Mercati contrastati dopo le decisioni di Fed e Bce. Cosa aspettarsi in Borsa?

Tommaso Scarpellini

28/07/2023

In seguito alle comunicazioni di politica monetaria della Fed e della Bce i mercati hanno reagito in maniera anomala aggiustando le quotazioni già in vista della riunione di settembre.

Mercati contrastati dopo le decisioni di Fed e Bce. Cosa aspettarsi in Borsa?

La settimana delle banche centrali ha fornito un quadro pressoché conforme alle aspettative del mercato, proiettando una visione chiara delle intenzioni sia della banca centrale statunitense che di quella europea. Le reazioni dei mercati finanziari sono state generalmente stabili, senza alimentare eccessive speculazioni.

Cosa aspettarsi in Borsa a seguito delle ultime dichiarazioni dei banchieri centrali delle economie occidentali?

Tassi d’interesse e banche centrali: cosa è accaduto questa settimana sul mercato?

Mercoledì la Federal Reserve ha alzato i tassi di 25 punti base, come pronosticato dal FedWatchTool che traccia il sentiment del mercato. L’economia deve ancora rallentare, specialmente con riferimento al mercato del lavoro, per poter finalmente raggiungere il tanto ambito target del 2% nel livello del tasso d’inflazione statunitense. Il tasso overnight della Fed quindi passa record, toccata in passato nel 2007. Powell resta quindi data dependent e rimanda i pronostici del mercato a settembre: il mercato sembrerebbe attendersi l’interruzione definitiva degli aumenti dei tassi federali. Il presidente della Fed non ha fatto alcun tipo di promessa, nè tanto meno ha lasciato indizi troppo espliciti nella sua conferenza stampa, in seguito del FOMC.

Pone particolare attenzione al mercato del lavoro, caratterizzato da un tasso di disoccupazione che rimane basso, al 3,6%, nonostante l’inflazione sia complessivamente diminuita molto rispetto ai massimi raggiunti in questi anni. Una recessione non è esclusa, l’obiettivo è che la contrazione non sia significativa, una sorta di crescita inferiore alla tendenze degli ultimi anni.

Allo stesso modo, la Banca Centrale Europea ha alzato il tasso di deposito di 25 punti base, raggiungendo il livello di 3,75% giovedì. Anche nel caso della Banca Centrale Europea però l’attenzione si sposta sul prossimo aumento dei tassi, il quale potrebbe risultare meno scontato da prevedere in quanto, a differenza degli Stati Uniti, vi sono sempre maggiori evidenze a dimostrazione del fatto che l’Europa sta già adesso sperimentando gli effetti di un rallentamento economico.

Come hanno reagito le Borse di fronte a questa evidenza?

In seguito delle comunicazioni di politica monetaria della Federal Reserve, il prezzo delle azioni è rimasto sostanzialmente stabile, mentre il DXY (Dollar Index Spot) ha registrato una leggera flessione al ribasso. Tuttavia, queste variazioni sono state bilanciate dalle fluttuazioni di prezzo del giorno successivo e dall’indebolimento dell’euro, identificato dall’indice EXY, dopo la dichiarazione di politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE).

In Europa, al contrario, le azioni hanno reagito positivamente alle comunicazioni di politica monetaria della BCE, alimentando un certo clima euforico fra i trader del mercato.

S&P500, EU50, 1H S&P500, EU50, 1H Grafico a candele orarie dell'indice S&P500 e lineare dell'indice EURO STOXX 50. Fonte: teletrader.com