ora di contrattazioni. Piazza Affari, invece, è crollata di quasi il 3% assieme a Francoforte, Parigi e Madrid. Amsterdam è risultata la peggiore, con rossi di oltre il 4%.

Pessima partenza per le asiatiche

Come anticipato, mentre alcune Borse sono rimaste chiuse oggi, altre hanno messo a segno rossi da dimenticare nel corso della seduta. Il riferimento è all’Hang Seng di Hong Kong, letteralmente crollato di oltre 4 punti percentuali.

Male anche il Kospi sudcoreano, che ha lasciato sul campo più del 2% mentre sono giunte notizie riguardanti una sparatoria al confine con Pyongyang che ha riacceso la tensione.

A cadere, poi, sono state anche le Borse di Singapore, Filippine, Indonesia, India e Taiwan, tutte giù di oltre il 2% e il 4%.

Uniche eccezioni degne di nota l’Australia e la Nuova Zelanda, che hanno tentato di guadagnare più dell’1% e dello 0,6%.

I mercati oggi, hanno nuovamente imboccato la via del ribasso, ma per la prima volta dopo molto tempo il coronavirus non è stato l’unico motivo di debolezza delle Borse mondiali. Come di consueto, tutti gli occhi saranno ora puntati sulla sessione USA.

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